Fisica

Galvanometro

il 12 Novembre 2025

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galvanometro

Il galvanometro è uno strumento elettromagnetico di misura utilizzato per rilevare e quantificare piccole correnti elettriche in un circuito. Si tratta di un dispositivo sensibile capace di trasformare la corrente elettrica che lo attraversa in un movimento meccanico misurabile, fornendo così un’indicazione visiva della presenza e dell’intensità della corrente.

Il termine galvanometro ha un’origine storica: deriva dal nome del medico e fisico italiano Luigi Galvani, le cui ricerche sull’elettricità biologica, alla fine del XVIII secolo, posero le basi per lo sviluppo degli strumenti di misura elettrici. Nelle sue prime versioni, il galvanometro era infatti un semplice rilevatore di corrente che permetteva di capire se una corrente stesse fluendo in un circuito e in quale direzione, più che di misurarne con precisione il valore numerico.

Nel modello classico a bobina mobile, la corrente elettrica attraversa una bobina avvolta su un nucleo leggero, sospesa in un campo magnetico generato da un magnete permanente. L’interazione tra il campo magnetico e la corrente produce una coppia di forze che fa ruotare la bobina (o, in alcuni casi, un ago magnetico), provocando uno spostamento proporzionale all’intensità della corrente. Questo spostamento viene indicato da un ago su una scala graduata, consentendo di rilevare anche variazioni molto deboli di corrente.

Con il passare del tempo, il galvanometro ha assunto un ruolo centrale nello sviluppo dell’elettromagnetismo e dell’elettronica di misura, costituendo la base per strumenti più evoluti come gli amperometri e i voltmetri analogici. Ancora oggi, pur essendo stato in gran parte sostituito da dispositivi digitali, il principio di funzionamento del galvanometro continua a essere fondamentale per comprendere il comportamento dei circuiti elettrici e le forze elettromagnetiche in gioco.

Funzionamento e componenti 

Sebbene esistano diverse tipologie di galvanometri, tutte condividono una struttura di base e lo stesso principio fisico di funzionamento: la trasformazione di una corrente elettrica in un movimento meccanico misurabile, attraverso l’interazione tra corrente e campo magnetico.

Un galvanometro tipico è costituito dai seguenti elementi principali:

parti del galvanometro
parti del galvanometro

Bobina mobile

Costituisce l’elemento fondamentale dello strumento. Si tratta di un avvolgimento di filo conduttore sottile, spesso in rame, attraverso il quale circola la corrente da misurare. La bobina è sospesa in un campo magnetico uniforme generato da un magnete permanente.

Molla di richiamo

Collega la bobina al sistema di supporto e fornisce una forza elastica che si oppone alla rotazione. Questa forza permette di raggiungere un equilibrio stabile, in modo che la deviazione angolare della bobina sia proporzionale all’intensità della corrente.

Ago o indice: è collegato alla bobina e indica la deviazione sulla scala graduata, consentendo la lettura del valore corrispondente. Nei modelli più antichi, invece dell’ago si utilizzava uno specchietto che rifletteva un raggio luminoso su una scala, aumentando la sensibilità dello strumento.

Magnete permanente

Genera il campo magnetico in cui è immersa la bobina. L’interazione tra il campo magnetico e la corrente elettrica produce una coppia elettromagnetica, responsabile della rotazione della bobina.

Scala graduata

Posta sul quadrante dello strumento, mostra l’intensità della corrente elettrica in unità relative o assolute, a seconda della calibrazione del galvanometro.

Il funzionamento del galvanometro si basa sulla forza magnetica che agisce sulla bobina percorsa da corrente.
Quando la corrente fluisce, la bobina tende a ruotare nel campo magnetico: maggiore è la corrente, più intensa è la coppia torcente che ne deriva, e quindi maggiore è l’angolo di rotazione dell’ago o della bobina.
La molla di richiamo si oppone a questo movimento fino a raggiungere una posizione di equilibrio, in cui la coppia magnetica e la coppia elastica si bilanciano. L’angolo di deviazione risultante diventa così una misura diretta dell’intensità della corrente nel circuito.

In sintesi, il galvanometro trasforma una grandezza elettrica (la corrente) in una grandezza meccanica (una rotazione misurabile), rendendo possibile il rilevamento di correnti estremamente deboli con grande sensibilità e precisione.

