Usi del nylon

Le fibre sintetiche si ottengono per filatura di polimeri sintetici ottenuti per polimerizzazione la cui produzione industriale risale al 1940. Tali fibre possono essere prodotte o come filo continuo o come fiocco. Il filo, analogamente alla seta, ha una lunghezza considerevole e può essere raccolto in bobine: viene utilizzato per ottenere calze, tendaggi, indumenti ecc. Il fiocco, di lunghezza limitata all’incirca come la lana e il cotone, deve essere sottoposto a processi di cardatura, filatura e tessitura. Le fibre sintetiche vengono classificate in base alla loro composizione chimica.  Le famiglie più importanti di fibre sintetiche sono: poliammidiche, poliesteri, poliviniliche, poliolefiniche, poliuretaniche, bicomponenti.

Le fibre poliammidiche, di cui il nylon è certamente la fibra più diffusa, si ottengono dalla policondensazione di diammine con acidi dicarbossilici alifatici a catena lineare. Sono caratterizzate dal gruppo – CO- NH; commercialmente sono note con il nome di naylon seguito da una o più cifre che indicano il numero di atomi di carbonio presenti nei monomeri che costituiscono l’unità ripetitiva del polimero. Le proprietà delle poliammidi dipendono dalla loro natura chimica e presentano alcune proprietà delle fibre proteiche naturali come lana e seta. Infatti il gruppo ammidico – CO-NH presente anche nelle fibre naturali di origine animale conferisce alle fibre poliammidiche il carattere leggermente idrofilo, mentre i gruppi metilenici – CH2– conferiscono alla fibra il carattere paraffinico ossia idrorepellente.  Le poliammidi si ottengono sotto forma di fili e bave a fiocco e possono essere lucide, opache, semiopache o tinte. La sezione del filo, infatti, influenza la lucentezza e la sezione del filato. La sezione circolare ha un effetto opaco, quella tribolata un effetto scintillante mentre la sezione a osso di cane ha una lucentezza serica.

Quando le poliammidi non subiscono alcun trattamento si presentano di aspetto lucido e bianco. Presentano elevata resistenza meccanica ed ottima elasticità; hanno un basso valore del peso specifico il che consente di ottenere tessuti leggeri. Resistono bene alle muffe, ai batteri ed agli insetti. Hanno un ottimo comportamento fisiologico ovvero non sono tossiche né danno allergie cutanee: eventuali reazioni allergiche sono dovute ad insufficiente lavaggio dopo la tintura. Il loro impiego prevalente è nel campo tessile ed industriale. Gli usi del nylon sono moltissimi: viene utilizzato per ottenere calze da donna, costumi da bagno, abbigliamento sportivo, giacche a vento, pantaloni da sci, tulle e merletti ma trova uso anche nell’arredamento come, ad esempio, nei tendaggi, tappeti, moquette  e nei tessuti di tappezzeria. Con il nylon si ottengono paracadute, giubbotti antiproiettile, carcasse di pneumatici, reti da pesca, ombrelli e valigie. E’ usato anche in campo medico per suture e particolari garze.

I capi in nylon vanno lavati a basse temperature perché potrebbero sgualcirsi e utilizzando detersivi e saponi neutri. Se si vogliono lavare le calze in lavatrice è necessario l’utilizzo di un retino ed evitando l’uso della centrifuga in quanto il nylon tende a perdere la sua forma. Si tenga inoltre presente che il nylon, nonostante la sua resistenza, oltre che al calore è sensibile a diversi agenti chimici quindi è da evitare nel modo più assoluto l’uso di candeggina. Inoltre, proprio a causa della scarsa resistenza al calore i capi in nylon vanno stirati sempre a bassa temperatura. Poiché il nylon può presentarsi in molte forme il miglior consiglio rimane sempre quello, sia nel lavaggio che nella stiratura, di seguire le indicazioni presenti sull’etichetta del capo fornite dalla fabbrica.

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Author: Chimicamo

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