Raggi ultravioletti
I raggi ultravioletti sono una forma di radiazione elettromagnetica che si colloca tra la luce visibile e i raggi X nello spettro elettromagnetico. Pur essendo invisibili all’occhio umano, essi esercitano un’influenza profonda su numerosi processi fisici, chimici e biologici. Il loro nome deriva dal latino ultra, che significa “oltre”, ad indicare che si trovano oltre il violetto dello spettro visibile, il colore associato alla più alta frequenza percepibile dalla vista umana.
La scoperta dei raggi ultravioletti si deve al fisico tedesco Johann Wilhelm Ritter, che nel 1801 condusse esperimenti con un prisma per scomporre la luce solare nei suoi colori componenti. Egli pose dei fogli ricoperti di cloruro di argento, una sostanza fotosensibile che si annerisce se esposta alla luce, in diverse zone dello spettro. Ritter notò che l’annerimento era più rapido non nella regione del violetto visibile, ma in una zona immediatamente adiacente, dove l’occhio umano non percepisce luce.
Da ciò dedusse l’esistenza di una forma di radiazione invisibile ma energetica, situata “oltre il violetto”, e la chiamò inizialmente “luce ossidante”, proprio per la sua capacità di provocare reazioni chimiche.
Nel corso del XIX secolo, con lo sviluppo della spettroscopia e della fisica quantistica, la natura dei raggi ultravioletti fu studiata in dettaglio, fino a comprenderne la lunghezza d’onda, l’energia e la capacità di interagire con le molecole. L’invenzione delle lampade al mercurio e, in tempi più recenti, dei LED UV, ha reso possibile la loro produzione artificiale e l’impiego in campi sempre più estesi: dalla disinfezione all’elettronica, dalla medicina alla scienza dei materiali.
Oggi i raggi ultravioletti sono studiati in molte discipline: in chimica per l’analisi spettroscopica, in biologia per la comprensione dei danni al DNA, in astrofisica per lo studio delle stelle calde e nella tecnologia per la fotopolimerizzazione e la sterilizzazione. Tuttavia, proprio per la loro alta energia, essi possono risultare dannosi se non adeguatamente schermati, rendendo necessaria una conoscenza approfondita delle loro proprietà e dei loro effetti.
Caratteristiche e classificazione dei raggi ultravioletti
I raggi ultravioletti sono una porzione dello spettro elettromagnetico che si estende dai circa 10 ai 400 nm, posizionandosi tra la luce visibile (lunghezza d’onda fino a circa 400 nm) e i raggi X (al di sotto dei 10 nm). Hanno una frequenza tra 7.5 · 10¹⁴ Hz e 3 · 10¹⁶ Hz e un’energia fotonica, ovvero l’energia di un fotone pari a E = hν da 3.1 eV a 124 eV considerando le frequenze tipiche dei raggi ultravioletti.

Questo è il motivo per il quale i raggi ultravioletti, che hanno una frequenza minore rispetto alla luce visibile, trasportano più energia e possono provocare danni a molecole biologiche, come il DNA. Per ragioni pratiche, biologiche, mediche e industriali, la radiazione UV viene suddivisa in tre principali bande:
UVA (315–400 nm)
Questa «luce nera» a onde lunghe sfiora i limiti dello spettro visibile. Con un’energia compresa tra 3.10 e 3.94 eV, è la componente più abbondante nella radiazione solare che raggiunge la Terra (circa il 90‑98 %). Essa penetra profondamente nella pelle, contribuendo all’invecchiamento cutaneo e, indirettamente, a danni al DNA tramite la formazione di radicali liberi.
UVB (280–315 nm)
Con energie comprese tra 3.94 e 4.43 eV, queste onde medie sono in parte filtrate dalla fascia di ozono, ma il loro impatto biologico è notevole: responsabili di eritemi, scottature e danni diretti al DNA. Sono inoltre fondamentali per la produzione cutanea di vitamina D
UVC (100–280 nm)
Questa gamma cortissima (energia 4.43–12.4 eV) è definita anche germicida o a onde corte. Tutta assorbita dalla stratosfera, non raggiunge la superficie terrestre. Tuttavia, grazie a sorgenti artificiali come lampade al mercurio o LED UV, l’UVC è impiegato per sterilizzare aria, acqua e superfici, sfruttando la sua capacità di danneggiare in modo irreversibile DNA e RNA dei microrganismi.

