Sigarette elettroniche: possibili danni

Da quando hanno conquistato una fetta di mercato di fumatori, ex fumatori e fumatori pentiti le sigarette elettroniche costituiscono un motivo di discussione tra diverse tendenze. Fermo restando che vi sono interessi milionari sul mercato da parte delle lobbies che si contendono i consistenti profitti non resta che fidarsi dello studio dei ricercatori confidando nella loro deontologia professionale.

L’aerosol emesso dalle sigarette elettroniche non è costituito da vapore acqueo come spesso si sostiene ma può contenere metalli pesanti, particelle ultrafini e sostanze cancerogene come formaldeide, acetaldeide e acroleina anche se in quantità notevolmente inferiori rispetto al fumo della sigaretta.

La gamma di additivi e aromi utilizzati dalle diverse case produttrici è molto elevato pertanto sono poche le analisi effettuate per l’enorme costo essendo il campione molto vasto. Alcuni di essi sono additivi alimentari, ma questo non esclude un fattore di rischio perché se sono sicuri quando ingeriti non è detto che lo siano anche quando vengono inalati cronicamente.

Ad esempio dei vapori delle sigarette testate circa il 75% contengono il diacetile ovvero il 2,3-butandione, dichetone vicinale, che conferisce al burro il suo gusto caratteristico e quindi apparentemente innocuo.

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Author: Chimicamo

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