Fisica

Onde longitudinali

il 17 Luglio 2025

9 minutes di lettura
onde longitudinali

Le onde longitudinali sono tra le più comuni e importanti modalità con cui l’energia si propaga attraverso la materia. In questo tipo di onda, le particelle del mezzo oscillano nella stessa direzione della propagazione dell’onda, generando sequenze ritmiche di compressioni e rarefazioni. Questo fenomeno, apparentemente semplice, è alla base di processi vitali come la trasmissione del suono e la propagazione di onde sismiche all’interno della Terra.

Sebbene il termine “onda longitudinale” sia di uso moderno, la comprensione intuitiva del fenomeno risale all’antichità. Già Aristotele, nel suo trattato De Anima, ipotizzava che l’aria si muovesse sotto forma di “urti” che si propagano nel mezzo, un’idea che prefigura il concetto di compressione.

Tuttavia, una descrizione scientifica delle onde sonore come perturbazioni longitudinali si deve al lavoro di Isaac Newton, che nel Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica (1687) propose una teoria meccanica del suono fondata sull’idea che l’aria si comporti come un mezzo elastico. Newton fu tra i primi a tentare un calcolo quantitativo della velocità del suono, trattandolo come onda longitudinale in un fluido.

Nel corso del XIX secolo, gli studi di Pierre-Simon Laplace correggeranno l’approccio newtoniano includendo gli effetti della compressione adiabatica, portando a una formula più accurata per la velocità del suono nei gas. Parallelamente, gli sviluppi dell’acustica, della sismologia e della meccanica dei mezzi continui hanno consolidato il concetto di onde longitudinali come categoria distinta e fondamentale nella classificazione dei fenomeni ondulatori.

Oggi, le onde longitudinali non sono solo oggetto di studio teorico, ma costituiscono anche strumenti pratici in ambiti che spaziano dalla diagnostica medica agli studi geofisici. Comprendere il comportamento di queste onde significa esplorare il modo in cui l’energia si trasmette nei materiali, rivelando aspetti profondi della materia stessa.

Definizione di onda longitudinale

Un’onda longitudinale è un tipo di onda meccanica in cui le particelle del mezzo materiale oscillano parallelamente alla direzione di propagazione dell’onda. A differenza delle onde trasversali, nelle quali le particelle si muovono perpendicolarmente rispetto alla direzione del fronte d’onda, le onde longitudinali si propagano attraverso una successione ordinata di compressioni (zone ad alta densità) e rarefazioni (zone a bassa densità).

compressione e rarefazione
compressione e rarefazione

Queste onde non si propagano nel vuoto: richiedono necessariamente un mezzo materiale, sia esso un gas, un liquido o un solido, poiché la loro esistenza dipende dalla forza elastica tra le particelle. Le perturbazioni vengono trasmesse lungo la direzione del moto attraverso il meccanismo di interazione locale: ogni particella, spostandosi temporaneamente dalla sua posizione di equilibrio, esercita una forza sulle particelle adiacenti, inducendo in esse un’oscillazione simile.

Un esempio quotidiano di onda longitudinale è il suono, che si propaga nell’aria sotto forma di vibrazioni compressive dell’aria stessa: quando parliamo, le corde vocali mettono in moto l’aria, creando una sequenza di compressioni e rarefazioni che giunge fino all’orecchio dell’ascoltatore.

Caratteristiche delle onde longitudinali

Le onde longitudinali possiedono tutte le caratteristiche tipiche dei fenomeni ondulatori, ma con specificità che derivano dalla direzione del moto delle particelle. Le principali proprietà fisiche di queste onde includono:

Direzione del moto

Come già evidenziato, nelle onde longitudinali il moto delle particelle avviene nella stessa direzione della propagazione dell’onda. Questo le distingue nettamente dalle onde trasversali, in cui l’oscillazione avviene in direzione ortogonale al fronte d’onda.

Composizione in compressioni e rarefazioni

La propagazione avviene attraverso due regioni alternate:

Compressione: zona in cui le particelle sono più vicine tra loro, con conseguente aumento di pressione e densità.

