Fisica

Legge del raffreddamento di Newton

il 6 Maggio 2026

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la legge del raffreddamento di Newton

La legge del raffreddamento di Newton afferma che la velocità di variazione della temperatura di un corpo è proporzionale alla differenza tra la sua temperatura e quella dell’ambiente circostante. In altre parole, quanto maggiore è la differenza di temperatura, tanto più rapido sarà lo scambio termico tra il sistema e l’ambiente.

Questa relazione determina la velocità con cui un oggetto si raffredda o si riscalda, descrivendo in modo efficace il processo di interazione termica con l’ambiente. Dal punto di vista matematico, essa conduce alla legge del decadimento esponenziale nel tempo, un comportamento che si ritrova in numerosi fenomeni fisici e ingegneristici, come la scarica di un condensatore e il decadimento radioattivo.

Nel XVIII secolo, Isaac Newton studiò sperimentalmente il raffreddamento di diversi materiali, ponendo le basi di questa legge. Successivamente, lo scienziato Georg Wilhelm Richmann condusse esperimenti sistematici sul raffreddamento di recipienti sferici contenenti acqua a diverse temperature.

Sebbene i suoi studi siano stati realizzati circa cinquant’anni dopo quelli di Newton e in modo indipendente, i risultati ottenuti furono altrettanto significativi e contribuirono in modo sostanziale alla formulazione moderna della legge.

Per questo motivo, in alcuni contesti, in particolare in Russia, la legge è nota anche come legge del raffreddamento di Newton–Richmann, a riconoscimento del contributo di entrambi gli studiosi.

Convezione termica e coefficiente di scambio

La convezione termica è un meccanismo fondamentale di trasferimento di calore nei fluidi ed è onnipresente sia in natura sia nelle applicazioni tecnologiche. Tuttavia, dal punto di vista teorico, è stata a lungo oggetto di dibattito la possibilità di considerarla un meccanismo indipendente, poiché coinvolge simultaneamente fenomeni di conduzione e moto del fluido.

Nella formulazione moderna della legge di raffreddamento di Newton, questo aspetto è sintetizzato attraverso il coefficiente di trasferimento del calore convettivo k, che quantifica il rapporto tra il flusso termico e la differenza di temperatura tra una superficie e il fluido circostante.

Formulazione matematica della Legge del Raffreddamento di Newton

La Legge del Raffreddamento di Newton si esprime come:

dT/dt = – k[T(t)-Ts]

dove:

T(t) è la temperatura del corpo al tempo t

Ts è la temperatura dell’ambiente

k è una costante positiva (dipende da geometria, fluido e condizioni di scambio)

Derivazione della soluzione

Separando le variabili e indicando per comodità T invece che T(t) si ha:

dT/ T-Ts = – kdt

integrando ambo i membri:

∫ dT/ T-Ts ​= ∫−kdt

Si ottiene:
ln ∣T−Ts​∣=−kt+C
dove C è la costante di integrazione

Da cui: T-Ts = C e-kt

Determinazione della costante

Imponendo la condizione iniziale:  per t = 0, T = T0
si ha: T0 -Ts = C

Quindi la soluzione finale è: T(t) = Ts + (T0 -Ts) e-kt

La soluzione mostra che:

-il sistema segue un decadimento esponenziale

-la temperatura si avvicina asintoticamente a Ts

-il parametro k controlla la velocità del processo

Interpretazione fisica e limiti del modello

La legge del raffreddamento di Newton descrive un processo in cui la temperatura di un corpo evolve nel tempo secondo un andamento esponenziale, avvicinandosi progressivamente alla temperatura dell’ambiente circostante.

velocità di raffreddamento
velocità di raffreddamento

Dal punto di vista fisico, ciò implica che la velocità di raffreddamento (o riscaldamento) è massima quando la differenza di temperatura è elevata, mentre diminuisce progressivamente man mano che il sistema si avvicina all’equilibrio termico. Questo comportamento riflette una tendenza naturale dei sistemi fisici a ridurre i gradienti termici, dissipando energia verso l’ambiente.

Un ruolo centrale è svolto dalla costante k, che incorpora le caratteristiche del sistema ovvero proprietà del fluido (viscosità, conducibilità termica), geometria e superficie del corpo e condizioni di moto del fluido (convezione naturale o forzata)

Un valore elevato di k indica uno scambio termico più efficiente, quindi un raffreddamento più rapido.

Ipotesi del modello

Affinché la legge sia valida, è necessario assumere alcune condizioni semplificative:

-Temperatura dell’ambiente costante nel tempo
Uniformità della temperatura all’interno del corpo (assenza di gradienti interni significativi)
-Scambio termico dominato dalla convezione
-Proprietà fisiche del sistema considerate costanti
-Differenze di temperatura moderate

Limiti e campo di validità

Nonostante la sua efficacia, il modello presenta alcuni limiti.

In presenza di irraggiamento termico significativo, la dipendenza dalla temperatura non è più lineare (legge di Stefan-Boltzmann)

Se il corpo è grande o poco conduttivo, possono svilupparsi gradienti termici interni, invalidando l’ipotesi di temperatura uniforme

In condizioni ambientali variabili, la temperatura Ts​ non può essere considerata costante e nei sistemi reali complessi, il coefficiente k può variare nel tempo

Pertanto la legge del raffreddamento di Newton rappresenta un modello semplificato ma estremamente utile, capace di descrivere con buona approssimazione molti fenomeni reali, purché si rispettino le condizioni di validità. La sua forza risiede proprio nel compromesso tra semplicità matematica e significato fisico.

