Mezzi di contrasto

Molti dettagli delle strutture del corpo umano non sono visibili nell’ambito della diagnostica per immagini pertanto vengono utilizzati mezzi di contrasto al fine di evidenziare l’anatomia dell’apparato da studiare. I primi mezzi di contrasto sono stati studiati per la tecnica radiografica che è il più antico tra i mezzi diagnostici.

Nella radiografia un fascio di fotoni di appropriata lunghezza d’onda prodotto da un generatore è trasmesso dopo aver attraversato la parte da esaminare. Le radiazioni vengono assorbite in modo variabile a seconda della densità e della composizione della parte che viene esposta. La parte dei raggi che non viene assorbita è registrata su una pellicola sensibile e tali radiazioni.

Quindi le ossa che hanno una densità maggiore rispetto ai tessuti molli e alle fibre muscolari assorbono la maggior parte delle radiazioni apparendo come aree bianche ben definite mentre i tessuti appaiono come aree più scure.

Gli organi addominali, lo stomaco, il fegato e i reni assorbono poco le radiazioni fornendo una tenue immagine che non risulta valida ai fini diagnostici.

Sono quindi stati utilizzati mezzi di contrasto che sostanzialmente si suddividono in due categorie a seconda degli impieghi a cui sono finalizzati:

  • Mezzi di contrasto baritati
  • Mezzi di contrasto iodati

I mezzi di contrasto baritati sono costituiti da una sospensione di solfato di bario BaSO4 che risulta essere radiopaco e, trattandosi di un sale che ha una bassissima solubilità, non viene né assorbito né metabolizzato dall’organismo. Tale mezzo di contrasto viene utilizzato prevalentemente per lo studio dello stomaco e dell’intestino.

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Author: Chimicamo

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