Pesticidi, antibiotici e ormoni negli alimenti

Sostanze chimiche come pesticidi, antibiotici e ormoni sono utilizzati in agricoltura e negli allevamenti per incrementare la produzione e garantire un adeguato approvvigionamento alimentare. Tuttavia, i residui possono essere dannosi per gli esseri umani anche se  i livelli presenti negli alimenti sono fissati dalla legge. E’ quindi sempre più diffuso l’uso di prodotti biologici  ottenuti senza l’uso di prodotti chimici di sintesi o pesticidi.

L’utilizzo di fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e fungicidi ha infatti portato a un notevole aumento della produzione agricola con riduzione dei costi e aumento delle varietà disponibili.

La gran parte dei pesticidi viene utilizzata per la coltivazione di vegetali che formano il  mangime animale e pertanto essi sono contenuti delle carni degli animali di allevamento; inoltre agli animali vengono dati antibiotici per evitare malattie causate dalla debolezza congenita degli animali spesso frutto di manipolazioni genetiche.

Gli ormoni utilizzati per stimolare la crescita sono ufficialmente vietati ma in molte parti del mondo sono consentiti e addirittura incoraggiati; agli animali sono inoltre spesso somministrati sostanze illegali che vengono difficilmente scoperte perché sono sempre diverse e quindi non sono eseguibili analisi mirate.

Gli antibiotici presenti nelle carni animali costituiscono un serio pericolo per la salute degli uomini in quanto si verifica una sempre maggiore resistenza dei batteri agli antibiotici.

Il danno causato dalla presenza di ormoni, antibiotici e pesticidi è dipendente dalla quantità di cibo che si assume.

Nei paesi europei e negli USA, sia pure con qualche discrepanza, i limiti accettati di pesticidi sono regolamentati rispettivamente dalla EFSA  e dal FDA ma molti paesi non rispettano questi limiti quindi si dovrebbe sempre conoscere l’origine del cibo che mangiamo.

Dalle analisi eseguite i vegetali che contengono i massimi livelli di pesticidi sono: pesche, mele, peperoni dolci, sedano, fragole, ciliegie, pere, uva, spinaci, lattuga e patate.

Per ridurre la contaminazione è bene lavare abbondantemente la frutta e la verdura e, anche se le bucce contengono preziosi nutrienti, è meglio sbucciare la frutta.

La presenza di pesticidi, sia pure nei limiti consentiti, ha permesso ai prodotti biologici di ampliare sempre maggiormente il mercato.

Un’alternativa ai cibi biologici è costituito da mercati agricoli locali che nei dove vengono venduti prodotti provenienti dal territorio in cui si può instaurare un rapporto diretto tra produttore e consumatore. Inoltre la provenienza territoriale dei prodotti riduce il consumo del combustibile necessario al trasporto e conseguentemente l’inquinamento.

Per quanto riguarda la carne, molte catene della grande distribuzione accettano carni rigorosamente controllate e quindi maggiormente affidabili.

Anche nel campo delle carni si sta diffondendo il consumo delle carni biologiche che, per essere vendute come tali, gli animali devono rispondere a criteri rigorosi. Devono essere alimentati solo con prodotti di origine non animale e di tipo biologico, non devono essere trattati con antibiotici o ormoni e la carne non deve essere trattata con radiazioni.

Fatta eccezione dei mercatini a chilometri zero, i prodotti biologici hanno, tuttavia prezzi più elevati degli altri e sono quindi limitati a fasce sociali che hanno maggiori possibilità economiche. Forse solo variando lo stile di vita e seguendo una dieta Mediterranea l’uomo può sfuggire a tutte le sostanze nocive presenti, sia pure in minima quantità, praticamente in tutti gli alimenti

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Author: Chimicamo

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