Generatori termoelettrici
I generatori termoelettrici (TEG, Thermoelectric Generators) sono dispositivi allo stato solido in grado di convertire direttamente il calore in energia elettrica sfruttando l’effetto Seebeck, oppure di trasformare l’energia elettrica in energia termica mediante l’effetto Peltier. Grazie alla loro capacità di recuperare energia da differenze di temperatura, questi sistemi rappresentano una delle tecnologie più promettenti nel campo del recupero energetico e dell’efficienza energetica.
Ogni anno, una quantità enorme di energia viene dispersa sotto forma di calore di scarto. Negli impianti industriali, nei motori a combustione interna, nei sistemi di scarico dei veicoli e perfino nei dispositivi elettronici di uso quotidiano, una parte significativa dell’energia immessa non viene convertita in lavoro utile ma si disperde nell’ambiente.
In molti processi industriali, questa perdita può raggiungere percentuali comprese tra il 20% e il 50% dell’energia totale consumata. I generatori termoelettrici offrono quindi una soluzione particolarmente interessante, poiché consentono di recuperare parte di questo calore residuo e trasformarlo direttamente in elettricità utilizzabile.
Uno degli aspetti più interessanti dei generatori termoelettrici è la loro struttura compatta e priva di componenti meccaniche in movimento. A differenza dei sistemi convenzionali di conversione energetica, i TEG funzionano in modo silenzioso, richiedono una manutenzione minima e presentano generalmente una lunga durata operativa.
Inoltre, non utilizzano fluidi refrigeranti o sostanze chimiche potenzialmente inquinanti, caratteristica che li rende particolarmente adatti allo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili ed ecocompatibili.
Negli ultimi anni, l’interesse verso questi dispositivi è cresciuto notevolmente grazie ai progressi nei materiali semiconduttori e nelle tecnologie di fabbricazione avanzata, tra cui la stampa tridimensionale (3D), la microelettronica basata sul silicio e la serigrafia funzionale. Tali innovazioni stanno aprendo nuove prospettive per l’impiego dei generatori termoelettrici in ambiti che spaziano dall’industria automobilistica all’elettronica indossabile, fino alle applicazioni aerospaziali e alle energie rinnovabili.
Principio di funzionamento dei generatori termoelettrici
Conversione diretta del calore in energia elettrica
I generatori termoelettrici sono dispositivi a semiconduttore allo stato solido capaci di convertire direttamente il calore in energia elettrica continua. Il loro funzionamento si basa sulla presenza di una differenza di temperatura tra due lati del dispositivo: un lato caldo e un lato freddo.
Quando il lato caldo è riscaldato mentre l’altro è mantenuto a temperatura inferiore, all’interno dei materiali semiconduttori si genera un flusso di portatori di carica che produce una differenza di potenziale elettrico. Collegando il sistema a un circuito esterno, tale differenza di potenziale genera una corrente elettrica utilizzabile.
A differenza dei sistemi elettromeccanici tradizionali, i generatori termoelettrici non richiedono turbine, pistoni o altre componenti in movimento. Questa caratteristica li rende particolarmente interessanti per applicazioni che richiedono affidabilità, silenziosità e bassa manutenzione.
La struttura dei moduli termoelettrici
Termocoppie e semiconduttori di tipo p e n
L’elemento fondamentale di un generatore termoelettrico è la termocoppia termoelettrica, costituita da due differenti semiconduttori drogati ovvero un semiconduttore di tipo p e un semiconduttore di tipo n.

I due elementi sono collegati elettricamente in serie mediante sottili connessioni metalliche, mentre termicamente risultano disposti in parallelo. I semiconduttori utilizzati nei moduli TEG sono spesso indicati anche come termoelementi, pellet o pastiglie termoelettriche.
Nei semiconduttori di tipo n i portatori di carica predominanti sono gli elettroni, mentre nei semiconduttori di tipo p predominano le lacune elettroniche. Quando si instaura un gradiente termico, tali portatori migrano dalla zona più calda verso quella più fredda del materiale.
Questa migrazione provoca un accumulo di carica elettrica alle estremità dei semiconduttori, generando una tensione direttamente proporzionale alla differenza di temperatura applicata.
L’effetto Seebeck
Il principio fisico della generazione termoelettrica
Il funzionamento dei generatori termoelettrici si basa principalmente sull’effetto Seebeck, fenomeno fisico che permette la conversione diretta dell’energia termica in energia elettrica.