Rarefazione: zona in cui le particelle sono più distanti, con riduzione di pressione e densità.

Questa alternanza crea un andamento periodico dell’onda che può essere rappresentato graficamente come una variazione sinusoidale della pressione o della densità lungo il mezzo.

Velocità di propagazione

La velocità con cui si propaga un’onda longitudinale dipende dalle proprietà del mezzo: in particolare, dalla modulabilità elastica (capacità del materiale di opporsi alla deformazione) e dalla densità. In un mezzo omogeneo, la velocità v dell’onda longitudinale è data da:
v = √K/ρ

propagazione
propagazione

Dove K è il modulo di compressibilità (o modulo di elasticità volumetrico) e ρ è la densità del mezzo.

Per esempio, il suono si propaga:

-più lentamente nei gas (es. 343 m/s nell’aria a 20°C),
-più rapidamente nei liquidi (es. 1482 m/s nell’acqua),
-ancora più rapidamente nei solidi (oltre 5000 m/s nell’acciaio).

Frequenza, lunghezza d’onda e ampiezza

Le onde longitudinali, come tutte le onde, sono caratterizzate da:

-Frequenza f: numero di oscillazioni per secondo (Hz),
Lunghezza d’onda λ: distanza tra due compressioni consecutive,
Ampiezza A: massimo spostamento delle particelle rispetto alla posizione di equilibrio, proporzionale all’energia trasportata.

Riflessione, rifrazione e interferenza

Anche le onde longitudinali possono dar luogo a:
riflessione incontrando un ostacolo o un’interfaccia tra due mezzi,
rifrazione cambiando direzione e velocità al passaggio in un mezzo diverso,
-interferenza, sommando le loro ampiezze in modo costruttivo o distruttivo.

Questi comportamenti rendono le onde longitudinali oggetto di studio in acustica, sismologia, ingegneria dei materiali e diagnostica medica.

Equazione delle onde longitudinali

Nel contesto della propagazione di onde meccaniche in un mezzo elastico, le onde longitudinali si caratterizzano per l’oscillazione delle particelle del mezzo nella stessa direzione della propagazione dell’onda. Un esempio fondamentale è rappresentato dalle onde sonore, in cui si propagano variazioni di pressione attraverso un mezzo come l’aria, l’acqua o un solido.

Per descrivere matematicamente questo tipo di onde si possono adottare due prospettive equivalenti ma distinte: una basata sul campo di spostamento delle particelle, e l’altra sulla variazione di pressione (o sovrappressione).

Equazione del campo di spostamento

In una onda longitudinale armonica, lo spostamento s(x,t) di una particella rispetto alla posizione di equilibrio in funzione della posizione x e del tempo t, può essere espresso come:
s(x,t) = s0 cos(kx – ωt +ϕ)

Dove:

s0 è l’ampiezza massima dello spostamento,
k = 2π/λ è il numero d’onda
ω = 2πf è la pulsazione angolare
ϕ è la fase iniziale
λ è la lunghezza d’onda
f è la frequenza

Questa funzione descrive un’onda sinusoidale che si propaga lungo l’asse x con velocità costante v.

Equazione dell’onda armonica di pressione

Oltre allo spostamento, l’onda longitudinale si manifesta anche come una variazione periodica della pressione nel mezzo, dovuta all’alternanza di compressioni e rarefazioni. Tale variazione, rispetto alla pressione di equilibrio, viene detta sovrappressione Δp(x,t) ed è anch’essa descritta da un’onda sinusoidale:

Δp(x,t) = Δp0 sin (kx – ωt)
oppure, con fase diversa:
Δp(x,t) = Δp0 cos (kx – ωt)

Questa forma mostra l’alternanza ciclica tra zone di massima pressione (compressione) e minima pressione (rarefazione) lungo la direzione di propagazione.

