Blog

Una macchina da caffè nel laboratorio - chimicamo

Una macchina da caffè nel laboratorio

  |   Chimica, News

Una macchina da caffè espresso può sostituire sofisticati apparecchi di laboratorio con costi, tempi e impatto ambientale quasi nulli. Questa è la scoperta del chimico spagnolo Francesc A. Esteve-Turrillas e del suo team  recentemente pubblicata.

In particolare hanno rilevato che l’estrazione degli idrocarburi policiclici aromatici presenti nel suolo o nei sedimenti può essere fatta semplicemente con una macchina da caffè.

Tecnica tradizionale

La caratterizzazione dei PAHs, il cui processo di estrazione, se effettuato a temperatura ambiente, è molto lungo e richiede solventi pericolosi è effettuata usando tecniche gascromatografiche, spettrometria di massa, cromatografia liquida e metodi di rilevamento della fluorescenza in quanto emettono lunghezze d’onda caratteristiche quando vengono eccitati.

Con il termine di idrocarburi policiclici aromatici si intendono diverse centinaia di composti organici persistenti nell’ambiente e di varia tossicità. Tra essi ve ne sono alcuni particolarmente pericolosi: il benzo[a]pirene è classificato nel Gruppo 1 come cancerogeno per l’uomo. Ve ne sono poi altri tra cui l’antracene, il fenantrene, il pirene, il crisene e il fluorene di cui sono noti i danni che possono arrecare all’uomo e agli animali. Gli idrocarburi policiclici aromatici hanno dimostrato di avere effetti cancerogeni e mutageni e sono potenti immunosoppressori.

La maggior parte di essi si formano da un processo di decomposizione termica e successiva ricombinazione di molecole organiche. Sono immessi nell’ambiente attraverso vari percorsi e si trovano di solito come una miscela contenente due o più di questi composti.

Essi sono formati solo da carbonio e idrogeno e sono costituiti, in genere, da almeno tre anelli benzenici condensati.

Hanno:

  • elevati punti di fusione e di ebollizione
  • bassa tensione di vapore
  • scarsa solubilità in acqua
  • scarsa tendenza all’ossidazione e alla riduzione che diminuisce all’aumentare del peso molecolare.

Sono altamente lipofili e questa caratteristica ne favorisce il bioaccumulo.

Dopo essere stati immessi nell’atmosfera si depositano nell’ambiente terrestre e in particolare nel suolo la cui contaminazione è considerata un indicatore del livello di inquinamento ambientale da attività umane.

Tecnica di estrazione a caldo

Il team di ricercatori hanno sperimentato la tecnica di estrazione a caldo utilizzando una normale macchina da caffè e ponendo il terreno da esaminare al posto del caffè.

Il risultato è a dir poco sorprendente in quanto sono riusciti nell’estrazione di tali sostanze:

  • in pochi secondi
  • con un costo nullo
  • senza alcun impatto ambientale
  • con risultati del tutto paragonabili a quelli ottenuti con le normali tecniche tradizionali e sembra che l’intuizione geniale sia avvenuta durante una pausa caffè.

Il prossimo obiettivo è quindi quello di verificare se tale tecnica possa essere attuata con successo per estrarre particolari composti presenti in altri tipi di sostanze.

Questa scoperta conferma come i chimici nel corso della storia hanno contribuito con la loro ricerca allo sviluppo dell’umanità sempre animati dalla volontà di apportare nuove conoscenze incorrendo alcune volte in incidenti di percorso o incappando in casi fortuiti che hanno consentito di giungere a scoperte inaspettate.

Condividi


Gentile Lettrice, Gentile Lettore

Abbiamo rilevato che stai utilizzando un AdBlocker che blocca il caricamento completo delle pagine di Chimicamo.org

Questo sito è per te completamente gratuito e fornisce, si spera, un servizio serio, completo ed utile, pertanto speriamo che tu consideri la possibilità di escluderlo dal blocco delle pubblicità che sono la nostra unica fonte di guadagno per portare avanti quello che vedi.

 

Per piacere aggiungi Chimicamo.org alla tua whitelist oppure disabilita il tuo software mentre navighi su queste pagine.

 

Grazie

Lo staff di Chimicamo.org