Oltre a queste tre principali, esistono anche divisioni più dettagliate dei raggi ultravioletti:
Near UV (NUV, 300–400 nm)
Middle UV (MUV, 200–300 nm)
Far UV (FUV, 200–122 nm)
Vacuum UV (VUV, 200–10 nm)
Extreme UV (EUV, 121–10 nm)
Queste suddivisioni utili in fotonica e spettroscopia, definiscono regioni di interesse per applicazioni scientifiche come l’analisi di superfici, la fotolitografia e l’osservazione astronomica
Raggi ultravioletti e lampade abbronzanti
L’abbronzatura artificiale è ottenuta mediante lampade abbronzanti che emettono raggi ultravioletti, simulando l’azione del sole sulla pelle. Questi dispositivi, utilizzati in lettini e docce solari, emettono principalmente radiazioni UVA, con una piccola percentuale di UVB.
Gli UVA penetrano più in profondità nella pelle e inducono una pigmentazione immediata, mentre gli UVB stimolano la produzione di melanina e favoriscono l’abbronzatura più duratura. Tuttavia, l’azione combinata di questi raggi può anche causare danni cellulari, invecchiamento precoce e, con l’esposizione ripetuta, un aumento del rischio di tumori cutanei.
Le lampade moderne sono regolate da normative europee che ne limitano l’intensità, ma l’uso frequente e prolungato resta controverso dal punto di vista medico. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica i dispositivi per abbronzatura artificiale come cancerogeni per l’uomo (Gruppo 1), alla pari del fumo di tabacco e dell’amianto. Studi scientifici indicano un incremento del rischio di melanoma cutaneo soprattutto se l’esposizione inizia in giovane età.
Malgrado l’effetto estetico immediato, i benefici dell’abbronzatura artificiale sono quindi ampiamente superati dai rischi per la salute. Inoltre, non sostituiscono un’esposizione solare controllata per la sintesi di vitamina D, poiché la quantità di UVB impiegata è troppo bassa per essere efficace in tal senso.
Applicazioni
I raggi ultravioletti vengono utilizzati in una vasta gamma di settori grazie alla loro capacità di trasferire energia, stimolare reazioni chimiche e distruggere microorganismi in modo efficace.
Disinfezione e sterilizzazione
La radiazione UVC (180–280 nm) è impiegata da oltre un secolo per eliminare virus e batteri. Viene usata in ospedali, impianti di trattamento dell’acqua, sistemi di condizionamento dell’aria e persino in piccoli oggetti (come telefoni e spazzolini). Recentemente, robot mobili dotati di lampade UVC sono impiegati per la sanificazione automatica di ambienti o superfici.
Purificazione di acqua e aria
Gli impianti per acque reflue e acque potabili usano UVC per eliminare agenti patogeni senza l’aggiunta di agenti chimici. Alcuni purificatori d’aria combinano tecnologia UVC per ridurre cariche microbiche in spazi chiusi.
Sicurezza, forense e autenticazione
La lampada Black light, nota come lampada di Wood è una sorgente luminosa che emette radiazione elettromagnetiche prevalentemente sotto forma di raggi ultravioletti impiegata per illuminare materiali su cui un tale tipo di radiazione induce effetti di fluorescenza e fosforescenza.

