Vetri colorati

Secondo la tradizione si vuole che siano stati dei mercanti Fenici a scoprire per primi il vetro. Essi infatti trasportavano un carico di carbonato di sodio e si accamparono sulle rive del fiume Belo dove accesero dei fuochi. Fu con molto stupore che l’indomani trovarono al posto della sabbia del fiume una sostanza lucente e trasparente che si era formata dal riscaldamento della silice contenuta nella sabbia il cui punto di fusione si era abbassato grazie alla presenza del carbonato di sodio che agisce da fondente.

Da allora si affinarono le tecniche di produzione e di lavorazione del vetro, che veniva spesso colorato per filtrare la luce in modo mirabile, fino a culminare con le inestimabili vetrate fatte con mosaici di vetro colorato, spesso a soggetto religioso, che adornavano le Chiese.

 L’aggiunta di metalli, di ossidi metallici e di sali ha portato all’ottenimento di vetri sempre più raffinati e dalle sfumature sempre più variegate.

Tra i vetri colorati si annovera per la sua nuance il vetro color rosso rubino ottenuto con sali  di oro con cui l’artista Fredrich Egermann realizzò manufatti  di grande importanza ottenendo numerosi riconoscimenti.

Un altro vetro che mostra particolari caratteristiche è quello all’uranio che, esposto a radiazione UV, è fosforescente. E’ costituito in genere da uranati U2O72- o da ossidi di uranio e, a seconda del numero di ossidazione dell’uranio e dalla sua concentrazione assume un colore che va dal giallo al verde.

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Author: Chimicamo

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