Fisica

Trasformatore

il 7 Luglio 2025

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trasformatore

Il trasformatore è uno dei dispositivi elettrici più importanti e versatili nel campo dell’elettricità. Si tratta di una macchina statica capace di trasferire energia elettrica tra due o più circuiti attraverso il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, modificando i valori della tensione e della corrente, senza alterare la frequenza della corrente alternata. Grazie alla sua capacità di elevare o ridurre la tensione, il trasformatore ha reso possibile la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica su lunghe distanze con perdite minime, contribuendo in modo determinante alla diffusione capillare dell’elettricità nelle città e nelle campagne.

Il funzionamento del trasformatore si basa sui principi dell’induzione elettromagnetica, scoperti nel 1831 da Michael Faraday, che dimostrò come una variazione del flusso magnetico attraverso un circuito induca in esso una forza elettromotrice.

Tuttavia, occorsero diversi decenni prima che questo principio trovasse applicazioni pratiche su larga scala. Le prime forme rudimentali di trasformatore comparvero nella seconda metà dell’Ottocento, grazie agli studi di pionieri come Lucien Gaulard e John Dixon Gibbs, che presentarono nel 1882 un dispositivo chiamato “generatore secondario”.

La vera innovazione giunse però nel 1885, quando gli ingegneri ungheresi Ottó Bláthy, Miksa Déri e Károly Zipernowsky brevettarono il trasformatore a nucleo chiuso, più efficiente e adatto alla distribuzione dell’energia a corrente alternata.

Questo dispositivo divenne il cuore pulsante delle reti elettriche moderne, soprattutto dopo la cosiddetta guerra delle correnti tra Thomas Edison, sostenitore della corrente continua, e Nikola Tesla e George Westinghouse, promotori della corrente alternata. Grazie al trasformatore, la corrente alternata si impose come standard, rivoluzionando la produzione e il trasporto dell’energia.

Struttura del trasformatore

Un trasformatore è un dispositivo elettrico che serve a trasferire energia elettrica da un circuito a un altro modificando la tensione alzandola o abbassandola ma senza un collegamento diretto tra i due circuiti, cioè senza un filo che li colleghi elettricamente.

Per ottenere questo, il trasformatore è formato da due avvolgimenti di filo conduttore di solito di rame, perché è un ottimo conduttore elettrico. Questi avvolgimenti sono costituiti da tante spire di filo avvolte attorno a un nucleo di materiale ferromagnetico (come il ferro). Il filo è isolato, cioè è rivestito da un materiale che non conduce elettricità (ad esempio smalto o plastica), così che le spire non si tocchino elettricamente tra loro e non causino cortocircuiti.

struttura del trasformatore
struttura del trasformatore

I due avvolgimenti si chiamano:

Primario: è l’avvolgimento che riceve l’energia elettrica. Questo avvolgimento è collegato alla sorgente di tensione alternata, come la presa di corrente o un generatore. La corrente alternata che lo attraversa crea un campo magnetico variabile nel nucleo.

Secondario: è l’avvolgimento da cui si preleva l’energia trasformata. L’energia non passa direttamente dal primario al secondario attraverso i fili, ma si trasferisce grazie al campo magnetico che varia nel nucleo e induce nel secondario una nuova tensione. Questa tensione può essere maggiore o minore di quella del primario, a seconda del numero di spire.

In pratica, il primario crea il campo magnetico e il secondario riceve l’energia tramite induzione elettromagnetica. Non c’è connessione elettrica diretta tra i due avvolgimenti: il collegamento avviene attraverso il campo magnetico.

Principio di funzionamento del trasformatore

Il trasformatore sfrutta il fenomeno dell’induzione elettromagnetica per trasferire energia elettrica da un circuito all’altro. Quando la tensione alternata viene applicata all’avvolgimento primario, la corrente alternata che lo attraversa genera un campo magnetico variabile nel nucleo. Questo campo magnetico si chiude attraverso il nucleo stesso e attraversa l’avvolgimento secondario.

funzionamento del trasformatore
funzionamento del trasformatore

La variazione del flusso magnetico nel tempo provoca l’insorgere di una tensione indotta nel secondario, come descritto dalla legge di Faraday-Neumann-Lenz, che può essere espressa nella forma:

Il segno negativo riflette la legge di Lenz : la tensione indotta si oppone alla variazione del flusso che la genera.

La tensione indotta nel secondario è dunque proporzionale alla rapidità con cui varia il flusso magnetico e al numero di spire dell’avvolgimento. La relazione tra tensioni e numero di spire è:

V1/V2 = N1/N2

Dove V1 e V2​ sono rispettivamente la tensione ai capi del primario e del secondario, mentre N1​ e N2 sono i numeri di spire.