V =S ΔT
dove:
V rappresenta la tensione generata
S è il coefficiente di Seebeck del materiale
ΔT è la differenza di temperatura tra i due lati del dispositivo.
L’effetto Seebeck deriva dal movimento spontaneo dei portatori di carica all’interno dei semiconduttori sottoposti a gradiente termico. Maggiore è la differenza di temperatura, maggiore sarà la tensione prodotta dal modulo termoelettrico.
Gli effetti termoelettrici
Effetto Seebeck, Peltier e Thomson
L’effetto termoelettrico comprende tre fenomeni fisici correlati:
Effetto Seebeck
Consiste nella produzione di una tensione elettrica a partire da una differenza di temperatura tra due materiali differenti. È il principio utilizzato nei generatori termoelettrici.
Effetto Peltier
Si verifica quando il passaggio di corrente elettrica attraverso l’interfaccia di due materiali provoca assorbimento o rilascio di calore. Questo fenomeno è alla base dei sistemi di raffreddamento termoelettrico.
Effetto Thomson
L’effetto Thomson descrive invece l’assorbimento o la produzione di calore lungo un conduttore attraversato da corrente elettrica in presenza di un gradiente termico.
Questi tre effetti sono strettamente collegati e costituiscono il fondamento della termoelettricità moderna.
Differenza tra TEG e TEC
Generatori termoelettrici e refrigeratori termoelettrici
Un aspetto spesso fonte di confusione riguarda la differenza tra TEG (Thermoelectric Generator) e TEC (Thermoelectric Cooler).
I generatori termoelettrici utilizzano principalmente l’effetto Seebeck per convertire il calore in elettricità, mentre i refrigeratori termoelettrici sfruttano l’effetto Peltier per produrre raffreddamento.
Sebbene entrambe le tecnologie utilizzino materiali semiconduttori simili, i loro obiettivi progettuali sono differenti. I TEG sono progettati per lavorare con elevati gradienti termici e massimizzare la produzione di energia elettrica. I TEC, invece, sono ottimizzati per l’assorbimento e la dissipazione del calore, spesso impiegando strutture ceramiche e connessioni in rame ad alta conducibilità termica.
Di conseguenza, i generatori termoelettrici trovano impiego soprattutto nel recupero del calore di scarto e nella microgenerazione energetica, mentre i TEC vengono utilizzati nei sistemi di raffreddamento elettronico e nelle applicazioni di controllo termico di precisione.
Materiali semiconduttori utilizzati nei generatori termoelettrici
Le prestazioni dei generatori termoelettrici dipendono in larga misura dalle proprietà dei materiali semiconduttori impiegati nei moduli TEG. La ricerca nel campo della termoelettricità si concentra infatti sullo sviluppo di materiali capaci di combinare elevata conducibilità elettrica, bassa conducibilità termica e un elevato coefficiente di Seebeck.
L’obiettivo è massimizzare la cosiddetta figura di merito termoelettrica, indicata con il parametro ZT che rappresenta una misura dell’efficienza con cui un materiale può convertire il calore in energia elettrica dato da:

dove:
S è il Coefficiente di Seebeck che misura la capacità di un materiale di generare una tensione elettrica quando è soggetto a un gradiente di temperatura (Unità: V/K (volt per kelvin)
T è la temperatura assoluta media del materiale durante il funzionamento
σ è la conducibilità elettrica Unità: S/m (siemens per metro)
λ è la conducibilità termica totale, cioè la capacità del materiale di trasportare calore Unità: W/(m·K)
Un valore elevato di ZT indica migliori prestazioni termoelettriche e maggiore efficienza nella conversione energetica. Fin dagli anni Cinquanta, la ricerca scientifica ha identificato alcune classi di materiali particolarmente promettenti per questo tipo di applicazioni.
Le leghe a base di tellururo di bismuto
Tra i materiali termoelettrici più importanti figurano le leghe basate sul tellururo di bismuto (Bi2Te3). Negli anni ’50 si scoprì che queste leghe possedevano valori di ZT prossimi a 1 a temperatura ambiente, risultato estremamente significativo per l’epoca e ancora oggi rilevante nel settore della termoelettricità.
