Prodotti per la pulizia dei metalli

Per la pulizia dei metalli si usano in genere preparati liquidi, in pasta o solidi, dotati spesso di caratteristiche anticorrosive. Si trovano in commercio anche panni impregnati, usato soprattutto per la pulizia dei metalli nobili, ed anche oli, soluzioni acquose, saponi ecc. I prodotti per la pulizia dei metalli contengono solitamente opportune sostanze lucidanti di dimensioni minori rispetto a quelle delle sostanze abrasive. Contrariamente all’opinione comune, i metalli di uso comune sono abbastanza teneri e, pertanto, l’uso di qualunque prodotto lucidante, causa un certo danneggiamento; se vengono impiegati, tuttavia, prodotti formati da granuli sufficientemente piccoli (meno di 20 μm di diametro) non si provocano graffiature visibili. I prodotti per la pulizia dei metalli in genere vengono studiati al fine di essere utilizzati per un solo metallo o, al massimo,per una ristretta gamma di metalli. La composizione chimica di tali prodotti è costituita da:

  • Solventi organici atti a sciogliere grassi, resine ecc
  • Sostanze inorganiche con caratteristiche emulsionanti e pulenti, come soda e fosfati
  • Addensanti come, ad es. stearina, amido ecc
  • Sostanze dalle caratteristiche lubrificanti atte a distaccare la ruggine come olio al silicone, cicloesanone
  • Sostanze in grado di sciogliere gli ossidi metallici: allo scopo vengono utilizzati acidi e sali acidi
  • Sostanze aventi la caratteristica di assorbire eventuali impurezze presenti: all’uopo vengono utilizzati materiali argillosi con elevate proprietà adsorbenti e rigonfianti come caolino, segatura e gel di silice

Argento. Come è noto l’argento si ricopre all’aria di uno strato sottile e trasparente di ossido che impedisce l’ulteriore ossidazione del metallo (tale fenomeno prende il nome di passivazione). Tuttavia, se nell’aria sono contenute determinate sostanze come fumo, solfuro di idrogeno ecc. l’argento annerisce in seguito alla formazione di solfuro di argento Ag2S. al fine di evitare il fenomeno dell’annerimento dell’argento è consigliabile:

1) ricoprire gli oggetti di una apposita lacca; questo metodo è applicabile solo su oggetti che non devono subire sforzi meccanici. La lacca “isola” la superficie del metallo dagli inquinanti contenuti nell’aria evitando l’annerimento.

2) tenere gli oggetti il più possibile lontano dall’aria riponendoli in scatole ben chiuse preferibilmente utilizzando gli appositi panni che in genere vengono forniti all’atto dell’acquisto

Per  la pulizia dell’argento vengono adoperati sostanze liquide, in polvere, paste bagni e fogli di alluminio

Il metodo più semplice per la pulizia dell’argento consiste nel pulire gli oggetti mediante panni impregnanti o sui quali si versano prodotti in pasta o liquidi ; si strofina fino a rendere l’argento lucido. L’elevata lucentezza è dovuta al fatto che, oltre ad asportare il solfuro di argento si asporta anche un sottilissimo strato di metallo. I prodotti destinati alla pulizia dell’argento, vengono di regola concepiti esclusivamente per questo metallo. Gli altri metalli, specialmente quelli non nobili, vengono attaccati chimicamente da tali preparati.

Bagni di lucidatura. E’ questo il modo più semplice e rapido per pulire oggetti di argento: essi vanno immersi per breve tempo nel preparato attenendosi ai tempi indicati nelle istruzioni. L’efficacia del bagno è dovuta alla capacità dei componenti (tiosolfato, ammoniaca o tiourea) di formare complessi solubili con i sali di argento che hanno prodotto l’annerimento. Attenzione, però: l’uso di un bagno di lucidatura può provocare il danneggiamento di alcune parti decorative dell’oggetto.

Metodo del foglio di allumino. Un metodo delicato, che non comporta asportazione dell’argento, consiste nel tenere l’oggetto da lucidare per un certo periodo di tempo su un foglio di alluminio immerso in acqua calda addizionata di sale da cucina. Si verifica un reazione di ossidoriduzione durante la quale i sali di argento si convertono in argento metallico secondo la semireazione di riduzione
Ag+ + 1 e→ Ag
mentre l’alluminio metallico si converte in ione alluminio secondo la semireazione di ossidazione

Al →  Al3+ + 3 e 

Si tenga tuttavia presente che poiché gli oggetti in argento sono , in realtà costituiti da una lega di argento che, nella maggior parte dei casi contiene 800 g di argento puro per ogni 1000 grammi di lega metallica, avviene che, anche gli altri metalli presenti nella lega come il rame, meno nobile dell’argento può ossidarsi provocando la formazione di sali di colore verde.

