L’acido lattico

L’acido 2-idrossipropionico,più noto con il nome di acido lattico, è un acido carbossilico debole che si dissocia secondo l’equilibrio C3H6O3 ⇌ C3H5O3 + H+

lactic acid

Lo ione C3H5O3 viene chiamato lattato (tecnicamente si chiamo 2-idrossipropanoato) che verrà indicato come Lat.

E’ una molecola normalmente presente nel nostro corpo e prende il nome dal gusto acido che prende il latte con il passar del tempo. L’acido lattico è costantemente prodotto dal nostro organismo a partire dal piruvato attraverso un enzima chiamato lattato deidrogenasi. La sua concentrazione abituale è di 1-2 millimoli per Litro, ma durante un esercizio intenso può arrivare a 20 millimoli per litro.

L’acido lattico, infatti , è un sottoprodotto dell’attività anaerobica dei muscoli che si riversa nel sangue attraverso cui raggiunge il cuore che lo usa come combustibile , i reni e il fegato che lo trasformano in glicogeno. Nel corso di un esercizio fisico intenso e prolungato i muscoli producono una quantità di acido lattico maggiore di quanto ne occorre all’organismo. In tal caso  la concentrazione di acido lattico nel sangue aumenta  e si verificano  affaticamento, incapacità locale allo sforzo e bruciore.

Si raggiunge  così la “soglia del lattato”, che costituisce un indicatore del potenziale di resistenza di un atleta. Gli sportivi che riescono a fare esercizi intensi senza accumulare acido lattico hanno performance migliori. E’ possibile spostare questa soglia con un allenamento in grado di migliorare il metabolismo aerobico e,di conseguenza,aumentare la quantità di acido lattico metabolizzata.

In un atleta allenato, dopo sette minuti,la metà del lattato è scomparsa dal sangue. In ogni caso anche se venisse prodotta una grande quantità di acido lattico nel giro di poco tempo dalla fine dello sforzo esso viene tutto metabolizzato. L’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata che si presenta fra le 14 e le 72 ore dopo un’intensa attività muscolare non è dovuta , come molti ritengono ad un accumulo di acido lattico, bensì a micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute a contrazioni muscolari che si verificano in soggetti poco allenati. La durata di tale indolenzimento è correlata al processo di ricostruzione muscolare (di norma 2-3 giorni).

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Author: Chimicamo

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