Le leghe appartenenti al gruppo 15 e 16 della Tavola Periodica, in particolare quelle ottenute combinando Bi2Te3 con elementi come antimonio e selenio, continuano a rappresentare i materiali più utilizzati nei generatori termoelettrici operanti vicino alla temperatura ambiente. Questi semiconduttori vengono impiegati sia nei sistemi di recupero del calore sia nei dispositivi di refrigerazione termoelettrica grazie al loro buon equilibrio tra conducibilità elettrica e proprietà termiche.
Materiali per temperature moderate ed elevate
Per applicazioni caratterizzate da temperature più elevate vengono utilizzati materiali differenti. Uno dei più studiati è il tellururo di piombo (PbTe), considerato per molti anni il principale materiale termoelettrico per intervalli di temperatura compresi tra circa 600 e 800 K.
Il PbTe ha trovato impiego soprattutto nei generatori termoelettrici destinati al recupero del calore industriale e nelle applicazioni energetiche ad alta temperatura. Negli ultimi decenni sono state sviluppate numerose varianti drogate di questo materiale nel tentativo di migliorarne ulteriormente le prestazioni termoelettriche.
Parallelamente, sono stati studiati sistemi più complessi come le leghe PbTeAg, i materiali GeTe−AgSbTe2 noti come TAGS e i composti PbTe−AgSbTe2, progettati per ottimizzare il trasporto elettronico e ridurre la conducibilità termica del reticolo cristallino.
Le leghe silicio-germanio
Un’altra importante classe di materiali termoelettrici è rappresentata dalle leghe silicio-germanio (SixGe1−x). Questi materiali formano una soluzione solida completa con struttura cristallina cubica di tipo diamante e risultano particolarmente stabili alle alte temperature.
Le leghe silicio-germanio vengono utilizzate soprattutto in applicazioni superiori a 1000 K, comprese alcune tecnologie aerospaziali e sistemi energetici destinati ad ambienti estremi. Grazie alla loro elevata stabilità termica e meccanica, tali materiali hanno avuto un ruolo importante anche nei generatori termoelettrici impiegati nelle missioni spaziali.
Nuovi materiali termoelettrici ad alte prestazioni
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di materiali termoelettrici innovativi con valori di ZT sempre più elevati. Grande attenzione è stata dedicata ai cosiddetti materiali PGEC (Phonon Glass Electron Crystal), progettati per comportarsi come un vetro nei confronti dei fononi, limitando quindi la conduzione termica, ma mantenendo al tempo stesso buone proprietà di trasporto elettronico.
Un altro importante filone di ricerca riguarda i materiali nanostrutturati del sistema Ag-Pb-Sb-Te, spesso indicati con l’acronimo LAST (Lead-Antimony-Silver-Telluride). L’introduzione di nanostrutture all’interno del materiale consente infatti di ostacolare il trasporto del calore senza compromettere significativamente la mobilità dei portatori di carica, migliorando così l’efficienza complessiva dei moduli termoelettrici.
Le nanotecnologie hanno quindi aperto nuove prospettive nella progettazione di semiconduttori termoelettrici, favorendo lo sviluppo di sistemi a bassa dimensionalità e materiali compositi avanzati.
Ossidi termoelettrici e composti half-Heusler
Oltre ai materiali tradizionali, sono stati studiati anche ossidi semiconduttori e composti intermetallici avanzati come gli half-Heusler, materiali ternari con formula generale XYZ, nei quali X e Y sono spesso metalli di transizione o terre rare mentre Z appartiene al blocco p della tavola periodica.
Per molto tempo gli ossidi sono stati considerati materiali termoelettrici poco efficienti a causa della loro ridotta conducibilità elettrica. Tuttavia, la scoperta delle proprietà termoelettriche del composto stratificato NaxCoO2 ha modificato profondamente questa visione.
Questo materiale ha infatti mostrato simultaneamente un’elevata potenza termoelettrica e una resistività relativamente bassa, attirando grande interesse nella comunità scientifica. Da allora gli ossidi termoelettrici stratificati sono diventati un importante settore di ricerca per lo sviluppo di generatori termoelettrici più efficienti, stabili e resistenti alle alte temperature.
Efficienza dei generatori termoelettrici
Il significato dell’efficienza nei generatori termoelettrici
L’efficienza dei generatori termoelettrici rappresenta uno degli aspetti più critici della tecnologia TEG, poiché determina la quantità di energia elettrica effettivamente ricavabile a partire da una differenza di temperatura. A differenza dei sistemi di conversione tradizionali, basati su cicli termodinamici macroscopici, i dispositivi termoelettrici operano attraverso fenomeni legati al trasporto di carica nei semiconduttori. Questo implica che la conversione diretta del calore in elettricità è fortemente dipendente dalle proprietà intrinseche dei materiali utilizzati.
