Fentanyl: il farmaco che uccide

Il lavoro del chimico, spesso oscuro e inappagante, è volto alla ricerca di sostanze atte a migliorare le condizioni di vita dell’umanità.

E’ tuttavia frequente che scoperte miranti a produrre effetti benefici siano usate per l’esatto contrario.

E’ il caso del fenantyl che fu sintetizzato per la prima volta nel 1960 che è un oppioide sintetico appartenente alla classe delle 4-anilidopiperidine.

Il fenantyl è il nome commerciale dell’ N-(1-(2- feniletil)-4- piperidinil)-N- fenil-propanammide fenantyl ed è sintetizzato a partire dall’N-fenetil-4-piperidinone (NPP).

fenantyl

Il fenantyl è una sostanza lipofila e quindi penetra con facilità nel sistema nervoso centrale dove esplica la sua azione.

Esso è un potentissimo antidolorifico 40 volte più forte dell’eroina e 100 volte più forte della morfina. Viene usato quale anestetico o, dietro dietro prescrizione medica prevalentemente come palliativo per alleviare i dolori ai malati di cancro.

Può portare, come effetti collaterali tra gli altri, nausea, vomito, capogiri, depressione respiratori, innalzamento o calo della pressione sanguigna, allucinazioni, spasmi muscolari, tremore, sensazione di formicolio, sonnolenza, dipendenza o coma.

Appare evidente che esso viene usato quando il medico ritiene il paziente abbia necessità di assumere un potente analgesico.

Purtroppo negli ultimi anni si sta diffondendo l’uso di tale sostanza acquistata illegalmente come droga spesso associata eroina o in sostituzione di essa per i suoi effetti narcotici ed euforizzanti.

Secondo la NCA, National Crime Agency, che ha sede nel Regno Unito, tale farmaco, usato in modo improprio, provoca circa 8 morti al mese e, secondo quanto riportato dal New York Times, nel 2016 ha condotto alla morte oltre 60000 persone tra cui anche personaggi noti del mondo dello spettacolo.

Secondo fonti attendibili si stima che anche in Europa e quindi in Italia in fenantyl, il cui costo è molto contenuto, sia di facile reperibilità e il suo uso sta diventando piuttosto comune.

Oltre che a dipendenza l’uso sconsiderato ed incosciente di questa sostanza il cui uso doveva, secondo le intenzioni, avere un effetto farmaceutico, può portare con facilità alla morte a causa della frequente possibilità di overdose.

Questo è l’ennesimo caso della follia dell’uomo che invece di godere del progresso scientifico utilizza in modo insensato e sconsiderato il frutto della ricerca.

Author: Chimicamo

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