Scorrimento viscoso
Lo scorrimento viscoso è un tipo di deformazione che si verifica quando un materiale, sottoposto a uno sforzo costante, continua a deformarsi nel tempo senza che il carico venga aumentato. Questo comportamento è tipico dei materiali che non rispondono in modo puramente elastico, ma mostrano una componente viscosa, ovvero una resistenza interna al flusso che si manifesta come una deformazione progressiva e irreversibile.
Dal punto di vista fisico, il materiale soggetto a scorrimento viscoso assorbe l’energia applicata non solo immagazzinandola come avviene nei materiali elastici, ma anche dissipandola nel tempo sotto forma di calore o movimento interno delle molecole. In altre parole, la deformazione non si arresta finché lo sforzo continua ad agire, anche se la sua intensità rimane costante.
Il comportamento del materiale dipende fortemente da tempo, temperatura e natura del carico. A temperature elevate, per esempio, anche i metalli possono diventare sensibili allo scorrimento viscoso, mostrando una risposta simile a quella dei materiali polimerici. In condizioni ambientali più rigide, invece, il fenomeno può essere trascurabile o del tutto assente.
Lo studio dello scorrimento viscoso richiede l’adozione di modelli viscoelastici, capaci di descrivere sia la componente elastica (istantanea) che quella viscosa (dipendente dal tempo). Questi modelli permettono di prevedere come un materiale si comporterà nel tempo e sono fondamentali per la progettazione di componenti destinati a lavorare in condizioni critiche o per lunghi periodi.
Il modello fisico: leggi e rappresentazioni
Per descrivere il comportamento dello scorrimento viscoso in modo quantitativo, si ricorre a modelli fisico-matematici che simulano la risposta dei materiali sottoposti a sforzo nel tempo. Questi modelli, noti come modelli viscoelastici, combinano elementi elastici (molle) e viscosi (dashpot o pistoni ideali) per riprodurre la doppia natura dei materiali soggetti a deformazione: da un lato la risposta elastica immediata, dall’altro la deformazione viscosa progressiva.
Uno dei modelli più semplici e rappresentativi è il modello di Maxwell, dovuto al fisico e matematico James Clerk Maxwell, costituito da una molla e un dashpot disposti in serie. Questo modello descrive bene i materiali che si deformano istantaneamente sotto carico (componente elastica), ma che continuano a deformarsi nel tempo (componente viscosa). Una delle forme più comuni dell’equazione costitutiva di Maxwell è:

ove:
σ è lo sforzo,
σ˙ la derivata temporale dello sforzo,
ε˙ la velocità di deformazione,
p1 e q1 sono parametri legati rispettivamente alla viscosità del materiale e al modulo elastico.
Questa equazione esprime l’equilibrio tra la componente elastica (che reagisce istantaneamente allo sforzo) e quella viscosa (che si oppone al cambiamento con un ritardo nel tempo). A partire da questa relazione, è possibile derivare espressioni esplicite per la deformazione o per lo sforzo in particolari condizioni sperimentali. Ad esempio, nel caso di creep (sforzo costante σ0 ), la deformazione cresce nel tempo secondo l’equazione:

mentre, nel caso di rilassamento sotto deformazione costante, lo sforzo decresce esponenzialmente secondo:

Questi risultati illustrano due caratteristiche fondamentali del comportamento viscoelastico: la tendenza dei materiali a deformarsi progressivamente nel tempo sotto carico costante e la capacità di dissipare lo sforzo nel tempo se la deformazione è mantenuta costante.
Tuttavia, il modello di Maxwell presenta dei limiti, soprattutto nel rappresentare materiali che mostrano un comportamento stazionario a lungo termine. Per questo motivo si utilizza anche il modello di Kelvin–Voigt, in cui la molla e il dashpot sono disposti in parallelo. Questo modello rappresenta un materiale che non si deforma istantaneamente, ma che tende a raggiungere una deformazione limite nel tempo.
Un approccio più realistico è offerto dal modello di Burgers, che combina i due precedenti e permette di descrivere con maggiore accuratezza sia il comportamento iniziale che quello a lungo termine. È particolarmente utile per rappresentare il creep nei materiali, cioè lo scorrimento viscoso sotto carico costante, articolato in diverse fasi.
Dal punto di vista grafico, lo scorrimento viscoso può essere rappresentato tramite la curva sforzo-deformazione nel tempo, dove si osserva come, a sforzo costante, la deformazione cresca con il passare dei minuti, delle ore o degli anni, a seconda del materiale e delle condizioni.
Questi modelli forniscono strumenti fondamentali per ingegneri e scienziati dei materiali, poiché consentono di prevedere e quantificare gli effetti del tempo sui componenti strutturali e sulle prestazioni dei materiali, migliorando l’affidabilità e la sicurezza delle applicazioni reali.
Creep: scorrimento a lungo termine
Il creep, o fluage, è una forma specifica di scorrimento viscoso che si manifesta quando un materiale viene sottoposto a uno sforzo costante per un periodo prolungato, solitamente in condizioni di alta temperatura rispetto alla temperatura di esercizio del materiale. A differenza della deformazione elastica, che è istantanea, il creep è un processo lento e irreversibile, che può compromettere nel tempo l’integrità strutturale dei materiali, anche in assenza di variazioni del carico applicato.
Dal punto di vista fenomenologico, il creep si sviluppa secondo tre fasi distinte:
Creep primario: fase iniziale in cui la velocità di deformazione è elevata ma decresce nel tempo. È caratterizzata da un assestamento strutturale del materiale.
Creep secondario (stazionario): la velocità di deformazione si stabilizza e diventa pressoché costante. Questa è la fase più lunga e significativa per la maggior parte delle applicazioni ingegneristiche.
Creep terziario: la velocità di deformazione accelera rapidamente fino alla rottura del materiale. Questa fase è critica e segna il limite di durata sotto carico.
La curva riportata è una rappresentazione classica del comportamento a creep in funzione del tempo, dove:
Asse verticale (ε): indica la deformazione accumulata;
Asse orizzontale (t): rappresenta il tempo;
La curva stress-time mostra un andamento continuo in tre fasi:

