Detergenti biologici

Sono detergenti costituiti da enzimi proteolitici, atti a rimuovere ogni genere di macchia ad eccezione di quelle di caffè e di tè che richiedono un ossidante, che sono apparsi sul mercato nel 1964 in Olanda.

L’attacco dei normali detergenti sulle macchie proteiniche come sangue, latte e residui alimentari, infatti, non è sempre soddisfacente. Gli enzimi, invece, scindono le proteine contenute nelle macchie, a peptoni solubili in acqua. Venendo a mancare la funzione proteinica, che agisce da agente legante, lo sporco viene facilmente rimosso.

Un altro enzima contenuto nei detergenti biologici è la lipasi, che idrolizza i lipidi trasformando i trigliceridi in glicerolo e in acidi grassi che vengono rimossi durante il lavaggio. Nei detergenti biologici agli enzimi vengono aggiunti detergenti veri e propri che, in combinazione con questi, esplicano un’azione sinergica.

A causa dell’incompatibilità tra enzimi e ossidanti chimici i detergenti biologici in un primo tempo erano usati essenzialmente nella fase di prelavaggio (ammollo), anche se attualmente molte ditte offrono detergenti enzimatici di pronto impiego.

Gli enzimi, per trovare impiego nel campo dei detergenti, devono possedere determinate proprietà:

–  compatibilità con i detergenti usuali come alchilarilsolfonati, tensioattivi anionici che producono un’abbondante schiuma, solfati di alcoli grassi  che esibiscono buone proprietà detergenti emulsionanti e schiumogene e loro derivati etossilati

compatibilità con altre sostanze contenute nei comuni detergenti quali: la carbossimetilcellulosa che ha l’effetto di antirideposizione del sudiciume nel bagno di lavaggio; il sodio tripolifosfato avente la funzione di addolcire l’acqua; candeggianti la cui funzione è quella di eliminare dalle fibre le colorazioni che solitamente hanno tonalità beige, giallo, arancio-bruno e che vengono associate al sudiciume, al degrado e all’invecchiamento.

– attività a pH 8.5-9.5 e temperatura intorno ai 50-55 °C

– stabilità allo stoccaggio

La produzione di enzimi avviene in grandi fermentatori nei quali si immette una soluzione ricca di proteine, ossigeno e una coltura di bacilli (bacillus subtilis ). Gli organismi attaccano le proteine e secernono l’enzima proteolitico durante il processo di fermentazione che prosegue fin quando la concentrazione degli enzimi non raggiunge un massimo.

Dopo la rimozione dei residui batterici per filtrazione, si ottiene una soluzione limpida contenente l’enzima. Tale soluzione è dapprima concentrata 1/10 del suo volume in evaporatori a bassa temperatura e poi l’enzima viene precipitato con l’aggiunta di un solvente organico come l’acetone o l’alcol. Per filtrazione ed essiccamento si ottiene la massa enzimatica la cui attività è standardizzata con solfato sodico per diluizione.

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Author: Chimicamo

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