Suoni di Korotkoff: misurazione della pressione
I suoni di Korotkoff rappresentano un fenomeno affascinante e al contempo uno strumento clinico insostituibile. La misurazione della pressione arteriosa è una delle pratiche cliniche più diffuse e fondamentali per la valutazione dello stato di salute cardiovascolare.
Tra le metodiche disponibili, la tecnica auscultatoria, basata sull’ascolto dei suoni di Korotkoff, rappresenta ancora oggi uno standard diagnostico di riferimento. Questi suoni, che si manifestano durante la compressione e il rilascio del bracciale di uno sfigmomanometro, forniscono indicazioni precise sui valori di pressione sistolica e diastolica, consentendo una valutazione accurata della funzione emodinamica del paziente.
La scoperta dei suoni di Korotkoff ha rivoluzionato la misurazione della pressione arteriosa, rendendola più precisa, riproducibile e accessibile. Comprendere il significato e la fisiologia dei suoni di Korotkoff è essenziale non solo per chi opera in ambito sanitario, ma anche per chi desidera approfondire i meccanismi che regolano una delle funzioni vitali più importanti dell’organismo umano.

Il medico russo Nikolai Sergeevich Korotkoff, chirurgo militare durante la guerra russo-giapponese, descrisse per la prima volta questi suoni nel 1905. L’innovazione di Korotkoff fu l’intuizione che, durante la deflazione del bracciale pressorio, i toni uditi con lo stetoscopio potevano indicare i limiti pressori del flusso sanguigno: la comparsa del suono corrispondeva alla pressione sistolica, mentre la scomparsa segnava la pressione diastolica. La semplicità e l’efficacia del metodo lo resero rapidamente una pratica standard nella medicina clinica.
I suoni di Korotkoff sono rumori pulsanti percepibili attraverso lo stetoscopio posizionato sull’arteria brachiale durante la misurazione della pressione arteriosa con uno sfigmomanometro. Tali suoni non sono generati dal cuore, bensì dalle variazioni di flusso sanguigno causate dalla compressione meccanica dell’arteria da parte del bracciale gonfiabile.
La comparsa e la scomparsa di questi suoni corrispondono rispettivamente alla pressione sistolica e diastolica, fornendo una stima indiretta ma efficace della pressione arteriosa. L’uso dei suoni di Korotkoff per la misurazione della pressione arteriosa rimane un punto di riferimento nella pratica clinica, grazie alla sua non invasività, economicità e accuratezza
Misurazione della pressione arteriosa
La misurazione della pressione arteriosa consente di determinare i valori massimo (pressione sistolica) e minimo (pressione diastolica) della pressione del sangue all’interno delle arterie durante il ciclo cardiaco.

A tale scopo, si utilizza uno sfigmomanometro dotato di un bracciale gonfiabile, applicato attorno al braccio del paziente, generalmente all’altezza dell’arteria brachiale. Il manometro a mercurio ha una colonna di mercurio, graduata in millimetri, che consente di leggere direttamente la pressione sanguigna in mmHg. Il bracciale viene gonfiato fino a occludere temporaneamente il flusso sanguigno, agendo come un laccio emostatico.
Successivamente, il medico inizia una deflazione graduale del bracciale mentre ausculta l’arteria con lo stetoscopio posto sotto il bordo inferiore del bracciale. Quando la pressione nel bracciale scende al livello della pressione sistolica, il sangue riesce a fluire parzialmente nell’arteria compressa, generando un primo suono udibile, simile a un clic secco. Il valore letto in quel momento sul manometro corrisponde alla pressione sistolica.
Man mano che la pressione nel bracciale diminuisce, i suoni prodotti dal flusso turbolento si susseguono in modo ritmico a ogni battito cardiaco. Infine, quando la pressione esercitata dal bracciale scende al di sotto della pressione diastolica, l’arteria si apre completamente, il flusso torna laminare e i suoni scompaiono. Questo punto segna il valore della pressione diastolica.
Nei pazienti magri, anziani o gravemente malati, l’auscultazione dei suoni di Korotkoff può essere difficile. Lo stesso può essere vero quando si cerca di auscultare in un ambiente rumoroso. È stato dimostrato che sollevare il braccio del paziente sopra la testa per circa 30 secondi prima di gonfiare il bracciale mentre si apre e si chiude la mano da cinque a dieci volte amplifica i suoni di Korotkoff.
Una volta gonfiato il bracciale, il braccio può essere riportato nella posizione abituale e si possono riprendere le tecniche standard di misurazione della pressione arteriosa. È stato dimostrato che questa manovra amplifica i suoni sistolici di Korotkoff senza influenzare la pressione arteriosa misurata.
La precisione di questo metodo è di ±2 mmHg nella misurazione della pressione sistolica e di ±4 mmHg in quella diastolica.
Fisiologia dei suoni di Korotkoff
I suoni di Korotkoff derivano dal flusso turbolento del sangue che si verifica quando la parete dell’arteria è parzialmente compressa. Quando il bracciale dello sfigmomanometro comprime l’arteria a un livello superiore alla pressione sistolica, il flusso sanguigno viene interrotto e nessun suono è udibile. Man mano che la pressione del bracciale diminuisce, il sangue inizia a fluire in modo discontinuo e turbolento, generando vibrazioni che si trasmettono ai tessuti circostanti e sono percepibili come suoni.
Tali vibrazioni sono prodotte dall’instabilità del flusso ematico, che passa da uno stato di completa occlusione (assenza di suono) a uno stato di flusso laminare (assenza di turbolenza e, quindi, assenza di suono), attraversando una fase intermedia caratterizzata da turbolenza, che è quella auscultata.
Le cinque fasi dei suoni di Korotkoff
Korotkoff identificò cinque fasi distinte, ciascuna corrispondente a una diversa configurazione del flusso sanguigno e della pressione nel bracciale:

Fase I. -È la fase iniziale, in cui i suoni di Korotkoff iniziano a essere uditi chiaramente e ripetutamente, e corrisponde alla pressione sistolica. Il flusso sanguigno inizia a passare in modo turbolento nell’arteria parzialmente aperta.
Fase II – I suoni sono più lunghi e meno intensi, simili a soffi intermittenti e l’arteria rimane aperta per periodi più lunghi rispetto alla Fase 1 e rappresentano un flusso turbolento meno intenso, con possibili fruscii.
Fase III – I suoni diventano di nuovo chiari e più forti e l’arteria rimane aperta più a lungo che chiusa durante ogni impulso di pressione. I suoni più intensi e netti indicano un aumento del flusso sanguigno, ma ancora turbolento.
Fase IV – i suoni diventano sempre più difficili da distinguere fino a quando la pressione del bracciale eguaglia la pressione diastolica
Fase V – Scomparsa dei suoni: rappresenta la pressione diastolica, quando l’arteria è completamente aperta e il flusso torna laminare.
La frequenza dei suoni di Korotkoff si colloca nell’intervallo udibile a una frequenza da 20 a 300 Hz. Possono esserci differenze tra le misurazioni effettuate da operatori diversi a causa delle diverse sensibilità uditive. In ambienti rumorosi , potrebbe essere difficile rilevare i suoni di apertura e chiusura dell’arteria.
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il 5 Maggio 2025