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Oro, incenso e mirra: i doni dei Re Magi

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L’ oro, l’incenso e la mirra furono i doni che, secondo i Vangeli, i Re Magi portarono alla grotta di Betlemme

Secondo il Vangelo di Matteo i Magi  dall’Oriente a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.

Il racconto evangelico li descrive in maniera scarna e solo la tradizione cristiana vi ha aggiunto successivamente alcuni particolari: erano tre e si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e portarono in dono oro, incenso e mirra. Ciascuno di questi doni preziosi ha un significato simbolico e si riferisce alla natura umana e divina di Gesù e da essi proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bimbi.

Oro

L’oro è un metallo duttile e malleabile utilizzato per la manifattura di gioielli e  monili per le sue proprietà di lucentezza e facilità di lavorazione.

Dalla sua scoperta che risale a circa 6000 anni fa, l’oro ha sempre avuto un ruolo speciale nella storia dell’umanità e, nei secoli, è stato considerato come un bene prezioso.

L’oro è un metallo di transizione appartenente al gruppo 11 ed ha configurazione elettronica [Xe]4f14 5d10 6s1; è un metallo scarsamente reattivo ed è resistente all’attacco degli acidi. Si dissolve in acqua regia costituita da HCl e HNO3 dove forma anioni AuCl4.

Come altri metalli forma con il mercurio un amalgama  e forma con il rame,  l’argento, il palladio e il platino leghe metalliche di durezza adeguata per forgiare oggetti preziosi.

I numeri di ossidazione più comuni sono +1 e +3; stanti i valori elevati dei potenziali standard di riduzione sia lo ione Au3+ che lo ione Au+ tendono a ridursi e a precipitare come oro metallico. Stante la sua inerzia chimica l’oro viene rinvenuto allo stato natio nelle rocce aurifere o sotto forma di pepite nei fiumi.

Incenso

Il franchincenso, utilizzato nell’incenso e nei profumi, è una resina aromatica ricavata da alcune specie del genere Boswellia, e veniva usato nei rituali religiosi.  Una parte consistente della resina  è costituita da polisaccaridi come il galattosio e l’arabinosio e il resto è formato da acidi boswellici, molecole triterpeniche pentacicliche costituite da un gruppo carbossilico e almeno un altro gruppo funzionale.

In particolare gli acidi α-boswellico e β-boswellico aventi formula C30H48O3 che differiscono tra loro solo per la loro struttura hanno come ulteriore gruppo funzionale il gruppo –OH.

α-boswellico

Tali composti, tuttavia, sono scarsamente volatili e non contribuiscono al tipico aroma dell’incenso nei cui fumi si rinvengono l’acetato di ottile, l’ottanolo,  vari composti terpenici e l’incensolo acetato che secondo recenti studi ha potere curativo sull’ansia e sulla depressione.

incensolo

Mirra

La mirra è una gommaresina aromatica estratta da un albero del genere Commiphora già conosciuta nell’antico Egitto dove era utilizzata nell’imbalsamazione.

La mirra è stata usata dalla medicina tradizionale per secoli e tuttora costituisce un ingrediente nei dentifrici e nei collutori per le sue proprietà antisettiche.

La frazione volatile della mirra, che contribuisce al suo aroma particolare, è costituita da monoterpeni e sesquiterpeni. In particolare da derivati furanici tra cui:

  • furanoeudesma-1,3-diene
  • lindestrene
  • curzerenone
  • curzerene
  • cadinene
  • diidropirocurzerenone
  • germacrone che impartisce l’odore caratteristico, con note erbacee.