Fisica 14 Luglio 2025 9 min

Onde di Rayleigh

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Le onde di Rayleigh sono un tipo di onde sismiche di superficie che si propagano lungo l’interfaccia tra due mezzi, tipicamente tra la crosta terrestre e l’atmosfera, o tra due solidi con differenti proprietà elastiche. Esse rappresentano una delle principali modalità con cui l’energia si trasmette durante un terremoto e sono responsabili di gran parte dei danni osservati in superficie. A differenza delle onde sismiche di volume, che si propagano attraverso l’interno della Terra come le onde P e S, le onde di Rayleigh sono confinate alla regione vicina alla superficie e decrescono esponenzialmente in ampiezza con la profondità.

Le onde di Rayleigh furono previste teoricamente nel 1885 dal fisico e matematico britannico John William Strutt, meglio conosciuto come Lord Rayleigh, nel corso dei suoi studi sull’elasticità dei solidi. Analizzando le soluzioni delle equazioni elastiche in un mezzo solido semi-infinito, Rayleigh scoprì che potevano esistere onde che si propagavano lungo la superficie senza penetrare in profondità. Queste onde combinano caratteristiche sia delle onde longitudinali (simili alle onde P) sia delle onde trasversali (simili alle onde S), dando luogo a un moto delle particelle che descrive ellissi retrograde rispetto alla direzione di propagazione.

L’importanza delle onde di Rayleigh si estende ben oltre la sismologia. Esse sono fondamentali in geofisica per comprendere la struttura del sottosuolo e sono utilizzate in tecniche di diagnostica non distruttiva per individuare difetti nei materiali solidi. Inoltre, la loro peculiarità di essere legate alle proprietà elastiche superficiali dei materiali le rende oggetto di studio in ingegneria, fisica dei materiali e scienze della Terra.

Descrizione fisica e caratteristiche

Le onde di Rayleigh sono onde elastiche che si propagano lungo la superficie di un solido, come la crosta terrestre, e la loro energia si concentra nelle immediate vicinanze della superficie stessa. Queste onde mostrano un comportamento unico, in quanto combinano il moto delle onde longitudinali e trasversali tipiche delle onde di volume. Le particelle del mezzo attraversato da un’onda di Rayleigh si muovono seguendo traiettorie ellittiche, retrograde rispetto alla direzione di propagazione, ovvero il moto delle particelle avviene in senso opposto al moto dell’onda stessa lungo la superficie.

Dal punto di vista della propagazione, l’ampiezza delle onde di Rayleigh decresce esponenzialmente con la profondità: ciò significa che l’effetto di queste onde si avverte in modo marcato alla superficie e diventa trascurabile a distanze relativamente piccole al di sotto di essa. Questo comportamento le distingue dalle onde P e S, che attraversano il volume del materiale.

propagazione

propagazione

Velocità

La velocità delle onde di Rayleigh dipende dalle proprietà elastiche e dalla densità del materiale in cui si propagano. In generale, la loro velocità è leggermente inferiore a quella delle onde trasversali (onde S) e significativamente inferiore rispetto a quella delle onde longitudinali (onde P). Tipicamente, in un mezzo isotropo e omogeneo come la crosta terrestre, la velocità delle onde di Rayleigh si aggira intorno al 90% della velocità delle onde S.

Un’altra caratteristica distintiva delle onde di Rayleigh è la loro capacità di produrre un movimento combinato verticale e orizzontale del suolo. Questo tipo di movimento è responsabile della sensazione ondulatoria che si percepisce durante un terremoto e dei danni agli edifici e alle infrastrutture, in quanto induce sia forze verticali sia forze orizzontali sulle strutture.

Inoltre, le onde di Rayleigh sono soggette a attenuazione: man mano che si propagano, la loro energia si disperde, sia a causa della geometria della propagazione superficiale sia per l’assorbimento da parte del materiale attraversato. Tuttavia, data la loro natura di onde superficiali, possono percorrere grandi distanze lungo la superficie terrestre prima di esaurirsi completamente, contribuendo alla percezione dei terremoti anche a centinaia di chilometri dall’epicentro.

