Acido clorogenico: attività farmacologica

L’acido clorogenico (CGA)  è un estere ottenuto dalla reazione tra l’acido caffeico e l’acido (L)-chinico, noto per le sue proprietà antiossidanti,  si trova nel caffè verde e nel caffè torrefatto sebbene durante la torrefazione  subisca una parziale decomposizione termica  pari a circa il 50%.

acido clorogenico

L’acido clorogenico si trova anche nel bambù e in molte piante ed è uno dei composti fenolici contenuti nelle pesche e nelle prugne.

A dispetto del nome che contiene il prefisso “cloro” esso non contiene cloro ma il suo nome deriva dall’unione del termine χλωρός ( verde) e –γένος ( che dà luogo): infatti i composti derivanti dall’ossidazione dell’acido clorogenico sono di colore verde.

L’acido clorogenico desta un certo interesse in campo scientifico per le sue potenziali proprietà farmacologiche che sono al vaglio di nuove ricerche.

L’acido clorogenico che è uno dei più abbondanti composti fenolici nella dieta ha molte proprietà biologiche esercitando un’azione antiossidante e antibatterica.

Nella ricerche fatte a partire dal 2012 sugli esseri umani, in relazione al metabolismo glucidico e lipidico, si è evidenziato un ruolo importante dell’acido clorogenico che ha dimostrato infatti di ridurre la quantità dei carboidrati assorbiti mentre la ricerca sugli animali con acido ha mostrato che questo composto ha la capacità di ridurre la quantità di glucosio che è ottenuto dal metabolismo dei carboidrati e proteine.

I disturbi del metabolismo degli zuccheri e dei lipidi che affliggono una parte della popolazione e incidono in modo significativo sulle spesa sanitaria  sono strettamente correlati con l’insorgenza e la progressione del diabete, obesità, steatosi epatica, malattie cardiovascolari e cancro.

Le opzioni terapeutiche sono onerose,  limitate e associate a effetti collaterali indesiderati; si ricercano quindi terapie con nuovi meccanismi d’azione per migliorare lo stile di vita dei soggetti affetti da tali patologie.

Dalle  ricerche  effettuate si è riscontrato che l’acido clorogenico promuove una significativa riduzione del picco di glucosio plasmatico nel test di tolleranza al glucosio per via orale  cosa che sta indirizzando l’interesse degli scienziati a tale composto in quanto si hanno solide basi per ritenere che esso possa costituire nel futuro un’alternativa alle terapie tradizionali in particolare in alcuni tipi di diabete.

In condizioni normali l’insulina permette al glucosio ematico di penetrare nelle cellule dell’organismo dove viene utilizzato per produrre energia ma quando quantità normali di insulina non riescono a trasportare il glucosio all’interno delle cellule si verifica una sindrome metabolica denominata insulinoresistenza che provoca problemi di iperglicemia. Il pancreas secerne quantità sempre maggiori di insulina con conseguente iperinsulinemiaLa resistenza insulinica modifica inoltre il fisiologico metabolismo lipidico determinando una situazione caratterizzata da aumento di trigliceridi, diminuzione del colesterolo HDL (colesterolo buono), presenza di particelle LDL ( colesterolo cattivo) con gravi conseguenze sull’organimo.

Studi clinici hanno evidenziato che l’acido clorogenico è in grado di modulare l’assorbimento del glucosio, la secrezione di inulina ed inoltre può influenzare il metabolismo dei lipidi.

Esso quindi costituisce una nuova frontiera per la cura di diverse patologie e per la cura dell’obesità, malattia che colpisce un numero sempre maggiore di persone nel mondo industrializzato.

Attualmente sul mercato compaiono sempre più integratori alimentari contenenti tale sostanza che aiuterebbero a perdere peso. Tuttavia si ritiene che solo con ricerche più approfondite si possa realmente comprendere non solo le indicazioni e le controindicazioni dell’acido clorogenico ma anche le quantità in cui questo può essere assunto e sempre rigorosamente sotto controllo medico.

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Author: Chimicamo

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