Ad esempio Consideriamo un trasformatore con 100 spire al primario e 1000 spire al secondario. Se al primario si applica una tensione di 230 V, al secondario si avrà:

V2 = V1N2/N1 = 230 · 1000/100 = 2300 V

Il trasformatore funziona quindi come elevatore di tensione. Analogamente, con un numero di spire secondarie inferiore, la tensione risulterebbe ridotta.

Tipi di trasformatori

I trasformatori si presentano in molteplici forme e configurazioni, ciascuna progettata per rispondere a specifiche esigenze tecniche e applicative. La classificazione più comune si basa sia sull’uso che sul design costruttivo.

Trasformatori di potenza

Tra i tipi più diffusi troviamo i trasformatori di potenza, utilizzati nelle reti elettriche per l’elevazione e la riduzione della tensione su larga scala. Questi trasformatori sono generalmente di grandi dimensioni, dotati di un nucleo in lamierini di acciaio per minimizzare le perdite per correnti parassite e progettati per gestire potenze elevatissime, anche dell’ordine di centinaia di megawatt.

Trasformatori di distribuzione

I trasformatori di distribuzione, più compatti e diffusi, operano nelle sottostazioni e nei quadri elettrici per fornire tensioni adatte all’utenza finale, sia domestica che industriale. Sono spesso immersi in olio isolante, che serve sia per l’isolamento elettrico sia per la dissipazione del calore prodotto durante il funzionamento.

tipi
tipi

In ambito elettronico, i trasformatori di segnale e trasformatori di isolamento sono di dimensioni più ridotte e servono a trasferire segnali elettrici tra circuiti mantenendo l’isolamento galvanico, fondamentale per la sicurezza e per la qualità del segnale.

Trasformatori di corrente e di tensione

Un altro tipo importante sono i trasformatori di corrente e di tensione, impiegati nei sistemi di misura e protezione: il loro compito è ridurre correnti e tensioni elevate a valori più bassi e gestibili dagli strumenti, mantenendo però una proporzionalità precisa.

Esistono anche trasformatori speciali come i trasformatori toroidali, caratterizzati da un nucleo a forma di toro che offre vantaggi in termini di efficienza, dimensioni ridotte e minori interferenze elettromagnetiche, rendendoli ideali per applicazioni audio e alimentatori switching. Un trasformatore toroidale è un componente elettrico adibito alla trasformazione dei fattori di tensione della potenza elettrica della corrente. Questo strumento, che sfrutta i principi dell’induzione magnetica, viene utilizzato per modificare la tensione alternata di un circuito.

Trasformatori trifase

I trasformatori trifase sono progettati per sistemi elettrici a tre fasi, tipici della distribuzione industriale, e sono costituiti da tre avvolgimenti collegati in modo da garantire un trasferimento equilibrato dell’energia tra le fasi.

A differenza dei trasformatori monofase, che lavorano su un singolo circuito di corrente alternata, i trasformatori trifase sono progettati per gestire simultaneamente tre circuiti di tensione e corrente, ciascuno sfasato di 120 gradi rispetto agli altri.

Questa configurazione permette una trasmissione dell’energia più efficiente e bilanciata, riducendo perdite e migliorando la stabilità della rete. I trasformatori trifase possono essere costruiti in due modi principali: o con un singolo nucleo comune che supporta i tre avvolgimenti primari e secondari, oppure assemblando tre trasformatori monofase accoppiati insieme.

L’uso di un nucleo unico comporta generalmente minori costi di materiale e dimensioni più compatte, mentre l’assemblaggio di tre trasformatori monofase offre maggiore flessibilità in termini di manutenzione e sostituzione.

I collegamenti degli avvolgimenti nei trasformatori trifase possono seguire diverse configurazioni, le più comuni sono stella (Y) e triangolo (Δ). Questi schemi di collegamento influenzano le caratteristiche di tensione, corrente e fase del sistema, nonché il modo in cui il trasformatore interagisce con la rete elettrica.

Ad esempio, il collegamento a stella è spesso utilizzato quando si vuole ottenere una tensione di neutro o quando è necessario ridurre la tensione di fase, mentre il collegamento a triangolo permette di gestire correnti più elevate e fornisce un percorso per le correnti armoniche.

I trasformatori trifase sono fondamentali per alimentare grandi impianti industriali, sistemi di trazione elettrica, e per la distribuzione urbana di energia elettrica. La loro progettazione tiene conto non solo dell’efficienza energetica, ma anche della robustezza e dell’affidabilità, indispensabili in sistemi che devono funzionare 24 ore su 24 con carichi variabili.

Applicazioni

I trasformatori rappresentano un componente essenziale in moltissimi settori della tecnologia e dell’ingegneria elettrica. La loro capacità di modificare i valori di tensione e corrente li rende strumenti insostituibili per la gestione e la distribuzione dell’energia elettrica, oltre che per applicazioni in ambito elettronico, industriale e scientifico.