Velocità

La velocità delle onde di Rayleigh dipende dalle proprietà elastiche e dalla densità del materiale attraverso cui si propagano. In generale, essa è inferiore alla velocità delle onde trasversali (onde S) e molto inferiore a quella delle onde longitudinali (onde P).

Per un mezzo solido omogeneo e isotropo, come una roccia della crosta terrestre, la velocità delle onde di Rayleigh cR ​ si aggira attorno al 90% della velocità delle onde S. Questo valore può variare leggermente in funzione del rapporto tra la velocità delle onde P e quella delle onde S, rapporto che dipende a sua volta dalle caratteristiche elastiche del materiale (moduli di elasticità e densità).

moto ellittico

moto ellittico

Ad esempio, nella crosta terrestre tipica la velocità delle onde:

-P può essere circa 6 km/s,

-S può essere circa 3.5 km/s,

-Rayleigh risulta intorno a 3.1 km/s.

Una caratteristica importante delle onde di Rayleigh è che la loro velocità resta costante per un dato materiale e dipende solo dalle sue proprietà elastiche. Tuttavia, in un ambiente reale come la Terra, dove la struttura è stratificata e complessa, la velocità delle onde di Rayleigh può variare con la profondità e la frequenza dell’onda stessa. Questo fenomeno prende il nome di dispersione: le onde di Rayleigh a frequenze diverse viaggiano a velocità leggermente diverse, perché sondano strati differenti della crosta.

Proprio grazie alla loro velocità relativamente bassa e al movimento ellittico che generano alla superficie, le onde di Rayleigh sono tra le onde sismiche più distruttive: il loro passaggio induce movimenti combinati orizzontali e verticali che mettono a dura prova le strutture edilizie.

Applicazioni geofisiche delle onde di Rayleigh

Le onde di Rayleigh hanno un ruolo fondamentale in geofisica e sismologia, in quanto forniscono preziose informazioni sulla struttura e sulle proprietà dei primi chilometri della crosta terrestre. Grazie al fatto che viaggiano lungo la superficie e decrescono rapidamente in profondità, queste onde sono particolarmente sensibili agli strati più superficiali del suolo e delle rocce.

Studio della struttura crostale e dei sedimenti

Uno degli impieghi principali delle onde di Rayleigh è l’analisi della struttura degli strati superficiali della Terra. Registrando la velocità di propagazione di queste onde a diverse frequenze, i sismologi possono inferire le variazioni della velocità sismica con la profondità. Questa tecnica, nota come analisi dispersione delle onde di superficie, permette di determinare lo spessore e le proprietà elastiche degli strati sedimentari e delle rocce sottostanti. È una metodologia utilizzata, ad esempio, nella progettazione di infrastrutture civili o nella valutazione della pericolosità sismica di un’area.

Sismologia e localizzazione dei terremoti

Le onde di Rayleigh rappresentano una componente significativa dei segnali registrati dai sismografi durante un terremoto. Analizzando queste onde, è possibile ottenere informazioni sia sulla sorgente sismica sia sui percorsi di propagazione lungo la superficie terrestre. Inoltre, la loro ampiezza e durata forniscono indicazioni sulla magnitudo e sull’energia rilasciata dal sisma.

Indagini geotecniche e ingegneria civile

Nell’ingegneria civile, le onde di Rayleigh vengono impiegate per valutare le caratteristiche meccaniche del terreno in fase di progettazione di edifici, ponti e altre opere. Tecniche come il MASW (Multichannel Analysis of Surface Waves) o la SASW (Spectral Analysis of Surface Waves) si basano proprio sull’analisi delle onde di Rayleigh per stimare il modulo di taglio dei terreni e la loro risposta sismica.

