Nuove molecole nel cuore dei pianeti

Urano e Nettuno hanno composizioni diverse da quella degli altri due pianeti gassosi Giove e Saturno e vengono spesso chiamati pianeti gemelli.

Era noto che tali pianeti erano costituiti prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno ovvero dagli elementi che sono tra gli elementi più diffusi nei composti organici e sono stati effettuati studi per conoscere come questi elementi  potessero combinarsi in condizioni estreme di pressione che sono quattro milioni maggiori rispetto a quella sulla Terra a livello del mare che si riscontrano nei nuclei di tali pianeti.

Gli scienziati dell’Istituto Skoltech, l’Istituto di Scienza e Tecnologia di Skolkovo-Mosca fondato nel 2011 in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology, sfruttando modelli computazionali e avvalendosi dell’algoritmo USPEX  (Universal Structure Predictor: Evolutionary Xtallography) che serve a prevedere composti e relative strutture cristalline, hanno scoperto che nel cuore di questi pianeti sono presenti  composti “esotici” proibiti dalla chimica classica o comunque altamente instabili e termodinamicamente sfavoriti alle normali pressioni e strani composti polimerici.

I risultati di questi studi, pubblicati dalla rivista Scientific Reports, indicano la presenza di nuovi tipi di ossidi di alluminio, silicio e magnesio e di sali come Na3Cl, NaCl3, NaCl7, Na3Cl2 e Na4Cl3.

A pressioni maggiori di 93 GPa il metano si decompone formando idrocarburi a maggior peso molecolare come etano, butano e polietilene.

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Author: Chimicamo

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