Dentifrici al fluoro: meccanismo d’azione

La carie dentaria è una malattia infettiva dello smalto e della dentina dovuta a microrganismi adesi al dente sotto forma di placca batterica che dissolvono la matrice  dando luogo alla formazione di una cavità che, se non curata, può ingrandirsi distruggendo progressivamente il dente. I batteri cariogeni trasformano gli zuccheri in acidi con conseguente abbassamento del pH.

Lo smalto è costituito prevalentemente da idrossiapatite Ca5(PO4)3(OH) che è un composto molto poco solubile. Il prodotto di solubilità dell’idrossiapatite è pari a 6.8 · 10-37 che è un valore molto basso che garantisce la scarsa solubilità del composto.

Quando il valore del pH scende al di sotto di 5.5 si verifica la dissoluzione del sale in un processo detto di demineralizzazione.

L’idrossiapatite è infatti soggetta all’equilibrio eterogeneo:
Ca5(PO4)3(OH)(s)5 Ca2+(aq) + 3 PO43-(aq) + OH(aq)

Ad diminuire del pH ovvero all’aumentare della concentrazione dello ione H+ l’equilibrio si sposta a destra per il Principio di Le Chatelier con formazione di HPO42-, H2PO4 e H3PO4 che portano alla demineralizzazione.

Quando il valore del pH aumenta a causa della capacità tamponante della saliva si verifica il processo inverso di mineralizzazione. La formazione delle carie è il risultato di una serie di cicli di demineralizzazione-mineralizzazione in cui nel tempo prevale la demineralizzazione. Uno dei metodi per prevenire l’insorgere della carie consiste nel favorire il processo di mineralizzazione e ciò può essere fatto con l’uso di dentifrici contenenti fluoro. Infatti quando nella saliva sono presenti ioni fluoruro F questi sono più competitivi, rispetto agli ioni OH, per formare la fluoroapatite piuttosto che l’idrossiapatite con conseguente aumento della velocità di mineralizzazione.

La fluoroapatite Ca5(PO4)3F ha formula simile a quella dell’idrossiapatite differendo solo per la presenza di F al posto di OH. Tuttavia la fluoroapatite è molto meno solubile dell’idrossiapatite avendo un prodotto di solubilità pari a 1 · 10-60 e quindi tende molto meno a solubilizzarsi ed inoltre è una sostanza resistente all’attacco degli acidi. E’ stato dimostrato che anche in presenza di basse concentrazioni di ione fluoruro, 0.02 ppm, nella saliva, si forma la fluoroapatite.

Studi specifici hanno dimostrato che l’uso di dentifrici contenenti fluoro sotto forma di SnF2, NaF e Na2PO3F e fluoruro amminico hanno portato alla riduzione di circa il 25% nell’insorgere della carie.

In aggiunta a una buona igiene dentale, dopo aver passato il filo interdentale possono essere utilizzati collutori al fluoro contenuto in genere sotto forma di SnF2 e fluoruro amminico.

La prevenzione della carie costituisce l’unico mezzo per limitare o rallentare il rischio della carie patologia che colpisce, almeno una volta nella vita, il 90% della popolazione.

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Author: Chimicamo

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