Airbag: requisiti e reazioni
L’airbag costituisce uno dei dispositivi più importanti che ha salvato la vita a tante persone presente ormai di serie sulle auto.
L’idea in sé è piuttosto semplice: quando si verifica un incidente, un sacco di plastica si riempie rapidamente di un gas evitando che l’autista urti violentemente contro il cruscotto o contro il piantone del volante. Lo sviluppo di un sistema airbag affidabile ha richiesto lo sforzo congiunto di chimici ed ingegneri meccanici ed elettronici che ha portato a salvare la vita di molti automobilisti. Le prime versioni utilizzavano composti esplosivi come l’azoturo di sodio (NaN₃) per generare rapidamente azoto gassoso, mentre le soluzioni più recenti impiegano propellenti solidi meno tossici e più stabili, in grado di garantire prestazioni ottimali e maggiore sicurezza.
Oggi, i moderni sistemi airbag sono controllati da centraline elettroniche sofisticate che analizzano in tempo reale dati provenienti da numerosi sensori, regolando la pressione e il tempo di gonfiaggio in base alla gravità dell’impatto, alla posizione dei sedili e perfino al peso dell’occupante.
L’evoluzione tecnologica ha inoltre portato all’introduzione di airbag laterali, per la testa, per le ginocchia e persino esterni, con l’obiettivo di offrire una protezione sempre più completa e ridurre in modo significativo le conseguenze degli incidenti stradali.
Requisiti del sistema airbag
Il sistema airbag deve avere diversi requisiti particolari:
1) Non si deve gonfiare accidentalmente
2) Il gas usato non deve essere tossico in caso di perdite
3) Il gas deve essere “freddo” in modo da non provocare bruciature;
4) Deve essere prodotto molto velocemente, idealmente dovrebbe gonfiare il sacco di plastica in 20-60 millisecondi;
5) Infine i prodotti chimici dai quali è prodotto il gas debbono essere facilmente manipolabili e stabili per lunghi periodi di tempo.
Reazione
L’azoto rappresenta la scelta migliore di un gas non tossico; dopo tutto l’azoto costituisce il 78% in volume dell’aria che respiriamo. Una buona fonte di azoto è rappresentata la decomposizione delle azidi dei metalli alcalini, quale ad esempio l’azoturo di sodio noto come sodio azide, NaN3:
2 NaN3( ∆)→ 2 Na + 3 N2
Questa decomposizione è esotermica e produce azoto gassoso (N₂), che gonfia rapidamente il cuscino. Tuttavia, il sodio metallico residuo è molto reattivo e deve essere neutralizzato per evitare rischi. Per questo motivo vengono aggiunti ossidanti come il nitrato di potassio (KNO₃) e biossido di silicio (SiO₂), che reagiscono con il sodio:
10 Na(s) +2 KNO3(s) →K2O(s) +5 Na2O(s) + N2(g)
Na2O(s)+SiO2(s) → Na2SiO3(s)
Il risultato finale è la formazione di silicato di sodio solido (Na₂SiO₃) e gas azoto non tossico.
Per motivi di sicurezza e ambiente, l’uso dell’azoturo di sodio è stato quasi completamente abbandonato.
Oggi si utilizzano propellenti alternativi, meno pericolosi e più stabili, come:
-Nitroguanidina (CH₄N₄O₂)
-Azotato di guanidina (CH₆N₄O₃)
-5-aminotetrazolo (C₂H₃N₅)
Questi composti producono azoto (N₂), vapore acqueo (H₂O) e anidride carbonica (CO₂) in proporzioni controllate, mantenendo bassa la tossicità e la temperatura dei gas.
Come funziona un airbag
Il funzionamento dell’airbag è un perfetto esempio di applicazione pratica della chimica e della meccanica in un sistema di sicurezza integrato.
Rilevazione dell’impatto
Durante una collisione, dei sensori di accelerazione (accelerometri) rilevano una decelerazione improvvisa, tipica di un urto. Se la decelerazione supera una soglia prestabilita (generalmente equivalente a un impatto a circa 20–30 km/h), il segnale viene inviato alla centralina di controllo dell’airbag (ECU).
Attivazione del sistema di gonfiaggio
L’ECU attiva un detonatore elettrico (in genere una piccola resistenza) che accende un propellente solido contenuto in una cartuccia. Questo propellente, una volta innescato, si decompone rapidamente liberando una grande quantità di gas in pochi millisecondi.
Gonfiaggio del cuscino
Il gas prodotto (principalmente azoto, N₂) fluisce in un sacco di tessuto sintetico piegato nel volante, nel cruscotto o nel montante laterale. L’airbag si gonfia completamente in 20–40 millisecondi, creando una barriera protettiva tra il passeggero e le superfici rigide dell’auto.
Sgonfiaggio controllato
Subito dopo l’impatto, l’airbag si sgonfia gradualmente attraverso piccole aperture, assorbendo parte dell’energia del corpo e impedendo il rimbalzo dell’occupante.
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il 22 Settembre 2011