L’ampiezza della variazione di pressione Δp0 è direttamente collegata alle proprietà del mezzo e all’ampiezza dello spostamento tramite la relazione:
Δp0  = ρvωs0

dove:

ρ è densità del mezzo,
v è la velocità del suono,
ω è la pulsazione angolare,
s0 è l’ampiezza del campo di spostamento

Relazione tra pressione e spostamento

Le onde di pressione e di spostamento sono sfasate di π/2 (90°): il massimo della sovrappressione coincide con il punto in cui la derivata spaziale dello spostamento è massima. Questo legame è formalizzato dalla relazione:

Δp(x,t) = – ρv2 (∂s/∂x)

che evidenzia come il gradiente del campo di spostamento sia responsabile della variazione di pressione. Questo sfasamento è essenziale per comprendere i fenomeni acustici, come interferenza e risonanza.

L’equazione delle onde longitudinali, nelle sue due forme, rappresenta un potente strumento per modellare i fenomeni ondulatori nei mezzi elastici. La forma del segnale, sia esso lo spostamento o la pressione, dipende dalla natura della sorgente, dal mezzo di propagazione e dalle condizioni iniziali.

Nei modelli più avanzati, come nel caso di onde attenuate o dissipative, si introducono anche termini viscosi e termici, ma l’equazione armonica rappresenta il punto di partenza fondamentale per lo studio delle onde sonore e delle vibrazioni nei mezzi continui.

Esempi di onde longitudinali

Le onde longitudinali si manifestano in molti contesti della nostra vita quotidiana e in fenomeni naturali di grande rilevanza. Il caso più noto e studiato è quello delle onde sonore. Quando parliamo, battiamo le mani o suoniamo uno strumento musicale, stiamo generando vibrazioni che si propagano nell’aria sotto forma di onde longitudinali: le particelle del mezzo (in questo caso, le molecole d’aria) oscillano avanti e indietro lungo la stessa direzione in cui si muove l’onda, dando origine a compressioni e rarefazioni che il nostro orecchio percepisce come suoni.

Ma le onde longitudinali non si limitano all’aria. Anche nei liquidi e nei solidi possono propagarsi onde di questo tipo. Ad esempio, il suono si propaga sott’acqua come onda longitudinale, ed è proprio grazie a questa proprietà che animali marini come i delfini e le balene riescono a comunicare a grandi distanze.

onde p
onde p

Nei solidi, invece, le onde longitudinali rappresentano una delle due principali modalità di propagazione dei terremoti: le cosiddette onde P (primarie), che viaggiano più rapidamente rispetto alle onde S (trasversali), sono onde longitudinali. Esse attraversano l’interno della Terra comprimendo e dilatando le rocce lungo la direzione del moto, ed è proprio questo tipo di onda che i sismografi rilevano per primo in caso di evento sismico.

Un altro esempio notevole è costituito dalle onde di pressione che si sviluppano nei tubi e condotti, come nei circuiti idraulici o negli impianti di ventilazione. In questi casi, variazioni di pressione si propagano lungo il tubo e possono essere modellate come onde longitudinali. Perfino nel corpo umano esistono esempi: le onde di pressione nel sangue, ad esempio, sono in parte assimilabili a onde longitudinali che si propagano lungo le arterie durante il battito cardiaco.

onde trasversali e longitudinali
onde trasversali e longitudinali

Infine, anche nel campo delle tecnologie avanzate le onde longitudinali giocano un ruolo cruciale. Le onde ultrasonore utilizzate in diagnostica medica, per esempio, sono onde longitudinali ad alta frequenza che attraversano i tessuti del corpo e vengono riflesse in modo da creare immagini ecografiche. Allo stesso modo, nei test non distruttivi dei materiali, onde longitudinali vengono impiegate per individuare difetti interni senza danneggiare l’oggetto esaminato.

In tutti questi casi, la caratteristica comune è il tipo di propagazione: le particelle del mezzo vibrano parallelamente alla direzione di avanzamento dell’onda, realizzando quella particolare struttura alternata di compressioni e rarefazioni che contraddistingue le onde longitudinali.

Chimicamo la chimica online perché tutto è chimica

Autore