Insetti commestibili

L’entomofagia, ovvero la pratica di inserire nel proprio regime alimentare gli insetti, è diffusa presso molte popolazioni del pianeta e in particolare quelle asiatiche e africane e sudamericane presso le quali gli insetti non sono usati in caso di carestia ma sono inclusi come una parte della dieta durante tutto l’anno. In Europa l’uso degli insetti nell’alimentazione è pressoché sconosciuto probabilmente perché gli insetti sono poco abbondanti rispetto alle altre parti del mondo e quelli presenti hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli delle regioni tropicali.

Negli ultimi decenni mentre l’uso degli insetti è diminuito nelle regioni in cui erano diffusi per il diverso stile di vita che le popolazioni stanno acquistando e per una maggior disponibilità di altri tipi di alimenti, se ne registra un incremento negli Stati Uniti e in misura minore in Europa.

In alcuni negozi specializzati oppure on line è possibile acquistare, confezionati in lattina, grilli, cavallette, tarantole, larve di coleottero, larve di bambù, uova di formica, uova di cicala e altro ancora.

Sebbene vi siano remore apparentemente insormontabili all’introduzione degli insetti nell’alimentazione si dovrebbero tenere in conto almeno due fattori. Il primo è quello relativo alla dinamica esponenziale di crescita demografica nel mondo che implica un maggiore e migliore sfruttamento delle risorse disponibili.

Il secondo, peraltro sottolineato dalla FAO, è relativo agli allevamenti di bestiame che costituiscono la minaccia maggiore per l’ambiente sia per l’emissione dei gas serra che costituiscono circa un quinto di quelli prodotti da industria, trasporti ecc, sia per gli enormi quantitativi di acqua richiesti. Si pensi che una mucca da latte beve 200 L di acqua al giorno e che 1 Kg di foraggio richiedono dai 500 ai 2000 L di acqua. Inoltre gli allevamenti intensivi contribuiscono al degrado del suolo, all’inquinamento chimico, al riscaldamento globale e alle piogge acide.

La FAO ha pertanto invitato le popolazioni di tutto il mondo a inserire nella propria dieta gli insetti, definiti cibo del futuro,  sottolineando che l’approccio alimentare è solo un’abitudine e non di civiltà o  cultura.

Oltre ai vantaggi per l’ambiente l’entomofagia rappresenta anche un vantaggio per la salute. Gli insetti forniscono infatti proteine di alta qualità, sono poveri di grassi e ricchi in  fibre, micronutrienti come rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio e zinco.

Gli insetti inoltre hanno un basso rischio di trasmissione di zoonosi ovvero di patologia che vengono trasmesse dall’animale all’uomo: si pensi ad esempio all’influenza aviaria e  alla malattia della mucca pazza. A differenza della maggior parte dei crostacei, di cui Statunitensi ed Europei fanno largo uso,che si nutrono di sostanze in decomposizione, la maggioranza degli insetti commestibili mangia solo foglie sane e consuma piante che gli esseri umani invece non sarebbero in grado di digerire.

Nonostante le ritrosie in Europa alcuni chef hanno inserito nel menù cibi a base di insetti: tra i più famosi il ristorante Noma di Copenaghen dove viene servito un  garum di cavallette o il ristorante Aphrodite di Nizza dove viene servito un intero menù a base di insetti compresi biscotti e pasticcini con vermetti al posto dell’uvetta candita.

Gli insetti più comunemente usati sono  bruchi, api, vespe , formiche , cavallette, locuste, grilli ,cicale, cocciniglie, cimici , termiti , libellule e mosche.

Al di là di ogni considerazione ci si potrebbe chiedere perché si è disposti a pagare tanto per una cicala di mare e non si osa neanche pensare ad assaggiare una cicala di terra?

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Author: Chimicamo

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