Macchie e scioglimacchia

La rimozione di una macchia da un abito può risultare complicata ma per fortuna  la chimica giunge in soccorso con una vasta gamma di molecole presenti negli smacchiatori e nei detersivi. La macchie, a seconda del tipo possono essere classificate in enzimatiche, ossidabili, grasse e contenenti particolato. In tabella vengono riportati la i tipi di macchie con alcuni esempi:

Tipi di macchie

Enzimatiche

Ossidabili

Grasse

Particolato

Sangue Burro Argilla
Uova Caffè Olio Fango
Erba Vino rosso Olio del motore Terreno

Le macchie enzimatiche possono essere rimosse grazie all’azione di particolari enzimi, quelle ossidabili da un agente ossidante e sono dette macchie sbiancabili, le macchie grasse vengono rimosse con l’ausilio di tensioattivi e quelle costituite da particolato vanno prima seccate e poi rimosse da agenti complessanti.

Pur essendo valida la classificazione essa è in realtà una semplificazione in quanto una macchia può essere costituita da più componenti come, ad esempio, una macchia di salsa contiene una parte grassa e un componente colorato e quindi ossidabile.

Gli smacchiatori quindi sono in genere costituiti da una miscela dei vari agenti adatti a sciogliere tutti i tipi di macchia e possono essere aggiunti al liquido di lavaggio o essere messi sulla macchia quale pretrattamento. I pretrattanti possono essere spray, liquidi o in polvere sebbene le reazioni a cui danno luogo siano le stesse.

Un buon scioglimacchia deve avere la caratteristica di rimuovere la macchia senza danneggiare o scolorire il tessuto; conviene, per prudenza, applicare lo smacchiatore in piccola quantità in un punto non visibile e assicurarsi che non dia effetti indesiderati. Ad esempio, uno smacchiatore ossidante contenente candeggina non è indicato per le macchie di ruggine che, in sua presenza, danno un colore più intenso mentre non è indicato il lavaggio con acqua calda di un indumento macchiato di sangue in quanto risulta difficile rimuoverla.

Le macchie enzimatiche cono costituite prevalentemente da proteine e pertanto lo smacchiatore deve contenere enzimi che rompano i legami peptidici  come la proteasi che catalizza la reazione attraverso un meccanismo che utilizza una molecola di acqua. si ottengono quindi molecole a minore peso molecolare che risultano maggiormente solubili.

Principio analogo viene sfruttato per la rimozione delle macchie grasse  utilizzando enzimi quali la lipasi, enzima in grado di  effettuare l’idrolisi dei grassi trasformando i trigliceridi in glicerolo e in acidi grassi nel cosiddetto processo di lipolisi.

Le macchie colorate, come quelle di tè, caffè e vino rosso rientrano nella categoria di macchie ossidabili pertanto nello smacchiatore devono essere presenti agenti sbiancanti come il perossido di idrogeno presente sotto forma di percarbonato di sodio Na2CO3 · 3/2 H2O2 che rilascia H2O2 a contatto con l’acqua. Tale componente presente negli smacchiatori risulta inefficace per lavaggi al di sotto dei 40°C . viene quindi aggiunta la tetracetiletilendiammina (TAED)  che reagisce con il perossido di idrogeno per dare l’acido peracetico CH3COOOH che è un perossido organico ed ha un potere ossidante maggiore rispetto al perossido di idrogeno.

Gli oli e i grassi, sebbene possano essere rimossi enzimaticamente, vengono trattati con i tensioattivi che sono caratterizzati dalla presenza nella molecola di due gruppi, uno idrofobo e uno idrofilo; poiché in genere un tensioattivo è usato in soluzione acquosa, la parte idrofila rappresenta il gruppo solubilizzante.

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Author: Chimicamo

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