Detersivi per lavastoviglie

Prima di dare una descrizione di come funzionano i detersivi per lavastoviglie conviene considerare gli stadi del lavaggio secondo un programma normale:

1)       Prelavaggio ( 5 min ) I residui di cibo vengono ammorbiditi e staccati con acqua fredda in quanto gli amidi e le proteine si sciolgono meglio in acqua fredda

2)     Lavaggio ( 30 min ). Lo sporco viene rimosso e sciolto da getti d’acqua a 50-55 °C a cui viene automaticamente aggiunto il detersivo

3)     Risciacquo intermedio ( 5 min ) I residui della soluzione detergente e le particelle libere di sporco vengono allontanati con acqua a una temperatura di 30°C

4)     Risciacquo con brillantante ( 30 min )  L’ultimo trattamento viene effettuato con acqua a 65°C addizionata automaticamente di brillantante in modo da consentire un asciugamento rapido e senza macchie

5)     Asciugatura ( 10-30 min ) Le stoviglie si asciugano per mezzo del calore immagazzinato durante le fasi di lavaggio precedenti o per calore radiante e in parte grazie a ricircolazione dell’aria. L’acqua condensa sulle pareti fredde della camera di lavaggio.

I detersivi per lavastoviglie in linea di massima devono:

–         Pulire le stoviglie conferendo loro brillantezza senza intaccarle

–         Abbassare la tensione superficiale dell’acqua in modo da evitare che asciugandosi in gocce lasci macchie sui piatti, ma nello stesso tempo evitare la formazione di schiuma

–         Deve dare risultati egualmente buoni per qualsiasi durezza dell’acqua

Il detersivo deve sciogliere lo sporco e mantenerlo disperso nell’acqua in piccolissime particelle. Bisogna non dimenticare, però, che nel caso di sporco particolarmente difficili, gli spruzzi d’acqua della lavastoviglie, per quanto energici, non possono sostituire la spazzola.

Per tale motivo la forza lavante dei detersivi per lavastoviglie deve essere maggiore di quelli adoperati per uso manuale. D’altra parte le sostanze adoperabili possono essere più aggressive dal momento che non devono venire a contatto con le mani. A differenza dei detersivi per lavaggio a mano, relativamente innocui, i preparati per lavastoviglie sono quindi molto aggressivi e non devono entrare in contatto con le mucose o con gli occhi. Essi contengono, inoltre, sostanze che possono mostrare scarsa efficacia alle basse temperature del lavaggio a mano. I detersivi per lavastoviglie sono molto alcalini per la presenza di soda, meta silicati del tipo Na2SiO3 , soda caustica NaOH, fosfato trisodico Na3PO4 o polifosfati sodici.

Essi inoltre contengono tensioattivi non ionici. Questi ultimi non devono formare molta schiuma, che risulta dannosa in quanto ostacola i getti d’acqua della macchina. I detersivi in questione contengono inoltre spesso sostanze cloranti come il dicloroisocianurato di sodio (CNO)3Cl2Na . Il cloro liberato alle alte temperature di esercizio (50-60 °C) distrugge i batteri e demolisce lo sporco altamente colorato (salse in genere).

I prodotti detergenti con azione clorante non hanno solo un’efficacia maggiore nel pulire le stoviglie ma le conservano anche meglio. Il detersivo non deve essere mai versato direttamente sulle stoviglie da lavare, ma deve essere preventivamente disciolto in acqua in modo da evitare che condizioni locali troppo aggressive possano provocare danni all’oggetto da lavare.

Il dosaggio deve essere effettuato secondo le indicazioni del produttore tenendo anche conto della durezza dell’acqua. Le lavastoviglie, tuttavia, sono dotate di resine scambiatrici di ioni per eliminare la durezza dell’acqua. Dopo ogni lavaggio le resine vengono rigenerate automaticamente dalla lavastoviglie mediante una soluzione di sale da cucina puro NaCl.

Il sale per lavastoviglie che va aggiunto periodicamente, non è altro che comune sale da cucina: tuttavia poiché il sale che abitualmente usiamo per cucinare contiene anche altri sali come MgCl2 è da sconsigliare perché ciò potrebbe danneggiare la macchina. Non usare il sale può comportare, nel caso di acque dure, la formazione di calcare sia nella lavastoviglie stessa che sulle stoviglie.

I prodotti per lavastoviglie sono igroscopici e si possono alterare se mantenuti a temperature troppo elevate: nel caso assorbano umidità, si formano grumi o addirittura blocchi molto duri che impediscono l’utilizzo del prodotto che si inattiva per la perdita di cloro. Per ovviare a tale inconveniente i produttori hanno sviluppato imballaggi protettivi che impediscono l’assorbimento di umidità. Non sono pertanto richiesti particolari accorgimenti per la conservazione del prodotto, se non l’accortezza di richiudere bene il contenitore dopo l’uso anche se già da qualche anno i detersivi per lavastoviglie vengono venduti in confezioni monodose in modo che tali problemi vengano del tutto rimossi. I detersivi così confezionati rimangono attivi e utilizzabili anche dopo lungo tempo di permanenza nei negozi. Oltre ai detersivi per lavastoviglie tradizionali vi sono quelli ad azione biologica che sono formulati per macchine di tipo industriale dotate di uno speciale programma per il biolavaggio.