Collegamento con la resistenza termica

La legge può essere interpretata anche in termini di resistenza termica. Infatti, il flusso di calore tra il corpo e l’ambiente può essere espresso come:
Q/t = T – Ts/Rth
dove:

Q/t rappresenta il calore scambiato nell’unità di tempo

T è la temperatura del corpo
Ts​ è la temperatura dell’ambiente
Rth ​ è la resistenza termica

In questo contesto, il coefficiente k della legge di Newton risulta inversamente proporzionale alla resistenza termica quindi in caso di bassa resistenza si ha un alto valore di k e un raffreddamento rapido mentre una elevata alta resistenza termica corrisponde un basso k e un raffreddamento lento

Questa formulazione è particolarmente utile perché permette di trattare lo scambio termico in modo analogo ai circuiti elettrici, semplificando l’analisi di sistemi più complessi.

Collegamento con gli scambiatori di calore

Negli Scambiatori di calore, la legge del raffreddamento di Newton costituisce una base fondamentale per descrivere lo scambio termico tra fluidi e superfici solide.

In questi sistemi il coefficiente k è sostituito o integrato nel coefficiente globale di scambio termico, si considerano configurazioni più complesse (flussi in controcorrente, equicorrente, ecc.) e entrano in gioco anche conduzione e irraggiamento

La legge di Newton rappresenta quindi un modello locale, che viene esteso e generalizzato nelle applicazioni ingegneristiche reali.

Applicazioni pratiche

La Legge del raffreddamento di Newton trova impiego in una vasta gamma di contesti, che spaziano dalla vita quotidiana fino alle applicazioni ingegneristiche più avanzate. La sua efficacia deriva dalla capacità di descrivere in modo semplice l’evoluzione della temperatura nel tempo, rendendola uno strumento utile sia per l’analisi teorica sia per la modellazione di sistemi reali.

Vita quotidiana e fenomeni comuni

Nella vita di tutti i giorni, la legge si manifesta in situazioni molto comuni, come il raffreddamento di una bevanda calda lasciata a temperatura ambiente.

raffreddamento di una bevanda calda
raffreddamento di una bevanda calda

In questi casi, è possibile osservare come la temperatura diminuisca rapidamente nelle fasi iniziali, per poi stabilizzarsi gradualmente avvicinandosi a quella dell’ambiente.

Lo stesso principio si applica alla conservazione degli alimenti e all’efficacia dei contenitori isolanti, nei quali il processo di scambio termico viene rallentato. Anche i sistemi di climatizzazione sfruttano indirettamente questo comportamento, regolando il flusso di calore per mantenere condizioni termiche confortevoli.

Ingegneria termica e progettazione industriale

In ambito ingegneristico, la legge del raffreddamento di Newton assume un ruolo fondamentale nella progettazione e nell’analisi di sistemi in cui il controllo della temperatura è essenziale. Ad esempio, viene utilizzata per studiare il raffreddamento di componenti elettronici, che devono dissipare il calore prodotto durante il funzionamento per evitare danni o perdite di efficienza.

Analogamente, trova applicazione nell’analisi termica di macchinari e strutture, dove è necessario prevedere come varia la temperatura nel tempo.

Negli scambiatori di calore, questa legge costituisce una base teorica importante per descrivere lo scambio di energia tra superfici solide e fluidi, anche se nella pratica viene integrata in modelli più complessi.

Medicina legale

Un’applicazione particolarmente significativa si trova in medicina legale, dove la legge viene utilizzata per stimare il tempo trascorso dal decesso attraverso l’analisi della temperatura corporea, un fenomeno noto come algor mortis.

In queste indagini, la temperatura del corpo viene confrontata con quella dell’ambiente circostante e inserita in un modello matematico per ottenere una stima temporale. Tuttavia, è importante considerare che nella realtà intervengono numerosi fattori, come le condizioni ambientali, l’abbigliamento e le caratteristiche individuali, che richiedono correzioni al modello teorico.

Elettronica e analogie con altri fenomeni fisici

Dal punto di vista teorico, la legge del raffreddamento di Newton presenta una stretta analogia con altri fenomeni caratterizzati da un andamento esponenziale nel tempo.

Un esempio significativo è la scarica di un condensatore in un circuito elettrico, in cui la tensione diminuisce secondo una legge simile a quella della temperatura. Questa analogia permette di utilizzare strumenti matematici comuni e di interpretare i sistemi termici attraverso modelli equivalenti, facilitando l’analisi di configurazioni anche complesse.

Scienze ambientali e geofisica

La legge trova applicazione anche nello studio di fenomeni naturali, come il raffreddamento di corpi d’acqua o lo scambio termico tra il suolo e l’atmosfera.

In questi contesti, pur essendo spesso necessario introdurre correzioni dovute alla variabilità delle condizioni ambientali, il modello fornisce una prima approssimazione utile per comprendere l’evoluzione della temperatura nel tempo. In particolare, risulta efficace nell’analisi di sistemi relativamente semplici o su scale temporali limitate.

Nel complesso, la legge del raffreddamento di Newton si distingue per la sua versatilità, poiché consente di descrivere con un unico modello fenomeni che vanno dalle esperienze quotidiane fino alle applicazioni scientifiche e industriali più avanzate. La sua semplicità matematica, unita a una buona capacità descrittiva, la rende uno strumento fondamentale nello studio dei processi di scambio termico.

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