Chimica Organica

Balsami: resina di benzoino, balsamo storace, di Tolù, del perù

il 4 Luglio 2015

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balsami

I balsami sono  utilizzati fin dai tempi antichi per le loro proprietà terapeutiche e curative, nell’industria dei profumi, nell’industria cosmetica e come conservanti e aromatizzanti.

I balsami sono miscele naturali di resine, oli essenziali e acidi aromatici prodotte da piante, spesso in risposta a ferite o stress ambientali. Fin dall’antichità, queste sostanze sono state apprezzate per le loro proprietà terapeutiche, antisettiche e aromatiche, trovando impiego in pratiche mediche, rituali religiosi, profumeria e cosmetica. Popolazioni come gli Egizi, i Greci, i Romani e le civiltà dell’Asia Minore utilizzavano i balsami non solo come rimedi per le malattie del corpo, ma anche come strumenti spirituali, attribuendo loro un potere purificatore e protettivo per l’anima.

Il termine “balsamo” evoca immediatamente essenze preziose e profumate, e la sua etimologia affonda le radici in lingue antiche e tradizioni millenarie. Tra i più famosi si annoverano il balsamo di Giudea, menzionato nella Bibbia, e il mitico balsamo egiziano, utilizzato nei processi di imbalsamazione per preservare i corpi dei faraoni. La stessa parola “imbalsamazione” deriva infatti dall’uso del balsamo come miscela di resine vegetali e sostanze aromatiche, impiegata per rallentare la decomposizione dei corpi.

acido benzoico
acido benzoico

Oggi, il termine “balsamo” si applica a una vasta gamma di essudati vegetali, ma solo alcuni soddisfano i criteri chimici e botanici che li distinguono dalle semplici resine o oleoresine. In particolare, i veri balsami contengono acido cinnamico e acido benzoico, due composti aromatici con attività antisettica e fragranze intense, che conferiscono a queste sostanze il loro profilo olfattivo caratteristico, simile a quello del miele, della vaniglia o dei fiori dolci

Balsami più comuni in natura 

Tra le sostanze naturali più pregiate e versatili, i balsami occupano un posto di rilievo per la loro composizione complessa e le molteplici proprietà. Diversi tipi di balsami si ritrovano in natura, ciascuno con caratteristiche chimiche e applicazioni specifiche, utilizzati da secoli in ambito terapeutico, cosmetico e profumiero. Tra essi:

Myroxylon toluifer
Myroxylon toluifer
  • balsamo del Perù estratto dalla  corteccia del Myroxylon balsamum usato come antisettico e come rimedio naturale per le eruzioni cutanee. Di recente ha trovato utilizzo nella composizione di profumi di nicchia
  • resina di benzoino dotata di proprietà antibatteriche   estratta dalla corteccia dell’arbusto Styrax benzoin
  • balsamo storace ottenuto dalla corteccia del Liquidambar orientalis  usato in medicina nel trattamento di alcune malattie della pelle
  • balsamo di Tolù  prodotto dalla Myroxylon toluifer o Toluifera balsamum  usato per le impurità della pelle e nell’ambito delle medicine alternative

Altri essudati come il balsamo di copaiba e il balsamo del Canada  sono erroneamente chiamati balsami pur appartenendo al altre classi di prodotti naturali come oli essenziali, resine e oleoresine. Un concetto più moderno è basato sulla composizione chimica e sull’origine: i balsami sono infatti una secrezione o essudato di piante che contengono acido cinnamico, composto aromatico insaturo avente formula  C6H5CH=CHCOOH  caratterizzato da un odore di miele e fiori, acido benzoico C6H5COOH e dai loro rispettivi esteri .

Resina di benzoino

Estratta dalla corteccia dell’arbusto Styrax benzoin. I romani, egizi e  fenici la usarono per il trattamento delle infezioni respiratorie per le sue proprietà antibatteriche   ed espettoranti. Attualmente è usata come fissativo dei profumi  e come conservante e aromatizzante dei cibi per le sue proprietà antiossidanti e organolettiche. Le resine di benzoino possono essere suddivise in due gruppi a seconda che contengano acido cinnamico come il benzoino di Sumatra e quelle che non contengono benzoino come il benzoino del Siam. Quest’ultima resina contiene il benzoato di coniferile che è impiegato per la cura di dermatiti da contatto, dell’herpes simplex labiale, come antisettico dell’apparato respiratorio.

Balsamo storace

Ottenuto dalla corteccia del Liquidambar orientalis il balsamo storace fu esportato dai fenici dalla Mesopotamia all’Egitto dove veniva utilizzato per creare speciali profumi e incensi e per favorire sonni profondi. Il suo aroma ha proprietà calmanti e rilassanti e aiuta a ripristinare l’energia psichica. Contiene elevate quantità di acido cinnamico e di esteri dell’acido oltre a idrocarburi, benzenoidi, monoterpeni, sesquiterpeni, alcol, acidi carbossilici compreso l’acido benzoico ed esteri.

Balsamo di Tolù

Prodotto dalla Myroxylon toluifer o Toluifera balsamum è usato per curare le ferite, per la scabbia e in lozioni per capelli, prodotti antiforfora, deodoranti, sapono, creme e spray. Contiene dal 70 all’80% di frazione resinosa costituita prevalentemente da esteri dell’acido cinnamico e dell’acido benzoico oltre che dagli acidi stessi mentre la frazione volatile è costituita da cinnamato benzilico benzilbenzoato, vanillina e terpeni.

Balsamo del Perù

Estratto dalla corteccia del Myroxylon balsamum var. pereirae, albero originario dell’America Centrale e meridionale, il balsamo del Perù è stato impiegato fin dall’antichità dalle popolazioni indigene, in particolare dalle tribù indios del Messico, per le sue spiccate proprietà antisettiche, cicatrizzanti ed espettoranti. Era utilizzato nel trattamento di affezioni respiratorie come asma e raffreddore, per alleviare i dolori reumatici e per favorire la guarigione di ferite e ulcere cutanee.

acido cinnamico
acido cinnamico

La sua composizione chimica è particolarmente complessa e ricca di composti bioattivi. Contiene tra i principali costituenti acido cinnamico e acido benzoico, due acidi aromatici responsabili delle sue proprietà antibatteriche e del caratteristico profumo dolce e balsamico. Sono inoltre presenti derivati aromatici come alcol benzilico, alcol cinnamilico, vanillina e farnesolo, che contribuiscono al profilo olfattivo e all’attività antimicrobica.

Tra i composti insaturi di interesse, si annoverano stirene, stilbene e il sesquiterpene δ-cadinene, un idrocarburo aromatico con attività antinfiammatoria e antibatterica. La presenza di terpeni e derivati fenolici rende il balsamo del Perù un ingrediente apprezzato anche nella profumeria di nicchia, dove è impiegato come fissativo e nota di cuore in fragranze orientali e resinose.

Nonostante le sue applicazioni tradizionali, oggi l’uso del balsamo del Perù in ambito cosmetico è regolamentato, in quanto in alcuni soggetti può indurre reazioni allergiche da contatto, motivo per cui la sua presenza nei prodotti è attentamente monitorata dalle normative cosmetiche europee e internazionali.

 

 

 

 

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