Essi contengono enzimi che rimuovono i residui amidacei. Affinché gli enzimi non vengano distrutti, il detersivo non deve contenere cloro, né essere troppo alcalino. Per tale motivo questi prodotti hanno un’efficacia pulente inferiore ai normali detersivi contenenti cloro e contemporaneamente risultano più aggressivi per il vasellame a causa dell’elevato contenuto di trifosfati. In aggiunta al detersivo nella lavastoviglie viene utilizzato il brillantante che vengono usati al termine del ciclo di lavaggio per ottenere una buona asciugatura. Il loro contenuto di tensioattivi fa sì che abbassino la tensione superficiale dell’acqua che, di conseguenza, scorre via dalle stoviglie senza creare gocce. Lo strato superficiale di acqua, evaporando per effetto dell’elevato calore delle stoviglie, non lascia quindi alcun residuo.

Inoltre l’acidità di tali prodotti serve a neutralizzare i residui alcalini del detersivo utilizzato per il lavaggio in modo che, nel corso del processo del risciacquo finale ad alte temperature, non resti a contatto dei piatti alcun film alcalino che potrebbe danneggiarli. Allo stesso modo anche i residui di calcare vengono eliminati. Una dose troppo elevata di brillantante può condurre a strisce e velature sul vasellame, effetto del tutto analogo a quello causato da un’eccessiva durezza dell’acqua. Qualche consiglio: cosa è meglio non lavare in lavastoviglie:

  • Il vasellame in porcellana con decorazioni in quanto i motivi decorativi vengono introdotti nello smalto a temperature relativamente basse.
  • I bicchieri per i quali non sia indicato espressamente che possono essere usati in lavastoviglie e in particolare i vetri soffiati e i cristalli. L’eventuale danneggiamento si rende evidente quando il bicchiere, all’inizio trasparente, comincia a cambiare colore diventando marroncino, talvolta con un aspetto iridescente. Si tratta di colorazioni di interferenza dovute alla formazione sulla superficie del vetro di strati estremamente sottili di acido silicico. Quando lo spessore di questi strati supera un certo limite l’iridescenza scompare e il vetro comincia a diventare opaco
  • Parti il legno incollate, coltelli seghettati, recipienti di metallo smaltato, oggetti di plastica non resistenti alle alte temperature.

Poiché tra le sostanze citate il vetro è il materiale che viene messo molto frequentemente in una lavastoviglie, dovremmo tener presente che esso non è particolarmente resistenza agli aggressivi chimici come si è portati a ritenere. In particolare, alle alte temperature, il vetro subisce un processo chimico in cui si formano gli idrossidi dei metalli alcalini e alcalino-terrosi, nonché acido silicico.

La formazione degli idrossidi alcalini può essere verificata con un semplice esperimento: se si bolle il vetro in acqua distillata la fenolftaleina vira al rosso denotando un ambiente alcalino. Sulla superficie del vetro rimane uno strato di acido silicico molto assorbente, che lo opacizza. Inoltre è importante ricordare che la resistenza del vetro in ambiente alcalino è molto inferiore rispetto a quella in ambiente acido. Chiunque abbia un minimo di pratica di laboratorio non può non ricordare, infatti, che mentre l’acido solforico viene abitualmente conservato in vetro l’idrossido di sodio viene conservato in contenitori di plastica. Il pericolo di danni al vetro non dipende, però esclusivamente dall’alcalinità del mezzo infatti anche soluzioni contenenti trifosfati in buona dose ( detersivi biologici ) risultano fortemente aggressive nonostante che il pH sia relativamente basso. Più importante del pH in questo caso è il rapporto tra meta silicati e trifosfato.

Acquistando una lavastoviglie occorre valutare se la spesa e l’ingombro sono controbilanciati dai seguenti vantaggi:

a)     Risparmio di tempo. Si tenga conto, tuttavia, che il vasellame troppo sporco, i recipienti a bocca stretta, alcune stoviglie di plastica e alcuni tipi di stoviglie non lavabili a macchina devono essere lavati a mano

b)     Pulizia più profonda e igienica. Le stoviglie, infatti, vengono lavate 3-4 volte, per un tempo 50-100 volte superiore, a una temperatura 20-40 °C più alta e con tempi di risciacquo molto più lunghi di quanto si faccia abitualmente con il lavaggio a mano. Inoltre l’asciugatura viene fatta in modo molto più igienico rispetto a quella effettuata tradizionalmente.

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Author: Chimicamo

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