Ferro e acciaio. Il ferro e l’acciaio ( con l’unica eccezione dell’acciaio inossidabile) vengono attaccati dall’acqua e dall’aria umida, specie in presenza di acidi. Sulla superficie si forma uno strato di ruggine che, anziché passivare il metallo sottostante, data la sua porosità, consente agli agenti aggressivi di continuare la loro opera penetrando in profondità. Gli oggetti in ferro o leghe ferrose arrugginiti possono essere trattati con agenti decapanti o con sostanze che convertono chimicamente la ruggine (noti come converti ruggine).

I decapanti si presentano in soluzione o sotto forma di pasta e contengono acidi minerali diluiti come acido fluoridrico, acido fosforico, acido fluoridrico che sciolgono la ruggine. I decapanti, contengono inoltre, sostanze anticorrosive che proteggono il ferro dall’attacco che subirebbe a opera degli acidi minerali. Come inibitori della corrosione vengono usati cloruri metallici, composti organici di sintesi o colloidi naturali come gelatina, colla ecc. Dopo l’eliminazione della ruggine l’oggetto deve essere lavato con acqua e successivamente con una soluzione di soda che ha lo scopo di neutralizzare l’acido eventualmente ancora presente ed infine si lava di nuovo con acqua calda ed infine asciugato.

Le sostanze che modificano chimicamente la ruggine costituiscono un’alternativa ai decapanti. Vengono applicate direttamente sulle parti arrugginite che sono state preventivamente pulite e trasformano la ruggine in composti non dannosi quali fosfati o composti metallorganici. Questi ultimi rendono la superficie metallica resistente alla corrosione e la proteggono dalla formazione di una nuova ruggine. Tali prodotti contengono prevalentemente acido fosforico che, combinandosi con l’ossido di ferro forma fosfato ferrico. Nella loro composizione tali prodotti contengono sostanze che aumentano la bagnabilità della superficie trattata per permettere una più completa penetrazione dell’acido fosforico.

Consigli utili:

  • lavare un oggetto di ferro o acciaio in acqua calda e asciugare bene
  • eliminare eventuali incrostazioni zuccherine strofinando con carta e sale
  • evitare di lasciare per lungo tempo gli oggetti unti dal momento che gli acidi che si formano dalla decomposizione dei grassi danneggiano il metallo.

Altri metalli.

Le macchie scure su rame, bronzo e ottone sono di solito costituite da ossido di rame che può essere trasformato in sali solubili in acqua, facili da rimuovere, bagnandolo con l’aceto, acido cloridrico diluito o acido solforico diluito. E’ necessario, tuttavia, eliminare del tutto i residui acidi perché in caso contrario le macchie scure si riformerebbero dopo poco tempo.

Rame: le pentole o le padelle stagnate internamente vanno lavate ed asciugate con cura

Bronzo: gli oggetti vanno spolverati e le macchie trattate con alcol

Rivestimenti di cromo e di nichel: gli oggetti vanno sciacquati, asciugati con cura e successivamente lucidati con un panno morbido

Stagno: gli oggetti vanno lavati con acqua calda, detersivo e asciugati. Eventuali macchie vanno trattate con preparati liquidi per la pulizia dei metalli o abrasivi.

Alluminio non anodizzato: gli oggetti vanno lavati a caldo e asciugati. Ammorbidire eventuali incrostazioni di cibo e successivamente asportarle con una paglietta di acciaio

Alluminio anodizzato: tenendo conto che l’alluminio anodizzato è costituito da alluminio ossidato per elettrolisi durante il quale il sottile strato di ossido normalmente presente sul metallo viene reso più spesso elettrochimicamente, si consiglia di lavere con solo detersivo dal momento che sostanze abrasive possono rimuovere lo strato protettivo.

Oro: gli oggetti in oro 18 carati sono costituiti dal 75% di oro puro in lega con altri metalli come argento e rame. Le colorazioni scure che si formano sulla superficie degli oggetti sono dovute alla formazione di solfuri degli altri metalli presenti nella lega. Per la pulizia dell’oro è sufficiente lavare con detersivo delicato. Gli oggetti divenuti opachi possono essere sospesi in una soluzione di bicarbonato di sodio, calce clorata e cloruro di sodio in ragione di 240 g di bicarbonato, 100 g di calce clorata e 60 g di cloruro di sodio in un litro di acqua. Alla fine risciacquare più volte e asciugare.

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Author: Chimicamo

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