In termini termodinamici, l’efficienza di un generatore termoelettrico è sempre inferiore al rendimento di Carnot, che rappresenta il limite teorico massimo per qualsiasi macchina termica. Tuttavia, nei dispositivi reali, il rendimento effettivo è molto più basso e dipende in modo determinante dal valore della figura di merito termoelettrica ZT, oltre che dalle condizioni operative.
Il ruolo della figura di merito ZT
L’efficienza dei generatori termoelettrici è strettamente legata alla figura di merito ZT, che sintetizza in un unico parametro le proprietà elettriche e termiche del materiale. Un valore elevato di ZT indica che il materiale è in grado di convertire in modo più efficace il gradiente di temperatura in energia elettrica, riducendo al contempo le perdite energetiche interne.
All’aumentare di ZT, il comportamento del materiale si avvicina progressivamente a quello ideale, in cui il trasporto di carica è efficiente mentre la conduzione del calore è minimizzata. Questo equilibrio è difficile da ottenere, poiché le proprietà fisiche coinvolte sono spesso interdipendenti e tendono a influenzarsi reciprocamente in modo opposto.
Fattori che influenzano le prestazioni energetiche

L’efficienza di un generatore termoelettrico non dipende esclusivamente dal materiale semiconduttore, ma anche da una serie di fattori legati alla progettazione del dispositivo e alle condizioni operative. La differenza di temperatura tra i due lati del modulo rappresenta il parametro più importante, poiché determina direttamente l’intensità del gradiente termico disponibile per la conversione energetica.
Un ruolo altrettanto significativo è svolto dalle resistenze termiche e elettriche interne. Perdite di energia possono verificarsi sia per dissipazione Joule nel trasporto degli elettroni, sia per conduzione termica indesiderata che tende a ridurre il gradiente di temperatura tra le giunzioni. Anche la qualità delle interfacce tra i materiali e la geometria del modulo influenzano in modo significativo le prestazioni complessive.
Limiti intrinseci della tecnologia
Nonostante i progressi nella scienza dei materiali, i generatori termoelettrici presentano ancora un’efficienza relativamente bassa rispetto ad altre tecnologie di conversione energetica. Questo limite è dovuto principalmente alla difficoltà di ottimizzare simultaneamente le proprietà elettriche e termiche dei semiconduttori, poiché un miglioramento della conducibilità elettrica tende spesso ad aumentare anche la conducibilità termica.
Inoltre, le perdite dovute alla dissipazione del calore e le restrizioni legate alla stabilità dei materiali alle alte temperature rappresentano ulteriori fattori che limitano il rendimento complessivo. Anche il costo dei materiali avanzati contribuisce a ridurre la diffusione su larga scala della tecnologia.
Strategie di miglioramento dell’efficienza
La ricerca attuale si concentra sul superamento di questi limiti attraverso lo sviluppo di materiali nanostrutturati e sistemi compositi in grado di disaccoppiare le proprietà elettriche e termiche. L’obiettivo è aumentare il valore di ZT senza compromettere la stabilità del materiale.
Parallelamente, grande attenzione viene rivolta all’ingegnerizzazione dei dispositivi, con particolare enfasi sulla riduzione delle perdite termiche e sull’ottimizzazione delle interfacce. L’uso di architetture multilayer, materiali a bassa dimensionalità e tecniche di fabbricazione avanzate sta contribuendo a migliorare progressivamente le prestazioni dei generatori termoelettrici.
Prospettive future dei generatori termoelettrici
Le prospettive future dei generatori termoelettrici sono strettamente legate allo sviluppo di nuovi materiali con valori di ZT significativamente superiori a quelli attuali. Un incremento anche modesto dell’efficienza potrebbe rendere questa tecnologia altamente competitiva in settori strategici come il recupero del calore industriale, l’automotive e l’elettronica distribuita.
In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità energetica, i generatori termoelettrici rappresentano una soluzione potenzialmente fondamentale per la valorizzazione del calore disperso, trasformando una perdita energetica in una risorsa utile.