Tipi di galvanometri

Esistono diversi tipi di galvanometri, ciascuno sviluppato per esigenze di misura specifiche e basato su varianti del medesimo principio fisico: l’interazione tra corrente elettrica e campo magnetico che genera una forza di rotazione.

Galvanometro a bobina mobile

È il tipo più comune e diffuso nei laboratori e negli strumenti analogici.
In questo modello, una bobina di filo conduttore leggero è sospesa in un campo magnetico uniforme prodotto da un magnete permanente. Quando la corrente attraversa la bobina, essa è soggetta a una coppia elettromagnetica che la fa ruotare.
L’angolo di rotazione è proporzionale all’intensità della corrente, e il movimento viene trasmesso a un ago indicatore che si sposta su una scala graduata.
Questo tipo di galvanometro è apprezzato per la sua elevata sensibilità, la precisione nella misura e la stabilità del campo magnetico, motivo per cui costituisce la base di strumenti come microamperometri e voltmetri analogici.

Galvanometro a magnete mobile

Galvanometro a magnete mobile
Galvanometro a magnete mobile

Nel galvanometro a magnete mobile, la configurazione è invertita: è il magnete permanente a muoversi all’interno di una bobina fissa percorsa da corrente.
Il passaggio della corrente genera un campo magnetico variabile che interagisce con il magnete mobile, provocandone la rotazione.

Questa rotazione è proporzionale alla corrente elettrica e viene convertita in una lettura tramite un ago o un sistema ottico.
Rispetto al tipo a bobina mobile, questo strumento presenta una costruzione più semplice, ma in genere una minore sensibilità, rendendolo adatto a misure meno delicate o a strumenti di controllo rapidi.

Galvanometro balistico

balistico
balistico

Il galvanometro balistico è un modello particolare, progettato non per misurare una corrente continua, ma per determinare la quantità totale di carica elettrica che attraversa il circuito in un intervallo di tempo molto breve.

È quindi impiegato per correnti impulsive o transitorie, ad esempio nello studio della scarica di condensatori o nella misura dell’induzione elettromagnetica.
La deviazione dell’ago in questo caso è proporzionale alla carica totale che ha attraversato la bobina durante l’impulso.
Grazie alla sua capacità di misurare eventi rapidi, il galvanometro balistico è utilizzato in esperimenti di laboratorio e nella ricerca elettrotecnica.

Per facilitare il confronto tra le diverse configurazioni, la seguente tabella riassume i principi di funzionamento, le caratteristiche principali e le applicazioni tipiche dei principali tipi di galvanometro. Questa sintesi consente di cogliere rapidamente le differenze costruttive e funzionali che rendono ciascun modello adatto a specifici ambiti di misura.

Tabella – Confronto tra i principali tipi di galvanometro

Tipo Funzionamento Caratteristiche principali Applicazioni tipiche
A bobina mobile La corrente nella bobina produce una rotazione proporzionale all’intensità Alta sensibilità e precisione; risposta lineare Misura di correnti deboli; base per amperometri e voltmetri
A magnete mobile Il campo generato dalla corrente fa ruotare un magnete mobile Struttura semplice; sensibilità inferiore Misure rapide e strumenti portatili
Balistico La deviazione è proporzionale alla carica totale dell’impulso Adatto a correnti impulsive; richiede taratura accurata Esperimenti di laboratorio e misure transitorie

Uso del galvanometro nella misura della corrente

Il galvanometro è uno strumento estremamente sensibile, in grado di rilevare correnti elettriche di piccola intensità, spesso dell’ordine di microampere. Tuttavia, per poter misurare correnti più elevate, come quelle normalmente presenti nei circuiti elettrici, è necessario adattarlo opportunamente, trasformandolo in un amperometro o in un voltmetro, a seconda dell’uso previsto.

Trasformazione in amperometro

trasformazione in voltmetro e amparometro
trasformazione in voltmetro e amperometro

Per la misura di correnti relativamente grandi, il galvanometro viene collegato in parallelo con una resistenza di shunt, ossia una resistenza a basso valore ohmico che devia la maggior parte della corrente dal galvanometro stesso.
In questo modo, solo una piccola frazione della corrente totale attraversa lo strumento, evitando danni al suo meccanismo e consentendo comunque di ottenere una misura precisa.

