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Colofonia: dalla medicina tradizionale alle applicazioni moderne

il 4 Maggio 2025

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colofonia

La colofonia è una resina naturale ricavata da pini e conifere che ha una lunga storia di utilizzo nella medicina popolare tradizionale per il trattamento di ascessi, ferite, foruncoli e ustioni ed è stata impiegata nell’antico Egitto, in Cina, nei paesi nordici e in Turchia come rimedio terapeutico.

In Cina, l’uso medicinale della colofonia può essere fatto risalire a testi scritti più di duemila anni fa durante la dinastia Han in cui si riporta che la colofonia può alleviare vari disturbi infiammatori della pelle tra cui ulcere cutanee, ferite, psoriasi e scabbia.

Nota come pece greca, resina per violino e resina della gomma, la colofonia è la resina solida, di colore ambrato e di forma vitrea, rimanente dopo la rimozione dei componenti volatili dall’oleoresina essudata da varie specie di pino.

Metodi di estrazione della colofonia

La produzione della colofonia si basa principalmente sulla distillazione dell’oleoresina, un fluido viscoso che fuoriesce naturalmente da incisioni praticate sul tronco di alcune conifere, in particolare il Pinus elliottii, il Pinus pinaster e il Pinus roxburghii. Questa oleoresina è una miscela di olio essenziale (trementina) e resina solida, e viene raccolta in appositi contenitori. Successivamente, è sottoposta a distillazione a vapore o sottovuoto, un processo che separa la trementina (frazione volatile) dalla colofonia, che rimane come residuo solido.

Un metodo alternativo è l’estrazione da legno di pino ricco di resina, in cui il materiale legnoso viene sottoposto a pirolisi o distillazione secca. Questo processo è più energivoro, ma consente di recuperare colofonia anche da scarti di lavorazione forestale. Un’altra fonte significativa è rappresentata dai residui della pasta di legno solfato provenienti dall’industria cartaria: qui la colofonia è recuperata come sottoprodotto attraverso un processo chimico in cui viene prima saponificata per ottenere sali degli acidi resinici, poi acidificata per rigenerare la resina solida.

La qualità della colofonia ottenuta dipende dalla fonte, dal tipo di pianta, dalla stagione di raccolta e dalle condizioni del processo di distillazione. Per usi industriali più raffinati, può essere ulteriormente modificata chimicamente mediante idrogenazione, esterificazione o polimerizzazione, per migliorarne stabilità, colore, solubilità o compatibilità con altri materiali.

Proprietà

La colofonia è una sostanza solida dal carattere vetroso e friabile, la cui colorazione varia dal giallo chiaro all’ambra intensa, con sfumature che dipendono dalla specie di albero, dal clima e dal

colofonia
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metodo di estrazione. Si tratta di una resina termoplastica che fonde a temperature comprese tra 70 °C e 80 °C e si ammorbidisce facilmente al calore, il che la rende adatta ad applicazioni che richiedono fusione e adesione temporanea o permanente.

La sua natura idrofoba la rende insolubile in acqua, ma è facilmente solubile in solventi organici come etanolo, etere etilico, acetone, cloroformio e benzene. Dal punto di vista chimico-fisico, la colofonia è un eccellente isolante elettrico, proprietà sfruttata in elettronica e in materiali per saldature.

La sua buona adesività e la capacità di formare pellicole trasparenti e lucide la rendono utile nella produzione di vernici, rivestimenti e smalti. Inoltre, ha una bassa tendenza a cristallizzare, mantenendo una consistenza amorfa nel tempo. Le sue proprietà biologiche, come l’attività antimicrobica, antinfiammatoria e leggermente analgesica, sono ben note nella medicina popolare e oggi oggetto di indagini scientifiche per potenziali applicazioni farmacologiche e cosmetiche.

Composizione chimica

La composizione chimica della colofonia varia a seconda di fattori quali le fonti botaniche, la posizione geografica e i metodi di lavorazione. Dal punto di vista chimico, la colofonia è un miscuglio complesso, composto per la gran parte da acidi resinici, che rappresentano fino al 95% del materiale.

Acidi organici

Tra questi, il più abbondante dei numerosi acidi organici che costituiscono della colofonia, è l’acido abietico, un diterpene triciclico insaturo di formula C₂₀H₃₀O₂, con unità isopreniche e nella sua struttura che contiene sia un diene coniugato che un gruppo carbossilico.

acidi nella colofonia
acidi nella colofonia

Sono inoltre presenti l’acido diidroabietico (C20H32O2) e l’acido deidroabietico (C20H28O2), l’acido levopimarico, l’acido isopimarico e l’acido pimarico. Questi diterpeni ciclici monocarbossilici condividono una struttura triciclica e conferiscono alla resina le sue principali proprietà reattive. La proporzione di ciascun acido varia a seconda della specie di conifera e del processo di estrazione, influenzando le proprietà tecniche della colofonia.

La porzione restante della colofonia è costituita da composti neutri, tra cui idrocarburi terpenici, aldeidi, alcoli e altri derivati ossigenati. Questi composti sono in gran parte rimossi durante il processo di distillazione, che separa la trementina (frazione volatile) dalla colofonia (frazione solida).

Tra gli idrocarburi terpenici vi sono l’ α-pinene, il β-pinene, il limonene, il camfene, il delta-3-carene, il sabinene, il mircene che sono responsabili dell’aroma caratteristico dell’oleoresina fresca e possiedono attività biologiche antimicrobiche, antinfiammatorie.

