Nuova scoperta: zuccheri dal legno

Nonostante il petrolio sia una fonte di energia non rinnovabile esso viene largamente utilizzato non solo per ottenere i combustibili ma i suoi derivati costituiscono i prodotti di base per l’ottenimento di sostanze più svariate che vanno dai concimi, materie plastiche, elastomeri, coloranti, inchiostri, farmaci, pneumatici e l’elenco potrebbe continuare.

Nel corso degli anni si è sviluppato il settore dei biocarburanti ottenuto da grano, mais e canna da zucchero ma al di là dei costi pone un problema etico in quanto sottrae terreno agricolo usato per la produzione di alimenti.

Una scoperta pubblicata da pochi giorni sulla rivista accademica ChemSusChem fatta da scienziati dell’Università di Dalawere potrebbe offrire una alternativa ai combustibili fossili.

Secondo quanto pubblicato, infatti, gli scienziati sono riusciti a estrarre in modo efficiente gli zuccheri da trucioli di legno, dal tutolo del mais e da prodotti di rifiuto di aziende agricole.

Questa scoperta è pienamente rispondente ai principi della Green Chemistry che si propone di indirizzare percorsi di sostenibilità all’industria chimica in quanto non solo vengono utilizzate fonti rinnovabili ma addirittura specie che vengono di norma scartate.

L’obiettivo degli studiosi era infatti quello di trovare materiali di scarto piuttosto che alimenti da sottrarre ai consumi.

Negli ultimi anni la ricerca si è accentrata sull’utilizzo dei materiali di scarto per ottenere la biomassa detta lignocellulosica costituita da polimeri di carboidrati ovvero cellulosa e emicellulosa e da polimeri aromatici ovvero da lignina.

Dalla fermentazione di questo tipo di biomassa ecosostenibile, infatti, si ottiene l’etanolo e altri biocarburanti. Tuttavia la presenza di legami tra polisaccaridi e lignina rende difficile tale processo: l’estrazione degli zuccheri fermentabili prevede dapprima la separazione di tali legami e poi l’utilizzo di metodi acidi o enzimatici per idrolizzare e rompere la cellulosa liberata in monosaccaridi.

Questo processo è pertanto costoso e poco competitivo rispetto all’utilizzo del petrolio e dei suoi derivati.

Il processo inventato dagli studiosi prevede un’unica fase, bassa temperatura, un breve tempo di reazione e un’alta resa percentuale che si aggira intorno al 95% con notevoli vantaggi economici.

Per il momento si conosce poco di questa scoperta in quanto è in attesa di brevetto ma si sa che viene utilizzata una soluzione concentrata di un sale inorganico e una piccola quantità di un acido minerale.

La soluzione rigonfia le particelle di legno o di altre biomasse, permettendole di interagire con le fibre un po’ come un giornale si rigonfia quando viene bagnato.

Il processo è stato poi integrato con una reazione di disidratazione che trasforma gli zuccheri pentosi in furano e suoi derivati e consente di riciclare la soluzione salina.

Il furano e i suoi derivati sono composti altamente versatili e possono essere utilizzati come materiali di partenza per l‘ottenimento di molti composti

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Author: Chimicamo

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