Applicazioni dei generatori termoelettrici
Recupero del calore di scarto nei processi industriali
Una delle applicazioni più rilevanti dei generatori termoelettrici riguarda il recupero del calore di scarto industriale, una risorsa energetica spesso sottovalutata ma estremamente abbondante. In numerosi processi produttivi, come quelli metallurgici, chimici e cementifici, una parte significativa dell’energia viene dispersa sotto forma di calore non utilizzato.

I moduli termoelettrici consentono di intercettare parte di questa energia termica e convertirla direttamente in elettricità, contribuendo a migliorare l’efficienza complessiva degli impianti. Questo approccio si inserisce pienamente nelle strategie di efficienza energetica e decarbonizzazione industriale, riducendo il fabbisogno energetico complessivo e le emissioni associate.
Applicazioni nel settore automobilistico
Nel settore dei trasporti, i generatori termoelettrici trovano un impiego particolarmente interessante nel recupero del calore prodotto dai gas di scarico dei motori a combustione interna. Una parte consistente dell’energia contenuta nei carburanti viene infatti dispersa sotto forma di calore attraverso il sistema di scarico.
L’integrazione di moduli TEG nei veicoli consente di convertire parte di questa energia dispersa in elettricità, che può essere utilizzata per alimentare sistemi ausiliari come sensori, climatizzazione o elettronica di bordo. In prospettiva, questa tecnologia può contribuire a migliorare l’efficienza dei veicoli ibridi e ridurre il consumo di carburante, favorendo una maggiore sostenibilità del settore automotive.
Utilizzo dei generatori termoelettrici in ambito aerospaziale
I generatori termoelettrici hanno un ruolo storico e strategico nelle applicazioni aerospaziali, in particolare nei sistemi di alimentazione delle sonde spaziali e dei dispositivi operanti in ambienti estremi. In questi contesti, l’energia termoelettrica è spesso utilizzata in combinazione con sorgenti radioattive per la produzione continua di elettricità, attraverso i cosiddetti sistemi RTG.
La loro affidabilità, l’assenza di parti mobili e la capacità di operare in condizioni ambientali estreme rendono i TEG particolarmente adatti alle missioni di lunga durata nello spazio profondo, dove altre tecnologie di generazione energetica non sarebbero praticabili.
Elettronica, sensori e dispositivi a bassa potenza
Con la crescente diffusione dell’elettronica miniaturizzata e dei sistemi distribuiti, i generatori termoelettrici stanno trovando spazio anche in applicazioni a bassa potenza. In particolare, sono utilizzati per alimentare sensori autonomi, dispositivi wireless e sistemi appartenenti all’ecosistema dell’Internet of Things.
In questi casi, la capacità dei TEG di generare energia a partire da piccole differenze di temperatura consente di realizzare dispositivi autoalimentati, riducendo o eliminando la necessità di batterie. Questo aspetto è particolarmente importante in contesti in cui la sostituzione delle batterie è difficile o costosa.
Applicazioni biomedicali e dispositivi indossabili
Un ulteriore ambito di grande interesse è quello biomedicale, dove i generatori termoelettrici possono sfruttare il calore corporeo per alimentare dispositivi indossabili o impiantabili. La differenza di temperatura tra la superficie della pelle e l’ambiente circostante è infatti sufficiente, in alcuni casi, a generare una quantità utile di energia.
Questa caratteristica apre la strada allo sviluppo di sensori biomedici autonomi, dispositivi per il monitoraggio continuo dei parametri vitali e tecnologie indossabili che non richiedono ricarica esterna. La possibilità di utilizzare una fonte energetica naturale e costante rappresenta un vantaggio significativo per la medicina personalizzata.
Prospettive nelle energie rinnovabili e nei sistemi ibridi
Infine, i generatori termoelettrici stanno assumendo un ruolo crescente anche nel contesto delle energie rinnovabili. Possono essere integrati in sistemi ibridi, ad esempio in combinazione con impianti solari termici o fotovoltaici, per recuperare ulteriori frazioni di energia altrimenti disperse.
In questo scenario, i TEG non rappresentano una fonte primaria di energia, ma una tecnologia complementare in grado di aumentare l’efficienza complessiva dei sistemi energetici. Il loro contributo è particolarmente rilevante in un’ottica di ottimizzazione del rendimento globale e riduzione degli sprechi energetici, elementi chiave della transizione verso un modello energetico più sostenibile.
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il 17 Maggio 2026