In concentrazioni minori possono essere presenti anche aldeidi come il citrale, alcoli terpenici quali borneolo, linalolo e geraniolo, e altri derivati ossigenati come chetoni come il mentone, ossidi come l’1,8-cineolo ed esteri aromatici.

Queste sostanze contribuiscono a determinare le caratteristiche aromatiche della resina e influenzano la sua stabilità e reattività. La presenza di gruppi funzionali come gruppi carbossilici e doppi legami conferisce agli acidi resinici una reattività chimica significativa, che li rende adatti a processi di esterificazione, idrogenazione e formazione di sali, ampiamente sfruttati nelle industrie chimica, farmaceutica e cosmetica.

Applicazioni

Grazie alle sue particolari proprietà fisiche e chimiche, la colofonia trova impiego in numerosi settori industriali, artigianali e tecnologici. Nell’industria degli adesivi, è utilizzata come componente base per la formulazione di colle a caldo, adesivi termofusibili e colle sensibili alla pressione, grazie alla sua capacità di ammorbidire e aderire rapidamente alle superfici. In musica, è ampiamente impiegata dai musicisti come resina per archetti, poiché aumenta l’attrito tra le criniere dell’archetto e le corde di strumenti ad arco, migliorando la qualità del suono.

In elettronica, la colofonia svolge un ruolo fondamentale come flussante nella saldatura di circuiti stampati, facilitando l’adesione del metallo fuso e impedendo la formazione di ossidi. È inoltre usata come isolante in rivestimenti protettivi. Nel settore delle vernici e inchiostri, è impiegata per produrre rivestimenti lucidi e resistenti, grazie alla sua capacità filmogena.

In campo farmaceutico e cosmetico, è presente in cerotti medicati, unguenti cicatrizzanti, balsami per labbra e cere depilatorie, sfruttando le sue proprietà adesive e la sua attività antibatterica. La medicina tradizionale continua a utilizzare la colofonia per il trattamento topico di ulcere, ferite, infezioni della pelle e infiammazioni cutanee. In odontoiatria, è un componente di alcuni cementi endodontici e composti temporanei.

Uso della colofonia nello sport

Un’applicazione curiosa ma significativa della colofonia si trova anche nel mondo dello sport, in particolare nel baseball, dove viene utilizzata sotto forma di polvere in speciali sacchetti chiamati “rosin bag” per garantire la precisione dei lanciatori e proteggere i battitori da contatti involontari, rendendole una parte essenziale dell’esperienza di gioco.

rosin bag
rosin bag

Questi sacchetti sono collocati sul monte di lancio e vengono utilizzati dai lanciatori per migliorare la presa sulla palla. La colofonia, assorbendo l’umidità delle mani e aumentando la frizione tra le dita e la superficie della palla, consente un maggiore controllo nei lanci, soprattutto in condizioni di caldo o umidità elevata.

Questo uso sfrutta la naturale adesività e capacità igroscopica della colofonia, che assorbe il sudore senza diventare scivolosa, migliorando la precisione e la sicurezza del gesto atletico. Applicazioni simili si ritrovano anche in altri sport come la ginnastica, l’arrampicata e la pallavolo, dove la resina è usata per aumentare l’aderenza tra mani e superfici, contribuendo così a migliorare le prestazioni e a ridurre il rischio di infortuni.

La colofonia è impiegata anche in altri sport come nella ginnastica artistica, per aumentare la presa su parallele, anelli e trave, nella pallamano e nel basket, per migliorare la manipolazione del pallone, nella lotta greco-romana o nel sollevamento pesi, per assicurare una presa stabile e antiscivolo, nella danza classica e nella pantomima teatrale, viene sparsa a terra per aumentare l’attrito sotto le scarpe da punta o da scena, riducendo il rischio di scivolamenti.

In tutti questi ambiti, la colofonia è apprezzata per la sua capacità di assorbire l’umidità, aderire alla pelle e formare una sottile pellicola appiccicosa che migliora la frizione, senza danneggiare gli oggetti o gli strumenti sportivi.

Usi curiosi e tradizionali

Oltre agli impieghi industriali, scientifici e sportivi, la colofonia ha trovato spazio nei secoli in una varietà di usi tradizionali e pratiche popolari in tutto il mondo. Nelle aree rurali, veniva spesso impiegata come impermeabilizzante naturale: mescolata con cera d’api o grasso animale, serviva a rendere resistenti all’acqua scarpe, borse, corde e attrezzi da lavoro. In alcune regioni dell’Europa orientale e dei Balcani, era usata per sigillare botti e contenitori in legno, grazie alla sua capacità di aderire e solidificarsi rapidamente.

In ambito artigianale, la colofonia era utilizzata nella fabbricazione delle candele e nella preparazione di inchiostri da stampa, dove migliorava la lucentezza e la consistenza del prodotto finito. Tra gli usi più singolari, si annovera la produzione di saponi da bucato artigianali, in cui la resina contribuiva a potenziare l’efficacia detergente grazie ai suoi acidi resinici.

In medicina popolare, oltre all’uso topico per la cura di ferite e infezioni, in alcune tradizioni la colofonia era inserita in cataplasmi o pomate impiegate per ridurre gonfiori e dolori muscolari. In alcune culture, era persino bruciata come incenso o fumigante, grazie al suo aroma balsamico e alla credenza che potesse purificare l’ambiente da spiriti maligni o influenze negative.

Oggi questi usi sopravvivono in ambiti artigianali, museali e folkloristici, a testimonianza della straordinaria versatilità e storicità di questa resina naturale.

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