Trasformazione in voltmetro

Per misurare una differenza di potenziale (tensione), il galvanometro viene invece collegato in serie con una resistenza aggiuntiva di valore elevato, detta resistenza moltiplicatrice.
In questo modo, la corrente che attraversa il galvanometro è proporzionale alla tensione applicata tra i terminali dello strumento.
L’entità della resistenza aggiunta determina la portata in volt dello strumento, e la calibrazione della scala permette di leggere direttamente la tensione corrispondente.

Funzione di rilevamento

Oltre alla misura quantitativa, il galvanometro può essere impiegato come rilevatore di corrente per stabilire se un circuito è chiuso o aperto, o per determinare la direzione del flusso di corrente.
Nei laboratori di fisica, ad esempio, viene spesso utilizzato in esperimenti con il ponte di Wheatstone o misure di resistenza, dove è sufficiente osservare la deviazione dell’ago per valutare l’equilibrio del circuito.

Grazie a opportuni accorgimenti circuitali, il galvanometro può quindi assumere diverse funzioni: da semplice indicatore di corrente a strumento di misura preciso per tensioni e intensità, confermando la sua versatilità e importanza storica nella strumentazione elettrica.

Applicazioni pratiche del galvanometro

Il galvanometro ha rappresentato, fin dalle origini dell’elettromagnetismo, uno strumento fondamentale per la misura e il controllo della corrente elettrica. La sua capacità di rilevare correnti debolissime lo ha reso indispensabile in numerosi ambiti sperimentali e tecnologici, oltre che nella progettazione di strumenti di misura più complessi.

  1. Laboratori di fisica ed elettronica

Nei laboratori didattici e di ricerca, il galvanometro è impiegato per rilevare piccole correnti e verificare l’equilibrio dei circuiti elettrici.
È un componente essenziale in esperimenti con ponti di Wheatstone, misure di resistenza e verifiche di legge di Ohm, poiché permette di osservare visivamente la presenza e la direzione del flusso di corrente.
La sua alta sensibilità consente di rilevare differenze minime, facilitando l’analisi di fenomeni elettrici con elevata precisione.

  1. Strumenti di misura analogici

Molti strumenti analogici, come amperometri, voltmetri e ohmmetri, si basano sul principio del galvanometro a bobina mobile.
In questi dispositivi, la corrente elettrica provoca la rotazione di un ago indicatore che mostra il valore misurato su una scala graduata.
Nonostante la diffusione degli strumenti digitali, i misuratori analogici basati su galvanometri restano utili per la valutazione qualitativa di un segnale, grazie alla loro risposta immediata e continua nel tempo.

  1. Telegrafia e comunicazioni

Storicamente, il galvanometro ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della telegrafia elettrica.
Nei primi sistemi di trasmissione, il galvanometro a specchio permetteva di rilevare impulsi elettrici deboli provenienti da grandi distanze, convertendoli in deviazioni luminose visibili su una scala.
Questo principio fu alla base delle prime comunicazioni telegrafiche transatlantiche nel XIX secolo, dimostrando la straordinaria sensibilità dello strumento.

  1. Applicazioni industriali e di controllo

In ambito industriale, i galvanometri trovano impiego in strumenti di regolazione e monitoraggio dei processi elettrici, specialmente dove è necessario osservare in tempo reale le variazioni di corrente.
Sono stati utilizzati, ad esempio, nei sistemi di misura delle batterie, nei controlli di motori elettrici e nei dispositivi di protezione contro sovracorrenti.

  1. Tecnologie ottiche e laser

Una particolare evoluzione del principio del galvanometro è presente nei galvanometri ottici o laser, impiegati per deflettere fasci luminosi con estrema precisione.
In questi dispositivi, piccoli motori galvanometrici controllano la posizione di specchi mobili, utilizzati in scanner laser, stampanti, strumenti di misura tridimensionale e apparecchiature biomedicali.
Si tratta di una moderna reinterpretazione del principio originario, applicato in un contesto ad alta tecnologia.

Pertanto il galvanometro non è soltanto uno strumento storico della misura elettrica, ma una tecnologia versatile che, evolvendosi, ha trovato spazio in numerosi campi scientifici e industriali, mantenendo inalterato il suo valore come rilevatore preciso e affidabile di corrente elettrica.

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