Le giornate lincee della Chimica
Le giornate lincee della Chimica sono manifestazioni a tema molto interessanti e coinvolgenti che appassionano chimici e studenti
Il 7 novembre 2011 lโaccademia nazionale dei lincei ha organizzato a Napoli una delle giornate lincee della chimica dal tema โ la chimica per i Beni Culturaliโ.
Giร negli scorsi anni le giornate lincee della chimica hanno trovato ampio riscontro e destato interesse.
A questo appuntamento delle giornate linceeย sono intervenute la Dott. Paola DโAlconzo dellโUniversitร Federico II di Napoli e la Dott. Costanza Milani del CNR-ISTM di Perugia. Nei loro interventi hanno messo in risalto, anche se da angolazioni diverse, lโimportanza della Chimica nel campo del restauro. Nei secoli si รจ passati dalla pratica del โsegretoโ alla necessitร della verifica scientifica.
Nel 1802 infatti presso il Museo del Louvre vi fu il primo caso di approccio interdisciplinare per il restauro di opere in dotazione del museo, evento che significรฒ la rinuncia al segreto che gelosamente custodivano i vari restauratori, al fine di avvalersi del supporto dei chimici.
Chimica e restauro
A partire dal XVIII secolo infatti la scienza accompagna costantemente gli sviluppi dellโarte e del restauro. Dalle prime occasioni di confronto, alle sperimentazioni che segnano tutto lโOttocento, fino ai primi del XX secolo, quando si creano i laboratori nei maggiori musei europei.
Le direttrici tra arte e scienza sono tre:
- Le indagini chimiche iniziano ad affiancare la storiografia nello studio delle tecniche artistiche del passato
- La sperimentazione scientifica si applica anche alla realizzazione di nuovi materiali artistici
- I chimici si affiancarono ai restauratori, controllandone lโoperato o elaborando nuovi metodi di intervento
A partire dalla fine del โ700 i chimici cominciano a elaborare modalitร di restauro che, nel corso dei secoli sono andate affinandosi.
Attualmente ci si avvale di tecniche diagnostiche sofisticatissime miranti ad indagare i materiali e la tecnica di esecuzione di unโopera, la sua datazione, lโaccertamento dello stato di degrado della stessa, lโaccertamento di eventuali restauri precedenti al fine di predisporre il piano di restauro.
Quanto relazionato nel convegno stimola unโulteriore ricerca per entrare in quel mondo magico al limite tra scienza e alchimia.
Pigmenti
I pigmenti usati sono studiati tramite alcune tecniche quali i raggi X che permettono di ottenere dati che tra lโaltro consentono di ottenere indicazioni utili a datare unโopera.
Lโanalisi dei pigmenti inoltre permette di conoscere la tavolozza dellโartista: preparare la tavolozza รจ infatti per il pittore, un poโ come accordare lo strumento per un musicista. La conoscenza dei pigmenti utilizzati consente di contestualizzare lโopera dal momento che lโuso di alcuni di essi รจ strettamente legato al periodo storico.
Nellโarte antica le cognizioni scientifiche e artistiche erano strettamente legate con lโalchimia, la medicina,ย la religione e la filosofia. I pigmenti erano allo stesso tempo i pharmaca, i venena ed erano usati per curare, per dipingere, per avvelenare, per fare filtri magici.
Il passaggio dalla realizzazione artigianale dei pigmenti a quella industriale รจ un fatto estremamente importante per la storia della pittura. Questo avviene quando i chimici attribuiscono la formula chimica alle singole sostanze, riuscendo a riprodurle in laboratorio.
Fra la fine del Settecento e i primi dellโOttocento, isolati dai minerali di provenienza sono individuati nuovi elementi chimici: lo zinco, il cobalto, il cromo e il cadmio, utilizzati per lโottenimento di pigmenti di vari colori.
Il blu di Prussia sintetizzato nel 1704 avente formula Fe4[Fe(CN)6]3 ย ( esacianoferrato (II) di ferro (III) รจ uno dei primi pigmenti sintetici.
Il bianco di zinco ZnO ( monossido di zinco) nel 1782 sostituisce la velenosa biaccaย contenente piombo (PbCO3)2 Pb(OH)2 impiegata in pittura per le sue capacitร coprenti.
Il bianco di zinco, tuttavia, ideale nelle tempere e nellโacquerello, era inadatto per la pittura a olio, per la quale si era costretti ad usare ancora la biacca e solo nel 1916 si ottenne il bianco di titanio TiO2.
Blu cobalto
Il primo pigmento prodotto industrialmente รจ il blu cobalto CoAl2O4 ottenuto da Thenard ottenuto calcinando una miscela di allumina Al2O3 e di fosfato di cobalto Co3(PO4)2 in proporzioni variabili a seconda della tinta desiderata.
Il blu di cobalto diviene il sostituto del costosissimo azzurro oltremare ottenuto dalla pietra di lapislazzuli che fu usato fino al XVIII secolo. Esso รจ costituito da silicato di sodio e alluminio con solfuri e spato calcareo 2 Na2O 3 Al2O3 6 SiO2 2 Na2S.
La gamma degli azzurri si allarga con lโoltremare artificiale (1828) avente una colorazione piรน intensa rispetto a quello naturale. Esso รจย meno adatto per lโuso in pittura murale in quanto tende a decolorarsi velocemente a contatto con agenti atmosferici acidi. Infatti, pur avendo un effetto simile a quello naturale la sua formula รจ Na 8-10Al6Si6O29S2-4. Nel 1860 fu ottenuto il blu ceruleo CoO n SiO2 CoSn(OH)6 .
Azzurrite
Un altro storico pigmento, lโazzurrite, carbonato basico di rame, 2 CuCO3 Cu(OH)2 fu prodotta artificialmente.
La tonalitร รจ simile a quella del lapislazzuli anche se la composizione chimica รจ del tutto diversa infatti lโazzurrite, per riscaldamento diventa nera stante la formazione del monossido di rame (II) CuO a seguito di un processo di de carbonatazione, mentre il lapislazzuli non subisce alterazione.
Sia che abbia origine naturale che artificiale lโazzurrite si trova assieme a un altro carbonato di rame CuCO3 Cu(OH)2: uno dei punti deboli infatti dellโazzurrite รจ che tende a trasformarsi quale che sia la sua origine in malachite. Le rispettive formule ci suggeriscono che in entrambe il rame presenta numero di ossidazione +2 quindi la trasformazione non รจ un processo di ossidoriduzione, ma una spontanea de carbonatazione secondo la reazione:
>2 [2 CuCO3 Cu(OH)2] + H2Oโ 3 [CuCO3 Cu(OH)2] + CO2
Questo rapido excursus limitato ai pigmenti azzurri ci apre uno squarcio su come nei tempi siano cambiati i pigmenti. Lโuomo h sempre cercato di protendersi verso migliori risultati utilizzando le sue conoscenze nellโambito scientifico in generale e chimico in particolare.
โ senza dir dei chimici, che han contribuito coi loro lumi agli avanzamenti di questโarteโ
Le giornate lincee della chimica oltre a presentare contributi interessanti forniscono un’occasione per l’incontro tra generazioni


il 10 Novembre 2011