Elastic strain (all’inizio):
Deformazione istantanea che si verifica appena viene applicato il carico. È reversibile.
Primary creep (∂²ε/∂t² < 0):
La deformazione aumenta con velocità decrescente. Il materiale si sta “assestando”, adattandosi allo sforzo.
Secondary creep (∂²ε/∂t² = 0):
La curva è quasi retta: la velocità di creep è costante. È la fase più lunga e tecnicamente importante per il dimensionamento.
Tertiary creep (∂²ε/∂t² > 0):
Accelerazione della deformazione fino al punto di frattura (ε_f). Questa fase è irreversibile e segna la fine della vita utile del materiale.
Il creep è particolarmente rilevante in componenti metallici sottoposti a temperature elevate, come nei motori aeronautici, nelle turbine a gas o nei reattori nucleari, dove anche piccole deformazioni progressive possono causare il cedimento di parti vitali. Ma il fenomeno è osservabile anche in polimeri, materiali geologici (come ghiaccio e rocce nel mantello terrestre), e persino in alcuni materiali biologici.
Materiali soggetti a scorrimento viscoso
I materiali soggetti a scorrimento viscoso sono quelli che, se sottoposti a una sollecitazione di tipo tangenziale (forza di taglio), si deformano in modo continuo nel tempo. Questo fenomeno prende il nome di scorrimento viscoso o fluage e caratterizza i materiali che mostrano un comportamento intermedio tra un solido elastico e un fluido viscoso.
Nei materiali viscosi, la deformazione non è immediata né completamente reversibile come nei solidi elastici, ma avviene lentamente e progressivamente, in funzione del tempo e della grandezza della sollecitazione applicata. Un esempio classico sono i fluidi viscosi, come l’olio o il miele, che fluiscono lentamente quando viene applicata una forza tangenziale. Tuttavia, anche alcuni solidi possono manifestare un comportamento viscoelastico, cioè combinare caratteristiche sia elastiche sia viscose, a seconda delle condizioni di temperatura, pressione e tempo di sollecitazione.
Tra i materiali più noti soggetti a scorrimento viscoso troviamo:
-Polimeri e materie plastiche: soprattutto a temperature elevate, molti polimeri si comportano come materiali viscosi o viscoelastici, mostrando una deformazione progressiva sotto carico costante.
-Metalli a temperature elevate: ad esempio, acciai o leghe metalliche sottoposti a temperature elevate possono deformarsi lentamente sotto carichi costanti, un fenomeno particolarmente importante in ingegneria meccanica e strutturale.
-Materiali geologici: rocce e ghiaccio possono deformarsi nel tempo attraverso un processo di scorrimento viscoso, influenzando fenomeni naturali come la deformazione della crosta terrestre o il movimento dei ghiacciai.
-Materiali amorfi e vetrosi: come il vetro, che a lungo termine può manifestare scorrimento anche se apparentemente rigido.
La caratterizzazione dello scorrimento viscoso si effettua spesso attraverso esperimenti di creep, nei quali un campione viene sottoposto a uno sforzo costante e si misura la deformazione nel tempo. Questo tipo di analisi è cruciale per prevedere il comportamento a lungo termine dei materiali nelle applicazioni industriali, come turbine, strutture portanti, o dispositivi medici.
Pertanto la comprensione di quali materiali siano soggetti a scorrimento viscoso e come si comportano nel tempo è fondamentale per progettare componenti affidabili e sicuri, capaci di resistere alle sollecitazioni in condizioni operative prolungate.
Importanza dello scorrimento viscoso nella progettazione e nei controlli
Lo scorrimento viscoso rappresenta un aspetto cruciale da considerare nella progettazione di componenti e strutture che devono operare in condizioni di carico prolungato nel tempo, specialmente quando sono coinvolti materiali viscoelastici o soggetti a deformazioni lente e progressive.
Quando un materiale è soggetto a sollecitazioni costanti, anche se di entità relativamente bassa, la deformazione viscosa può accumularsi gradualmente, causando modifiche geometriche che influenzano la funzionalità e la sicurezza del componente. Per esempio, in un pezzo metallico ad alta temperatura, lo scorrimento viscoso può portare a una deformazione permanente che, se non prevista, può causare cedimenti strutturali o malfunzionamenti.
Per questo motivo, durante la fase di progettazione, è essenziale:
-Selezionare materiali appropriati tenendo conto del loro comportamento viscoso, soprattutto se il componente è destinato a operare sotto carichi statici o ciclici a lungo termine.