Reti di trasmissione e distribuzione dell’energia

Fin dagli albori della produzione e distribuzione su larga scala di energia elettrica, basti pensare alla rete realizzata alla fine del XIX secolo da pionieri come Nikola Tesla e George Westinghouse, i trasformatori sono stati utilizzati per trasportare energia su lunghe distanze con la massima efficienza.

Nelle centrali elettriche vengono impiegati trasformatori elevatori che portano la tensione a valori molto alti (centinaia di migliaia di volt), riducendo così le correnti e minimizzando le perdite per effetto Joule durante la trasmissione. Nei pressi dei luoghi di consumo, trasformatori riduttori abbassano la tensione a valori compatibili con la rete domestica o industriale, garantendo sicurezza e funzionalità.

Apparecchiature elettroniche

Nei dispositivi elettronici di uso comune, come computer, televisioni, impianti stereo e caricabatterie, i trasformatori fanno parte dei circuiti di alimentazione. In questi casi, essi riducono la tensione alternata della rete elettrica (ad esempio 230 V in Europa) ai bassi valori necessari per il funzionamento dei componenti interni. Spesso si tratta di trasformatori di piccole dimensioni, integrati in alimentatori e adattatori.

Sistemi di energia rinnovabile

I trasformatori svolgono un ruolo importante anche nei sistemi di energia rinnovabile, come l’energia solare ed eolica. Convertono l’elettricità generata da questi sistemi in una tensione adatta all’utilizzo in rete, consentendo la trasmissione e l’utilizzo efficiente dell’energia verde.

Regolando la tensione in base ai requisiti della rete, i trasformatori garantiscono la perfetta integrazione delle fonti di energia rinnovabile nell’infrastruttura elettrica esistente, promuovendo l’adozione diffusa di energia pulita.

Strumentazione e misura

In ambito industriale e nelle reti di distribuzione si utilizzano trasformatori di corrente e trasformatori di tensione, detti anche trasformatori di misura. Questi dispositivi permettono di prelevare segnali proporzionali ma di entità più ridotta, sicuri da inviare agli strumenti di misura e ai dispositivi di protezione, evitando così di collegare direttamente strumenti sensibili a circuiti ad alta tensione o corrente.

Applicazioni industriali specializzate

Il trasformatore è utilizzato anche in:

-impianti di saldatura: qui servono per generare correnti elevate a bassissima tensione, idonee per la fusione dei metalli;

-forni elettrici industriali: dove occorrono alte correnti per generare temperature molto elevate;

-applicazioni ferroviarie: i trasformatori montati a bordo dei treni o nelle sottostazioni adeguano la tensione alle esigenze del sistema di trazione.

Isolamento galvanico e sicurezza

In molti contesti (laboratori, apparecchiature medicali, sistemi audio di alta qualità) si ricorre ai trasformatori per ottenere l’isolamento galvanico tra due circuiti, impedendo il passaggio diretto di corrente continua e migliorando la sicurezza degli operatori e delle apparecchiature.

Trasformatori di isolamento per uso marittimo

Un esempio particolare e molto significativo di applicazione del trasformatore è rappresentato dai trasformatori di isolamento utilizzati nelle navi. Tradizionalmente, i quadri di distribuzione a bordo nave operavano a una tensione di circa 440 V. Tuttavia, con l’aumento delle dimensioni delle imbarcazioni e la conseguente necessità di fornire potenze sempre maggiori, si è reso necessario un salto verso tensioni più elevate, come 690 V e, in alcuni casi particolari, addirittura 1000 V.

Questa evoluzione ha portato allo sviluppo di reti di distribuzione elettrica complesse all’interno delle navi, che alimentano molteplici utenze di bassa tensione: dai sistemi di timoneria e gli argani, ai dispositivi essenziali per il funzionamento del motore, fino agli impianti di illuminazione, di intrattenimento e ai servizi alberghieri come cucine e lavanderie.

Dal momento che la maggior parte di queste apparecchiature funziona a 400 V, diventa indispensabile l’installazione di trasformatori BT/BT (bassa tensione/bassa tensione) che svolgono la funzione di isolamento galvanico tra la rete di bordo e le utenze, garantendo la sicurezza operativa e la corretta gestione delle correnti.

Un ruolo cruciale dei trasformatori di isolamento si evidenzia anche nelle operazioni di cold ironing, ovvero quando la nave è collegata alla rete elettrica portuale per alimentarsi senza utilizzare i propri generatori a bordo. In queste condizioni, il trasformatore di isolamento impedisce la continuità elettrica diretta tra la rete terrestre e quella di bordo, riducendo significativamente il rischio di corrosione galvanica, un fenomeno che può danneggiare le strutture metalliche dell’imbarcazione e compromettere la sicurezza.

Questa applicazione sottolinea come il trasformatore non è solo uno strumento per modificare tensioni, ma anche un componente essenziale per la sicurezza e la protezione degli impianti elettrici in contesti complessi e delicati come quello marittimo.

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