Metalli e leghe usati nel piercing

La moda del piercing, nella società contemporanea, è invalsa a partire dagli anni 70/80 negli ambienti punk-underground e si è diffusa rapidamente in tutti i paesi al punto che oggi, in Italia, si ritiene che circa il 20% delle donne abbia un piercing.

La pratica del piercing ha origini antichissime e si perde nella notte dei tempi: il piercing all’ombelico, presso gli antichi Egizi era simbolo di regalità, quello ai capezzoli, diffuso presso i centurioni romani simboleggiava il coraggio e i primi navigatori lo usavano al lobo dell’orecchio. In genere il materiale del piercing  era l’oro o l’ossidiana, vetro vulcanico, o in osso.

Sotto il regno di Elisabetta I l’orecchino era considerato un vero e proprio status symbol maschile ed era indossato da personaggi come Shakespeare e Sir Francis Drake.

Attualmente molte sono le persone che ricorrono ad body piercing in cui molte parti del corpo risultano perforate allo scopo di introdurre oggetti spesso in metallo nonostante le problematiche connesse.

Onde evitare infezioni il piercing deve essere preventivamente sterilizzato in autoclave quindi il materiale deve essere in grado di sopportare la pressione del vapore e l’elevata temperatura che supera i 120°C ed inoltre deve essere inerte e biocompatibile. Vanno evitati quindi molti metalli o leghe perché possono causare irritazioni o addirittura essere tossici come, ad esempio,  l’ottone e il bonzo ma anche  il cadmio e il cromo che sono tossici o il nichel che può dare reazioni allergiche. Il nichel è un metallo largamente usato nelle leghe metalliche cui conferisce durezza e resistenza ma ad esso sono allergiche più del 10% delle donne ed inoltre quanti indossano gioielli contenenti nichel vanno incontro a una sensibilizzazione che può provocare dermatiti o eczemi.

Tra i materiali utilizzati vi sono:

1) Acciaio chirurgico. E’ un materiale inossidabile e resistente ma contiene dall’8 al 12% di nichel e quindi sebbene il nichel si trovi sotto forma di lega può dare problemi di allergia

2) Argento sterling. E’ una lega costituita dal 92.5% di argento e la rimanente parte da altri metalli che possono causare irritazioni. Inoltre la lega tende ad ossidarsi e può interagire con i tessuti corporei

3) Niobio. E’ un metallo grigio lucente che tende ad assumere una sfumatura bluastra quando viene esposto alla luce, non tende ad ossidarsi e costituisce il materiale più sicuro per chi soffre di allergie.  Essendo puro al 99.99% il niobio offre la garanzia di essere praticamente esente da altri metalli ed inoltre, pur essendo resistente come l’acciaio, può essere facilmente modellato offrendo a chi lo indossa una garanzia in quanto non si sono riscontrati problemi di tolleranza nei confronti del metallo puro.  Tuttavia piercing al niobio possono contenere altri metalli con conseguente rischi di tollerabilità.

Riscaldando o anodizzando selettivamente la superficie del metallo si ottiene un ossido estremamente stabile che migliora la sua resistenza alla corrosione. A seconda del potenziale usato l’ossido superficiale può avere uno spessore diverso che produce, per interferenza, una vasta gamma di colori che vanno dal rosso, al verde e al turchese.

4) Titanio. Non è molto costoso, non si ossida, non reagisce in presenza della luce solare o dell’acqua salata. E’ resistente come l’acciaio ma è leggero come l’alluminio ed è totalmente anallergico. Può essere anodizzato come il niobio sebbene la colorazione assunte tende a svanire nel tempo. Per le sue caratteristiche di essere relativamente economico e di non dare reazioni allergiche, il titanio è una dei metalli maggiormente usati.

5) Oro. Il metallo, troppo tenero per essere lavorato viene usato in lega quasi sempre priva di nichel in cui è contenuto in ragione del 58 o del 75%. In genere non dà problemi di allergie ma il suo costo è elevato.

6) Materiali placcati in oro. Per limitare la spesa vengono usati materiali placcati elettroliticamente in oro e, se lo spessore è sufficientemente elevato possono costituire un valido compromesso.

7) Platino. E’ un metallo particolarmente inerte e, pur essendo particolarmente costoso, e di difficile lavorazione, dà ampie garanzie e non dà fenomeni allergici.

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Author: Chimicamo

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