Il giardino chimico

La chimica è una disciplina affascinante che studia le trasformazioni della materia; alcune reazioni sono spettacolari e affascinano anche i non addetti ai lavori. Tra queste “Il serpente del Faraone”, la “Disidratazione del saccarosio” o “L’eruzione vulcanica in laboratorio”.

Meno nota, ma non per questo meno affascinante è la reazione attraverso la quale si ottiene il cosiddetto giardino chimico.

Tale reazione fu descritta dal chimico e alchimista tedesco Johann Rudolf Glauber già nel 1646 e si basa sulla proprietà di molti silicati dei metalli di transizione di essere poco solubili in acqua e colorati.

Aggiungendo un sale metallico come il cloruro di cobalto a una soluzione di silicato di sodio avviene una reazione di doppio scambio:

 CoCl2(aq) + Na2SiO3(aq) = CoSiO3(s) + 2NaCl(aq)

con formazione del silicato di cobalto poco solubile in acqua che costituisce una membrana semipermeabile. Poiché la forza ionica dello ione cobalto che non ha reagito presente all’interno della membrana è maggiore rispetto a quella della soluzione di silicato di sodio, gli effetti osmotici portano ad un aumento della pressione all’interno della membrana che tenderà a lacerarsi.

Da questo foro formatosi sulla membrana fuoriescono gli ioni cobalto che reagiranno con il silicato presente in soluzione per formare nuovi cristalli che tenderanno a salire verso l’alto in quanto la pressione alla base del recipiente di reazione è maggiore rispetto a quella presente in superficie.

In un tempo più o meno lungo che dipende dalla densità della soluzione si noterà la formazione di strutture colorate simili a ramoscelli ornati da fiori.

Author: Chimicamo

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