Insetticidi organici naturali

Insetticidi estratti da vegetali

Le specie vegetali che contengono sostanze tossiche per gli insetti sono numerosissime e sono tuttora oggetto di ricerca con l’obiettivo di ottenere spunti per la sintesi di nuove classi di insetticidi. I nicotinoidi, le quassine, i rotenoidi sono stati usati nel passato, ma sono stati successivamente abbandonati per il loro ristretto spettro di azione e la scarsa stabilità. Hanno conservato interesse pratico le piretrine. Queste ultime sono degli esteri estratti dalle piante: si tratta di almeno quattro composti contenuti in concentrazioni variabili nell’estratto di piretro ottenuto con solventi polari come il metanolo e non polari come il cherosene dai fiori di Chrysanthemum cinerariaefolium estesamente coltivato in Kenya. La polvere insetticida è ottenuta dall’infiorescenza essiccata e polverizzata.

La struttura chimica viene rappresentata in figura:

piretrine

Le piretrine sono attive nei confronti di molti insetti tra i quali gli afidi, gli acari, le cimici, i lepidotteri, i coleotteri e anche nei confronti di zanzare, mosche e tarme. Le piretrine idrolizzano rapidamente in ambiente alcalino e polimerizzano all’aria e alla luce con totale perdita di attività dopo poche ore dall’applicazione. Spesso quindi di trovano formulazioni disponibili in commercio addizionate con sinergizzanti e stabilizzanti che ne aumentano l’efficacia e la persistenza. L’azione tossica consiste in un’alterazione della permeabilità della membrana delle cellule nervose agli ioni Na+ e K+ il cui flusso determina la trasmissione degli impulsi. Le piretrine agiscono prevalentemente per contatto o per ingestione a livello del sistema nervoso degli insetti determinandone la paralisi. Esse vengono rapidamente detossificate dagli organismi per metabolizzazione del principio attivo; per impedire tale metabolizzazione si addiziona un sinergizzante come il piperonilbutilossido. I piretroidi vengono utilizzati per uso domestico per la bassissima tossicità nei confronti dell’uomo e degli animali, ma a causa della loro azione dannosa nei confronti di insetti utili come vespe, api, farfalle e coccinelle  ne consiglia di utilizzarlo la sera. Le piretrine sono ottenibili anche sinteticamente ma con notevoli difficoltà a causa delle isomerie geometriche e si sono sviluppati analoghi più semplici e altrettanto attivi.

Sostanze insetticide prodotte da batteri e funghi e da organismi animali

Studi di patologia degli insetti e osservazioni sull’attività insetticida nel campo della ricerca degli antibiotici hanno consentito insetticidi prodotti da batteri e funghi. Ricerche sulle secrezioni difensive di insetti, aracnidi, anellidi ecc. hanno consentito di individuare insetticidi di origine animale. Il maggior impulso nel campo degli insetticidi si è avuto con il Bacillus thuringiensis batterio sporigeno che vive nel terreno: esso è patogeno per gli insetti e le tossine formatesi nel processo fermentativo trovano impiego in agricoltura nell’ambito degli insetticidi non pericolosi per l’ambiente: esso infatti è poco persistente ( 36 ore) in quanto si degrada molto facilmente. Ha uno scarso impatto ambientale essendo selettivo in quanto la sua azione è diretta soprattutto alle larve di  Aedes albopictus nota come zanzara tigre, insetto appartenente alla famiglia Culicidae diffusosi in Italia e in Europa dagli anni novanta in poi.

Prodotti dalla distillazione del petrolio e del catrame

Da oltre un secolo tali prodotti hanno largo impiego in frutticoltura anche in combinazione con altre sostanze attive di cui modificano la velocità di penetrazione e la persistenza sulle superfici trattate. Hanno un grado di fitotossicità correlato al contenuto di idrocarburi insaturi e aromatici, oltre che a varie impurezze. I più comunemente usati sono:

  • Cherosene deodorizzato, impiegato prevalentemente insieme ad altri principi attivi in spray e aerosol
  • Oli bianchi che per la limitata fitotossicità possono essere applicati sulle piante nel periodo di attività vegetativa in formulazione emulsionabile. Essi vengono usati spesso come oli bianchi attivati con piretroidi nella lotta alle cocciniglie
  • Oli bruni che possono essere applicati in forma emulsionabile solo durante il riposo vegetativo
  • Oli antracenici costituiti prevalentemente da idrocarburi aromatici il cui uso, per scopi agricoli non è più permesso per ragioni di impatto ambientale e sanitario a causa del potenziale rischio cancerogeno
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Author: Chimicamo

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