I raggi ultravioletti, in particolare nella banda UVA, trovano applicazioni fondamentali in ambito forense, documentale e bancario. Molti materiali e sostanze, quando colpiti dalla luce UV, emettono una radiazione visibile che consente di rivelarne la presenza anche in tracce minime.
Nel campo forense, la luce UV è utilizzata per individuare fluidi biologici come sangue, saliva o urina su tessuti, pareti o superfici, anche quando non visibili a occhio nudo. Questi fluidi contengono composti che reagiscono alla luce UV emettendo fluorescenza, rendendoli rilevabili durante le indagini. Analogamente, fibre sintetiche, residui di droghe e polvere da sparo possono essere localizzati con metodi simili.
In ambito documentale, molte banconote, passaporti, carte d’identità e documenti ufficiali contengono inchiostri invisibili alla luce ordinaria, ma che si illuminano sotto luce UV con colori ben precisi. Questi elementi di sicurezza, difficili da riprodurre, permettono una verifica rapida dell’autenticità dei documenti. Anche i francobolli da collezione e alcune opere d’arte storiche utilizzano pigmenti sensibili all’UV per garantire l’integrità e l’autenticità dell’oggetto.
Un’applicazione interessante è nel controllo della contraffazione dei prodotti infatti marchi di lusso, cosmetici e dispositivi elettronici inseriscono marcatori UV invisibili sulle confezioni o sui circuiti, che diventano visibili solo con l’illuminazione adeguata, tutelando così consumatori e produttori.
Biologia e agricoltura
In natura, i raggi ultravioletti svolgono un ruolo sorprendentemente importante, specialmente nella comunicazione tra piante e animali. Molti insetti impollinatori, come le api e le farfalle, sono in grado di vedere nello spettro UV e ciò consente loro di percepire dettagli nei fiori invisibili agli esseri umani. Alcuni petali infatti riflettono la luce UV in modo differenziale, disegnando veri e propri “bersagli” luminosi che guidano l’insetto verso il nettare e favoriscono l’impollinazione.
In agricoltura, l’uso dei raggi ultravioletti sta guadagnando interesse soprattutto per applicazioni legate alla protezione delle colture. Studi recenti dimostrano che brevi esposizioni controllate a radiazione UVC possono inibire la crescita di funghi e batteri sulle superfici delle piante, riducendo l’uso di pesticidi. Questa tecnica viene sperimentata in vigneti, serre e colture idroponiche, dove bracci robotici dotati di lampade UV percorrono le file di piante irradiandole in orari notturni per massimizzare l’efficacia del trattamento e minimizzare l’impatto ambientale.
Inoltre, l’esposizione moderata alla luce UV può indurre risposte di difesa nelle piante, come la produzione di antiossidanti o composti fenolici, rendendole più resistenti agli stress ambientali. In sistemi agricoli avanzati, come le serre intelligenti, l’illuminazione UV è dosata con precisione per stimolare la crescita, la fioritura o la produzione di principi attivi in piante officinali e aromatiche.
UV curing
Il UV curing, o polimerizzazione fotoindotta mediante raggi ultravioletti, è una tecnologia avanzata che sfrutta l’energia della radiazione UV per innescare reazioni chimiche rapide, portando alla solidificazione immediata di vernici, adesivi, resine e inchiostri. Questo processo, sviluppatosi negli anni ’60 e diffusosi ampiamente a partire dagli anni ’80, ha rivoluzionato molti settori industriali grazie alla sua velocità, efficienza energetica e basso impatto ambientale.
A differenza dei metodi tradizionali di essiccazione che richiedono calore e tempi lunghi, il UV curing consente una polimerizzazione quasi istantanea in pochi secondi, riducendo i tempi di produzione e aumentando la produttività. I prodotti coinvolti contengono fotoiniziatori, molecole sensibili alla radiazione UV che, una volta attivate, danno inizio alla formazione di legami covalenti tra i monomeri o oligomeri presenti, generando una struttura reticolata solida e resistente.
Le applicazioni spaziano dall’ industria della stampa, dove gli inchiostri UV sono impiegati per ottenere colori brillanti, resistenti al graffio e privi di solventi volatili agli imballaggi alimentari, grazie a vernici UV compatibili con gli standard di sicurezza per superfici non a diretto contatto con il cibo.
Nel settore elettronico tale tipo di polimerizzazione è utilizzata per l’incapsulamento rapido di circuiti stampati e componenti sensibili al calore. In odontoiatria, trova utilizzo nelle resine fotopolimerizzabili per otturazioni e restauri che si induriscono sotto lampade UV in tempi brevissimi. Nell’industria del legno e dell’automotive, l’UV curing è usato per la finitura di superfici con vernici trasparenti durevoli e resistenti all’usura.
L’UV curing è anche al centro dello sviluppo di tecnologie sostenibili, in quanto non richiede solventi e riduce significativamente l’emissione di composti organici volatili (VOC). L’elevata efficienza energetica lo rende un alleato della produzione ecocompatibile, soprattutto se combinato con lampade LED UV, che operano a basse temperature e con lunghissima durata.
Effetti biologici e precauzioni
I raggi ultravioletti, pur avendo molte applicazioni benefiche in medicina, industria e agricoltura, possono esercitare effetti biologici significativi, soprattutto quando l’esposizione è prolungata o non controllata. L’azione dei raggi UV sul corpo umano dipende dalla lunghezza d’onda e dall’intensità dell’esposizione: i raggi UVB e UVC sono i più energetici e quindi anche i più potenzialmente dannosi.

A livello cutaneo, i raggi UVB sono responsabili della sintesi della vitamina D, ma anche delle scottature solari. Un’esposizione eccessiva può danneggiare il DNA delle cellule epiteliali, causando mutazioni e aumentando il rischio di tumori della pelle, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma maligno. Gli UVA, meno energetici ma più penetranti, possono alterare le fibre di collagene e causare invecchiamento cutaneo precoce (fotoaging).
Anche gli occhi sono organi sensibili alla luce UV. Un’esposizione acuta può provocare cheratiti o congiuntiviti attiniche, mentre l’esposizione cronica è associata a cataratta e degenerazione maculare.
Per questi motivi, sono fondamentali alcune precauzioni:
protezione solare: creme con filtri ad ampio spettro UVA/UVB riducono notevolmente i danni cutanei;
indumenti protettivi, cappelli a tesa larga e occhiali da sole con protezione UV certificata sono essenziali in ambienti ad alta esposizione (spiagge, alta quota, saldatura);
In ambito lavorativo o medico, dove si utilizzano lampade a raggi ultravioletti o dispositivi germicidi, è obbligatorio l’uso di barriere fisiche, schermi filtranti o occhiali protettivi specifici.
L’esposizione diretta ai UVC, anche se naturalmente assorbiti dall’atmosfera, è pericolosa: le lampade germicide a 254 nm, ad esempio, devono essere schermate o impiegate in assenza di persone.
Infine, normative internazionali come quelle emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dagli istituti di sicurezza sul lavoro forniscono linee guida dettagliate sull’esposizione ai raggi UV, sia per uso ricreativo che professionale.
Chimicamo la chimica online perché tutto è chimica


il 2 Luglio 2025