-Incorporare nei modelli di calcolo le proprietà viscoelastiche e le curve di creep, in modo da prevedere con precisione la deformazione nel tempo e dimensionare correttamente la struttura.
-Prevedere margini di sicurezza adeguati, in modo da limitare il rischio di deformazioni eccessive che potrebbero compromettere l’integrità o la funzionalità.
Dal punto di vista dei controlli e della manutenzione, monitorare lo scorrimento viscoso è fondamentale per valutare lo stato di salute di strutture e componenti durante il loro ciclo di vita. Attraverso tecniche di misura specifiche, come il controllo della deformazione residua o l’analisi delle vibrazioni, è possibile individuare l’insorgenza di deformazioni lente e intervenire tempestivamente.
Inoltre, nei materiali soggetti a scorrimento viscoso, i test di creep sono fondamentali per:
-Determinare la durata utile di un componente sotto certe condizioni operative.
-Valutare l’influenza di variabili ambientali, come temperatura e umidità, sul comportamento a lungo termine.
-Ottimizzare i processi di produzione e i trattamenti termici per migliorare la resistenza allo scorrimento viscoso.
Pertanto la corretta valutazione dello scorrimento viscoso garantisce progettazioni più affidabili, previene guasti prematuri e permette una manutenzione mirata, migliorando la sicurezza e la durata dei sistemi ingegneristici.
Applicazioni e casi reali dello scorrimento viscoso
Lo scorrimento viscoso, pur essendo un fenomeno spesso lento e poco visibile nel breve termine, ha un impatto significativo in molteplici settori industriali e scientifici. Comprendere e gestire questo fenomeno è fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata delle strutture e dei dispositivi.
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Ingegneria meccanica e metallurgia
Nei motori a combustione interna, nelle turbine a gas e in altre macchine che operano ad alte temperature, leghe metalliche come gli acciai o le superleghe possono subire scorrimento viscoso sotto carichi statici o ciclici. Un caso emblematico riguarda le pale delle turbine aeronautiche, dove il creep può provocare deformazioni lente che, se non previste, portano a guasti strutturali potenzialmente catastrofici. Per questo motivo, materiali speciali vengono studiati e testati con attenzione per resistere a tali condizioni estreme.
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Industria petrolchimica e materiali polimerici
Le tubazioni in polimeri o materiali compositi usate per il trasporto di fluidi spesso operano sotto pressione e temperature che possono favorire lo scorrimento viscoso. Nel tempo, questo fenomeno può causare allungamenti o deformazioni che compromettono l’integrità del sistema, con rischi di perdita o rottura. Controlli periodici e analisi di creep sono quindi parte integrante dei programmi di manutenzione.
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Edilizia e materiali da costruzione
Anche nel settore delle costruzioni, materiali come il cemento e alcuni tipi di asfalto manifestano un comportamento viscoso a lungo termine. Ad esempio, le travi di cemento armato o le pavimentazioni stradali possono deformarsi lentamente sotto carico costante, causando fessurazioni o cedimenti. La comprensione di questi fenomeni è essenziale per progettare edifici, ponti e infrastrutture con adeguati margini di sicurezza e longevità.
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Geologia e scienze della Terra

Il flusso lento delle rocce e del ghiaccio, noto come creep geologico, influenza importanti fenomeni naturali come la deformazione delle placche tettoniche, la formazione di pieghe e faglie, e il movimento dei ghiacciai. Questi processi avvengono su scale temporali molto lunghe, ma la loro comprensione è fondamentale per valutare rischi sismici, frane e cambiamenti ambientali.
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Esempio concreto: Deformazione delle pale di turbina
Un caso pratico è stato documentato nelle turbine a gas utilizzate nelle centrali elettriche, dove il monitoraggio delle deformazioni da creep ha permesso di anticipare la sostituzione delle pale prima che si verificassero guasti gravi. Attraverso test di laboratorio e simulazioni, è stato possibile migliorare la composizione delle leghe e ottimizzare i trattamenti termici, riducendo significativamente il rischio associato allo scorrimento viscoso.
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il 28 Agosto 2025