Monitoraggio vulcanico e geotermico

Le onde di Rayleigh possono essere utilizzate anche nel monitoraggio di aree vulcaniche e geotermiche. La variazione delle loro velocità e delle loro caratteristiche di propagazione nel tempo può segnalare modifiche nelle condizioni del sottosuolo, come l’aumento della pressione dei fluidi o la formazione di fratture, fornendo indizi utili per valutare possibili eruzioni o variazioni nell’attività geotermica.

Effetti delle onde di Rayleigh sui terremoti

Le onde di Rayleigh sono responsabili di una parte significativa dei danni causati dai terremoti. Dopo che le onde P e S hanno attraversato la crosta terrestre, le onde di superficie come quelle di Rayleigh sono quelle che generano i movimenti più intensi e prolungati alla superficie.

Movimento complesso e distruttivo

Il moto delle particelle indotto da un’onda di Rayleigh è di tipo ellittico retrogrado: in un piano verticale contenente la direzione di propagazione, le particelle si muovono in un’ellisse con componente sia verticale sia orizzontale. Questo movimento complesso fa sì che il terreno venga sollevato e abbassato, ma anche spinto avanti e indietro, in un moto combinato che agisce in modo particolarmente dannoso sugli edifici e sulle infrastrutture. Le fondamenta vengono sollecitate sia in direzione verticale sia orizzontale, aumentando le possibilità di cedimenti strutturali.

Ampiezza e durata del movimento

Le onde di Rayleigh, rispetto alle onde P e S, hanno una velocità inferiore e tendono ad avere un’ampiezza maggiore alla superficie. Inoltre, poiché viaggiano lungo la superficie terrestre, possono trasportare energia sismica su grandi distanze, contribuendo alla durata delle scosse avvertite anche a molti chilometri dall’epicentro. Questo spiega perché, durante un terremoto, le vibrazioni che durano più a lungo e quelle percepite come più distruttive siano spesso legate alle onde di Rayleigh.

Effetti su diversi tipi di terreno

Gli effetti delle onde di Rayleigh sono amplificati in presenza di terreni sciolti o sedimenti poco consolidati. In queste condizioni, il moto ellittico può risultare ancora più marcato, causando fenomeni come liquefazione del suolo, cedimenti delle fondazioni e frane superficiali.

Influenza sulla progettazione antisismica

Proprio per la loro capacità di generare movimenti complessi e prolungati, le onde di Rayleigh rappresentano un fattore chiave nella progettazione antisismica. Le strutture devono essere concepite per resistere non solo alle accelerazioni orizzontali (come quelle generate dalle onde S) ma anche agli effetti combinati e prolungati indotti dalle onde di superficie.

Onde di Rayleigh e onde di Love

tipi di onde

tipi di onde

Le onde di Rayleigh e le onde di Love rappresentano le principali tipologie di onde sismiche di superficie, entrambe responsabili di buona parte dei danni durante un terremoto. Pur viaggiando lungo la superficie terrestre e decrescendo di intensità con la profondità, queste onde si differenziano per il tipo di movimento che inducono nel terreno.

Le onde di Rayleigh generano un moto ellittico retrogrado delle particelle, in un piano verticale contenente la direzione di propagazione; questo moto combina componenti verticali e orizzontali, provocando un sollevamento e abbassamento del terreno associato a uno spostamento avanti e indietro. Le onde di Love, invece, sono caratterizzate da un movimento puramente orizzontale e trasversale rispetto alla direzione di propagazione: le particelle oscillano lateralmente senza componente verticale. Questo fa sì che le onde di Love tendano a produrre un effetto di taglio più netto e siano particolarmente distruttive per le strutture che non sono progettate per resistere a forze orizzontali.

Insieme, le onde di Rayleigh e di Love contribuiscono alla complessità del moto sismico avvertito alla superficie, e la loro analisi consente ai sismologi di ottenere preziose informazioni sulla struttura crostale e sulle proprietà meccaniche dei terreni attraversati.

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