Contaminanti negli alimenti

I contaminanti alimentari sono sostanze chimiche che non sono state intenzionalmente aggiunte agli alimenti ma che possono essere presenti a causa delle varie fasi di produzione, di trasformazione o durante il trasporto e possono rappresentare un serio rischio per la salute.

La contaminazione alimentare può provenire da diverse fonti come ad esempio gli antibiotici e gli ormoni contenuti nelle carni e nei latticini, i pesticidi usati nelle colture, le sostanze chimiche utilizzate negli imballaggi degli alimenti.

Fermo restando che spesso i contaminanti presenti negli alimenti sono potenzialmente moltissimi e non facilmente prevedibili ve ne sono alcuni che sono stati rinvenuti, a volte casualmente, che possono essere dannosi.

Prima tra tutti l’acrilammide sostanza potenzialmente cancerogena, non presente negli alimenti, che si forma nei prodotti a base di amido durante i processi di cottura ad alte temperature come frittura, cottura al forno e alla griglia e nei processi di trasformazione industriale che avvengono a temperature maggiori di 120°C.  Nel 2002 alcuni ricercatori svedesi evidenziarono la presenza di acrilammide negli alimenti e, con successive indagini, fu ritrovata in molti degli alimenti trattati con alte temperature.

La formazione di acrilamide negli alimenti si verifica come conseguenza di una reazione nota come reazione di Maillard, che si verifica  tra un amminoacido, in particolare l’asparagina, e zuccheri riducenti come glucosio, fruttosio o lattosio.  Tra gli alimenti dove si trova una maggior quantità di acrilammide vi sono le patatine fritte, il pane, i cracker e i biscotti.

Un contaminante killer negli alimenti è costituito senza dubbio dal benzene sostanza riconosciuta quale cancerogena.  Il benzene è inoltre altamente tossico per le cellule sanguigne e gli organi che le producono, in particolare il midollo osseo, e quindi può portare all’anemia oltre a portare depressione al sistema immunitario e diversi studi hanno confermato la possibilità di insorgenza della leucemia mieloide.

Il benzene è stato ritrovato nelle bevande analcoliche, i cosiddetti soft drinks, per lo più a base di frutta: esso infatti si può sviluppare dalla reazione tra l’acido ascorbico più noto come vitamina C utilizzata per le sue proprietà antiossidanti  e un benzoato di sodio, potassio o calcio ce sono conservanti utilizzati per le loro proprietà antimicrobiche in quanto hanno la caratteristica di bloccare la crescita di lieviti e batteri nelle bevande.

Un altro contaminante ritrovato in frutta , verdura e nell’acqua potabile è il perclorato  che può influire sulla funzionalità della ghiandola tiroidea.

Negli adulti, la tiroide svolge un ruolo importante nel metabolismo, preparazione ed nel deposito di  ormoni che aiutano a regolare  frequenza cardiaca, pressione sanguigna,  temperatura corporea, e  velocità con cui il cibo viene convertito in energia. Nei feti e neonati, gli ormoni tiroidei sono essenziali per la normale crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.  Il perclorato può interferire con la capacità del corpo umano di assorbire lo iodio nella ghiandola tiroidea, che è un elemento critico nella produzione dell’ ormone tiroideo.

Acqua potabile e fertilizzanti sono considerati potenziali fonti di contaminazione di perclorato negli alimenti. Il perclorato può anche formarsi dalla degradazione dell’ipoclorito di sodio e del biossido di cloro utilizzati come disinfettanti nell’acqua potabile.  L’uso di fertilizzanti naturali e acque irrigue contaminate da perclorato può portare a un notevole accumulo della sostanza nei vegetali a foglia.

L’etilcarbammato, noto anche con il nome di uretano, è un estere dell’acido carbammico la cui presenza nelle bevande alcoliche è stata rilevata a metà degli anni ’80 che è stato classificato come probabilmente cancerogeno.

L’etilcarbammato è presente naturalmente negli alimenti fermentati, come pane, salsa di soia e yogurt,  nelle bevande fermentate, come vini, birre, liquori e, in particolar modo, nei distillati a base di drupacee. Alcuni precursori presenti negli alimenti e nelle bevande, come, l’urea e l’etanolo, possono portare alla formazione dell’ etilcarbammato durante la lavorazione degli alimenti o la conservazione in magazzino.

Il furano composto eterociclico aromatico tossico e potenzialmente cancerogeno è stato ritrovato in alimenti che sono sottoposti a trattamento termico ed in particolare quelli in scatola.

Alcuni trattamenti termici usati per la preparazione degli alimenti, come la cottura, la torrefazione o la tostatura che provocano l’imbrunimento del prodotto e la comparsa di aromi e gusti tipici sono i responsabili della comparsa del furano anche se si ritiene che il riscaldamento non possa costituire l’unica causa della presenza di furano.

La melammina, composto eterociclico azotato avente formula C3H6N6  è indicata nelle schede di rischio come pericolosa se ingerita che può provocare tumori, danni riproduttivi e problemi renali. In realtà, secondo la definizione di contaminante alimentare la melammina non può essere considerata come tale in quanto viene aggiunta per aumentare il contenuto proteico di un alimento. E’ stata, ad esempio rinvenuta nel latte in polvere, che spesso viene utilizzato dall’industria dolciaria per biscotti, merendine e in ogni altra preparazione in cui deve essere presente il latte.

I radionuclidi, isotopi radioattivi degli elementi, che provocano danni al sistema linfatico, digerente e nervoso, nonché principalmente al midollo osseo, sono stati immessi dagli esperimenti nucleari, dall’impiego dell’energia nucleare e da incidenti avvenuti nelle centrali nucleari più o meno noti.

I radionuclidi, una volta depositati al suolo, possono essere assorbiti dalla vegetazione e successivamente asportati con il raccolto e in parte ritornare al suolo attraverso i concimi organici, prodotti dalle deiezioni degli animali alimentati con vegetali contaminati entrando così a far parte della catena alimentare.

La  presenza di contaminanti negli alimenti è dovuta oltre che a cause naturali anche alle pratiche agricole del passato in cui si usavano pesticidi ora vietati, ai rifiuti industriali, all’uso di armi nucleari, alla generazione di energia nucleare, e allontanamento di elementi tossici dai contenitori o utensili che vengono a contatto con alimenti.

La ricerca chimica si articola quindi nell’identificazione del contaminante, nella comprensione delle reazioni chimiche che portano alla presenza dello stesso, nello studio di come se ne possa minimizzare la presenza.

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Author: Chimicamo

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