Fisica

Fluidi newtoniani: esempi e applicazioni

il 9 Maggio 2025

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fluidi newtoniani

I fluidi newtoniani rappresentano una categoria fondamentale nella meccanica dei fluidi, caratterizzati da un comportamento lineare e prevedibile sotto l’azione di forze esterne. Prendono il nome dal fisico inglese Isaac Newton, che nel XVII secolo formulò una legge empirica per descrivere la relazione tra la forza applicata a un fluido e la sua velocità di deformazione.

I fluidi newtoniani sono caratterizzati da un comportamento particolarmente semplice e lineare: la resistenza che essi oppongono al flusso, nota come viscosità, rimane costante indipendentemente dal tipo di sollecitazione cui sono sottoposti che li rende estremamente utili come modello teorico e punto di riferimento per confrontare i comportamenti di fluidi più complessi

Pertanto si possono definire fluidi newtoniani quei fluidi per i quali la loro viscosità resta costante indipendentemente dal tasso di deformazione. Questo comportamento ideale è molto utile sia dal punto di vista teorico che applicativo. Infatti, sebbene in natura e nell’industria esistano numerosi materiali complessi che si discostano da questa descrizione, i fluidi newtoniani forniscono un modello di riferimento di estrema importanza.

Acqua, aria e molti oli leggeri sono esempi di fluidi che, in condizioni normali, si comportano come newtoniani, permettendo l’uso di equazioni semplificate nella progettazione di impianti, macchinari, dispositivi medici e molto altro.

Definizione e legge di Newton per la viscosità

I fluidi newtoniani sono descritti dalla legge di viscosità di Newton, secondo la quale lo sforzo di taglio τ è direttamente proporzionale al gradiente di velocità chiamato anche velocità di taglio du/dy nella direzione perpendicolare alla direzione del flusso:
τ =μ du/dy

In questa equazione, μ rappresenta la viscosità dinamica, costante per i fluidi newtoniani. Tale relazione indica che la resistenza al moto all’interno del fluido è proporzionale alla velocità relativa tra le sue particelle. Questa linearità consente di modellare il comportamento del fluido in modo analitico e computazionale con alta precisione.

Esempi di fluidi newtoniani

Numerosi fluidi comunemente presenti in natura e utilizzati in ambito industriale si comportano come fluidi newtoniani, purché siano mantenuti entro specifici intervalli di temperatura e pressione. Un esempio tipico è rappresentato dall’acqua, che costituisce non solo la base di riferimento per numerose grandezze fisiche, ma è anche uno dei fluidi più abbondanti e studiati. L’acqua si comporta in modo rigorosamente newtoniano in condizioni ambientali, con una viscosità ben definita e costante.

esempi
esempi

Anche i gas ideali, come l’aria, il biossido di carbonio e l’azoto, rientrano nel comportamento newtoniano a basse pressioni e temperature moderate. Questi gas, fondamentali nei processi atmosferici e industriali, presentano una viscosità che dipende dalla temperatura ma che, a parità di condizioni, non varia con la velocità di deformazione.

Tra i liquidi organici, l’etanolo, il metanolo e altri alcoli leggeri si comportano anch’essi come fluidi newtoniani. Questi solventi trovano largo impiego in laboratorio e nell’industria chimica, dove la prevedibilità del loro comportamento reologico agevola la progettazione dei processi.

In ambito lubrificante, molti oli minerali leggeri e oli sintetici presentano comportamento newtoniano entro un determinato intervallo termico. A temperature elevate o in presenza di additivi, tuttavia, tali oli possono deviare dal comportamento ideale. È quindi essenziale definire con precisione le condizioni operative per garantire l’aderenza al modello newtoniano.

Questi esempi evidenziano come il concetto di fluido newtoniano non sia solo una costruzione teorica, ma rappresenti una realtà concreta nella descrizione di molti materiali di uso quotidiano e tecnologico.

Criteri sperimentali per identificare un fluido newtoniano

L’identificazione sperimentale di un fluido newtoniano si basa sulla misurazione della relazione tra sforzo di taglio e gradiente di velocità. In laboratorio, un fluido newtoniano mostra un comportamento lineare: lo sforzo è direttamente proporzionale alla velocità di deformazione.

gradiente di velocità
gradiente di velocità

Gli strumenti principali sono i reometri rotazionali, strumenti che consenteno la misura delle proprietà reologiche di sistemi allo stato liquido (liquidi puri o loro miscele) e di fluidi strutturati quali, per esempio, sospensioni, emulsioni, soluzioni polimeriche, che applicano una velocità angolare nota a una geometria di misura (come cilindri concentrici o piatti paralleli) e rilevano la coppia necessaria per mantenere il moto. Una curva sforzo-deformazione lineare indica un comportamento newtoniano.

