Gin

Il gin nasce in Olanda nel 1600 ad opera del medico e farmacista olandese Franciscus Sylvius nell’ambito delle sue ricerche volte a trovare un preparato idoneo alla cura dei soldati olandesi che si ammalavano di febbre nelle Indie Orientali utilizzando alcol di grano e bacche di ginepro: a tale preparazione fu dato il nome di Jenever che successivamente sarà denominato gin. Il successo del gin si estese rapidamente in Gran Bretagna e, quando alla fine del 1600 Guglielmo III di Orange vietò l’importazione di distillati stranieri, si iniziò a produrre una grande quantità di gin utilizzando le eccedenze di cereali per la produzione di alcol. In Gran Bretagna la ricetta iniziale fu modificata con l’aggiunta di altre sostanze che conferivano il tipico profumo e sapore alla bevanda che noi adesso chiamiamo gin. La diffusione di questo superalcolico che era dato agli operai in sostituzione di parte del loro salario provocò la piaga dell’alcolismo popolare.

Il gin si diffuse negli USA e sopravvisse al periodo del proibizionismo dove veniva prodotto artigianalmente lasciando in infusione alcol, grano e aromi. Uno spaccato dell’epoca viene narrato da Humphrey Bogart e James Cagney nel film The Roaring Twenties che narra la storia di ex commilitoni della Prima Guerra mondiale che comprano un bar e di dedicano al traffico illegale di alcolici.

Il gin ebbe la sua maggiore diffusione negli anni ‘50 e ’60 e divenne la base di numerosi cocktails ma fu soppiantato dalla diffusione della vodka fino a cadere in disuso; solo alla fine degli anni ’80 grazie all’introduzione di una nuova marca di gin tale bevanda ritornò in auge suscitando l’interesse di barmen che ripresero a utilizzarlo.

Si annoverano molti tipi di gin ma tutti utilizzano una bacca di colore blu-verde frutto del ginepro e quasi sempre i semi di coriandolo. Altri componenti costituiti da spezie e aromi variano a seconda del produttore e alle condizioni degli oli essenziali delle piante, delle erbe aromatiche e delle spezie presenti.

Tra i vari componenti che vengono utilizzati vi sono scorza d’arancia, bergamotto, limone, radici di giglio, santoreggia, radici d’angelica, cannella, coriandolo, cassia, ginepro, mandorle, liquirizia, , tè del labrador, uva ursina, camemoro, rosa canina, rododendro.

Nelle bacche di ginepro sono presenti terpeni tra cui l’ α-pinene che è un monoterpene biciclico con effetti broncodilatatori la cui struttura è rappresentata in figura

pinene

il β-mircene caratterizzato dall’odore piacevole, p-cimene ovvero un dialchilbenzene dall’odore di arancia, stabinene monoterpene biciclico sostanza tipica contenuta nel pepe nero a cui conferisce il senso di piccante, acetato di bornile tipicamente presente nel pino dotato di aroma caratteristico, 1,4-terpineolo dall’odore di lillà.

I semi di coriandolo contenuti abitualmente nel gin hanno, come componente principale il linalolo dall’aroma dolce e delicato e l’acetato di geranile estere  monoterpenico ottenuto dalla reazione tra acido acetico e il geraniolo dalla fragranza piacevole e dal profumo di rosa

linalolo

Il dosaggio e la tipologia degli ingredienti usati sono gelosamente custoditi dai fabbricanti di gin che ambiscono, grazie alla loro maestria, di ottenere il prodotto di maggior successo.

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Author: Chimicamo

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