Ammorbidenti

Le lavatrici sono fornite di un cassettino in cui vi sono tre scomparti di cui uno destinato al detersivo per il prelavaggio, uno per il detersivo per il lavaggio e l’ultimo per l’ammorbidente che viene prelevato dalla macchina durante il risciacquo.

L’ammorbidente danno agli indumenti una piacevole sensazione al tatto, hanno un’azione lisciante sulle fibre del tessuto in quanto formano una pellicola che aderisce ai tessuti e riducono l’elettricità statica.

I  primi ammorbidenti si svilupparono nel settore tessile durante i primi del XX secolo poiché all’epoca  il processo utilizzato per tingere le fibre di cotone era tale che il tessuto appariva duro. Veniva perciò usata una miscela costituita da sette parti di acqua, tre parti di sapone e una parte d’oliva, di mais o olio di sego.

I progressi nel campo della chimica organica hanno consentito la formulazione di prodotti più efficaci che si sono affermate sul mercato già a partire dagli anni ’60; nel giro di un decennio gli ammorbidenti sono rientrati nei prodotti di maggior consumo per il lavaggio in lavatrice nonostante lo svantaggio di non poter essere aggiunti al detersivo all’inizio del ciclo dal momento che le sostanze chimiche in essi presenti non sono compatibili con il detersivo e quindi si doveva attendere che tutto il detersivo fosse stato rimosso per la loro aggiunta: si tenga conto, infatti che le lavatrici degli anni ’60 non erano provviste dello scomparto apposito e quindi bisognava attendere il momento opportuno per essere immessi.

Negli anni ’90 sono stati create, per esigenze di mercato, formulazioni ultraconcentrate che offrono il vantaggio di poter essere confezionati in contenitori più piccoli.

Un ammorbidente deve soddisfare una serie di specifiche esigenze di marketing; oltre a conferire morbidezza deve ridurre le grinze che si formano durante il lavaggio, deve consentire una agevole stiratura e garantire il colore del tessuto, devono essere inoltre sicure da usare, ecologici e avere una fragranza piacevole. Gli ammorbidenti sono costituiti da un insieme complesso di sostanze chimiche che possono essere distinte in agenti condizionanti, emulsionanti, profumi.

Agenti condizionanti

Hanno la funzione di garantire una maggiore trattabilità del tessuto diminuendone l’elettricità statica.Nella fase iniziale le formulazioni degli ammorbidenti erano delle semplici dispersioni di sostanze grasse che ricoprivano di un film sottile le fibre del tessuto e una delle sotanze maggiormente usata era il didecil-dimetil- ammoniocloruro (DHTDMAC) ovvero un sale di ammonio quaternario costituito da una carica positiva localizzata sull’azoto che attrae le cariche negative delle fibre. Tale interazione aiuta la dispersione delle forze di natura elettrica che sono responsabili dell’elettricità statica. La restante parte della molecola, a lunga catena è di natura grassa e conferisce morbidezza alle fibre.

Tale sostanza, tuttavia, se da un lato rende il tessuto morbido, dall’altro lo rende meno assorbente e ciò costituisce un problema per alcuni capi come asciugamani e strofinacci. Per superare questo problema le formulazioni moderne prevedono l’utilizzo contemporaneo di altre sostanze come il polidimetilsilossano (PDMS) che lubrifica le fibre e facilita la stiratura.

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Author: Chimicamo

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