Protezione solare

Nel 7500 a.C. i pastori egiziani e i cacciatori della valle del Nilo usavano l’olio ottenuto dalla spremitura sei semi di ricino per proteggere la loro pelle dall’esposizione solare. Successivamente nel corso dei secoli sono stati usati diversi prodotti di origine naturale per proteggere la pelle dalle scottature.

Le prime protezioni solari di origine sintetica furono ottenute nel 1928 e molti chimici si cimentarono nella preparazione di una formulazione soddisfacente.

Nel 1944 l’aviatore statunitense che diventò successivamente un chimico mise a punto un prodotto per proteggere i soldati impegnati in zone particolarmente assolate: la preparazione denominata Red Vet Pet aveva tuttavia un’efficacia limitata in quanto bloccava fisicamente le radiazioni ultraviolette.

Fu solo nel 1946  che il chimico svizzero Franz Greiter ottenne la prima protezione solare di una certa efficacia chiamata Gletscher Crème e circa 30 anni dopo avvalendosi di studi sui raggi ultravioletti, introdusse il fattore di protezione solare (SPF) che è diventato lo standard mondiale per misurare l’efficacia della crema solare. Tale fattore di protezione solare indica la frazione delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la pelle così, ad esempio, il fattore di protezione 15 indica che 1/15 delle radiazioni raggiungono la pelle ed inoltre moltiplicando il fattore di protezione per il tempo di esposizione si può determinare l’efficacia del filtro. Così se, ad esempio, una persona subisce una scottatura dopo 10 minuti di esposizione, usando una protezione con fattore 15 subirà la stessa scottatura in un tempo di 15 ∙10 = 150 minuti.

L’esposizione alla luce solare e, conseguentemente alle radiazioni ultraviolette, non provoca solo scottature ma possono determinare oltre che l’invecchiamento precoce della pelle anche gravi patologie quali cataratta, diminuzione delle difese immunitarie fino al cancro della pelle.

Le radiazioni ultraviolette che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 100 e i 399 nm vengono classificate in:

UVA di lunghezza d’onda tra 315 e 399 nm  non vengono assorbite dallo strato di ozono e hanno la minore energia e  solo il 5% di esse viene filtrato

UVB di lunghezza d’onda tra 280 e 314 nm aventi quindi energia maggiore delle UVA vengono solo parzialmente assorbite dallo strato di ozono al 95%

UVC di lunghezza d’onda tra 100 e 279 nm che sono quelle a energia maggiore vengono completamente assorbite dallo strato di ozono.

Un protettore solare deve quindi rispondere a molti requisiti: oltre a proteggere dalle radiazioni e evitare le scottature deve essere resistente al sudore e all’acqua, essere stabile alla luce e mantenere un’alta concentrazione anche dopo qualche ora dall’applicazione.

L’abbronzatura è un processo in cui la pelle umana si scurisce in seguito all’esposizione di raggi ultravioletti a causa del maggior rilascio di melanina da parte dei melanociti che esplica un’azione protettiva del derma. Tuttavia, oltre  alla raccomandazione di non esporsi ai raggi solari in determinate ore del giorno gli stessi medici consigliano di applicare una protezione solare.

Le sostanze utilizzate nelle protezioni solari sono sia organiche che inorganiche; nell’ambito dei composti inorganici vi sono il biossido di titanio e l’ossido di zinco che assorbono la radiazione ultravioletta dissipandola, ma i primi filtri solari contenenti solo queste sostanze lasciavano uno strato bianco sulla pelle.

Per molti anni è stato usato, come principio attivo delle creme protettive,  l’acido p-amminobenzoico (PABA) o uno dei suoi esteri che, pur avendo molti dei requisiti richiesti di protezione dai raggi UVB, dà  spesso reazioni allergiche.

In alternativa viene usato l’ottilmetossicinnammato, il salicilato di ottile e l’omosalato che è un estere formato dall’acido salicilico e dal 3,3,5-trimetilcicloesanolo.

Le moderne formulazioni delle creme solari protettive utilizzano moltissimi componenti atti a proteggere, idratare ed evitare danni alla pelle. Tra i componenti presenti vi sono:

1)       idratanti come l’acido ialuronico

2)       glicerolo che mantiene l’elasticità della pelle

3)       ectoina che protegge le cellule di Langerhans dalle radiazioni

4)       ceramidi classe particolare di lipidi che hanno un ruolo nella funzione barriera e regolano   l’idratazione epidermica

5)       nicotinammide che contrasta l’immunosoppressione e l’induzione ai tumori cutanei

6)      oli con proprietà ammorbidenti e nutrienti

7)      pantenolo o provitamina B5 che nella pelle si trasforma in acido pantotenico e svolge una spiccata azione idratante, lenitiva, ristrutturante ed energizzante sulla pelle sfruttata

8)      sostanze come l’estratto di tè verde contenenti polifenoli che hanno potere antiossidante e reagiscono con il radicali liberi

9)      squalene con proprietà emollienti e nutritive che previene la secchezza cutanea

10)  Magnesio Ascorbilfosfato efficace contro l’iperpigmentazione e agente antiossidante

11)  Vitamina E  che ha un’elevato potere antiossidante in quanto neutralizza la reattività dei radicali liberi bloccando la cascata di eventi che determinano lo stress ossidativo responsabile dei danni alle cellule ed è inoltre in grado di assorbire i raggi ultravioletti

12)  Vitamina F nota in campo cosmetico come vitamina della pelle in quanto ne favorisce l’integrità stimolando una rapida rigenerazione delle cellule

Prima di acquistare una protezione solare conviene valutare il fattore di protezione adatto in funzione della sensibilità della propria pelle all’esposizione ai raggi ultravioletti, al tempo di esposizione e al luogo dove ci si espone affidandosi a una marca di qualità.

…. e buone vacanze a tutti!

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Author: Chimicamo

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