Efflorescenza

I sali idrati sono sali inorganici che contengono molecole di acqua (acqua di cristallizzazione) combinate in un rapporto definito che entrano a far parte del reticolo cristallino del composto.

Ad esempio il solfato di calcio contiene nella sua struttura due molecole di acqua e pertanto la sua formula è CaSO4 · 2 H2O. Un altro esempio è costituito dal solfato di rame (II) che può esistere in forme diverse a seconda del grado di idratazione. La forma anidra, infatti, avente formula CuSO4 è di colore bianco grigiastro mentre la forma pentaidrata CuSO4 · 5 H2O è di colore blu brillante.

L’efflorescenza è una proprietà di alcuni sali di perdere le molecole d’acqua di cristallizzazione che si verifica quando la tensione di vapore dell’acqua presente nel sale idrato è maggiore rispetto alla pressione parziale del vapore acqueo presente nell’aria fenomeno che si verifica quando si è in condizioni di bassa umidità.

Ad esempio poiché le pressioni di vapore del carbonato di sodio decaidrato CaCO3 · 10 H2O e del solfato di sodio decaidrato Na2SO4 · 10 H2O in condizioni normali sono superiori a quella del vapore acqueo presente nell’aria si verifica il fenomeno dell’efflorescenza. Tali sali perdono tutta o parte della loro acqua di idratazione e le loro superfici appaiono pulverulente.

Il fenomeno dell’efflorescenza è comune nel campo dell’edilizia. Viene definita efflorescenza un deposito sulle superfici in muratura, stucco o cemento. Tale fenomeno è stato al centro di numerose controversie per lunghi anni specie in riferimento a problematiche di restauro conservativo in quanto costituisce una vera e propria patologia che altera la resistenza del materiale consentendo la penetrazione anche in profondità di acqua e sali solubili.

La formazione di tali depositi salini è dovuta ai sali solubili che migrano in superficie quando l’acqua di cristallizzazione evapora. Più il materiale è poroso, maggiore è la facilità con cui i sali  vengono trasportati in superficie e depositati. A seconda del grado di umidità l’acqua può evaporare prima di raggiungere la superficie della struttura lasciando il deposito di sale sotto la superficie e in tal caso si parla di sub-efflorescenza particolarmente pericolosa in quanto può provocare la rottura del materiale o dell’intonaco oppure quando l’umidità è alta poiché l’evaporazione dell’acqua è più lenta tali sali affiorano in superficie. Le efflorescenze si localizzano sulla superficie dove la facilitata evaporazione aiuta il formarsi di depositi cristallini con conseguente aumento di volume. In questo strato avverrà anche la relativa otturazione dei capillari e la formazione di uno strato di crosta superficiale di sbarramento che impedisce alla successiva ondata di umidità di evaporare nello stesso punto costringendola a trovare nuove vie.
Pertanto se il manufatto, durante la sua vita, è soggetto a cicli di bagnatura e asciugatura (risalita capillare, aerosol marini, ecc.), l’alternanza della solubilizzazione e ricristallizzazione dei depositi salini superficiali porta allo sfaldamento di intonaci, malte, pitture ecc.

Per eliminare l’efflorescenza si deve innanzitutto rimuovere il materiale incoerente con spatole e scalpelli, poi si effettua una pulitura a secco mediante spazzole di saggina. Deve seguire una pulitura a umido mediante bagnatura con acqua distillata per solubilizzare i sali e successivo sfregamento con spazzole. Dopo aver rimosso l’efflorescenza si procede alla stuccatura con malta e all’applicazione di un impregnante-consolidante e successivamente di un prodotto idrorepellente

 

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Author: Chimicamo

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