Anche la viscosimetria capillare è utile per valutare la viscosità: si osserva il tempo di scorrimento del fluido attraverso un capillare sotto forza di gravità. Tuttavia, questa tecnica è meno indicata per analizzare fluidi con comportamenti non lineari o viscosità variabile.

Confronto con i fluidi non newtoniani

A differenza dei fluidi newtoniani, i fluidi non newtoniani, noti anche come fluidi viscoelastici, presentano una relazione non lineare tra lo sforzo di taglio e il tasso di deformazione. In questi fluidi, la viscosità può variare con la velocità di deformazione, il tempo o la storia di sollecitazione. Alcuni esempi includono:

Pseudoplastici

La loro viscosità diminuisce all’aumentare della velocità di taglio. Questa proprietà fa sì che i fluidi pseudoplastici presentino una viscosità inferiore a velocità di taglio più elevate e una viscosità superiore a velocità di taglio più basse.

Un esempio di fluido pseudoplastico è costituito dal dentifricio che presenta un’elevata viscosità ovvero una bassa velocità di taglio quando viene estruso. Tuttavia, quando si spazzola, la viscosità del dentifricio diminuisce e scorre più facilmente a causa della forza di taglio esercitata dal movimento dello spazzolino.

Dilatanti

Al contrario, questi fluidi detti anche fluidi di Bingham, aumentano la loro viscosità con l’aumentare dello sforzo di taglio. Una miscela di acqua e amido di mais, nota come oobleck, è un esempio classico che si comporta come un liquido a riposo ma diventa solida sotto impatto.

Tissotropici

La loro viscosità diminuisce nel tempo sotto sforzo costante e ritorna allo stato iniziale una volta cessato lo sforzo. Sono comunemente utilizzati nell’industria edile ad esempio, cementi liquidi, calcestruzzo liquido, fluidi di perforazione), in applicazioni industriali (ad esempio, fanghi, vernici e nell’industria alimentare ad esempio, latticini liquidi, ketchup. Applicazioni correlate includono alcune forme di colate di fango e detriti, fanghi di depurazione pastosi e alcuni impianti di trattamento delle acque reflue.

Reopessici

Presentano un aumento della viscosità nel tempo quando sottoposti a sforzo costante, un comportamento meno comune ma rilevante in alcuni processi industriali come soluzioni colloidali di anidride vanadica o sospensioni di bentonite.

Il confronto sottolinea l’importanza dei fluidi newtoniani come modello semplificato ma potente per la descrizione di molti fenomeni, pur riconoscendo i limiti di tale modello in contesti più complessi.

Applicazioni dei fluidi newtoniani

Un esempio importante dell’applicazione dei fluidi newtoniani nello scambio termico risiede nei sistemi di raffreddamento elettronici. Questi fluidi, rappresentati da sostanze come acqua o olio, dissipano efficacemente il calore generato dai componenti elettronici attraverso la circolazione all’interno del sistema di raffreddamento. I fluidi newtoniani svolgono un ruolo fondamentale come agenti di scambio termico negli scambiatori di calore, in cui una serie di tubi facilita lo scambio di energia termica tra due fluidi separati da una parete conduttiva.

Inoltre, nell’ambito dei processi industriali, i fluidi newtoniani trovano utilità in serbatoi di miscelazione e reattori per compiti che vanno dal trasferimento di calore tra diverse fasi al mantenimento di temperature uniformi all’interno del recipiente. Il comportamento costante e la bassa viscosità dei fluidi newtoniani li rendono eccezionalmente efficaci nel mediare lo scambio termico in diverse applicazioni.

Analisi di sistemi

I fluidi newtoniani, per la loro semplicità teorica e comportamentale, rappresentano un pilastro fondamentale nella progettazione e nell’analisi di sistemi fluidodinamici. La loro capacità di rispondere agli sforzi in modo prevedibile e lineare consente agli ingegneri, ai fisici e ai chimici di modellare con precisione numerosi processi reali. In ingegneria meccanica e civile, ad esempio, i fluidi newtoniani vengono utilizzati come base per dimensionare reti di tubazioni e pompe centrifughe dove il controllo della perdita di carico e del trasferimento termico è cruciale.

Nel campo dell’aerodinamica, l’aria — trattata come fluido newtoniano a basse velocità e condizioni standard — è studiata per prevedere la distribuzione delle pressioni e delle forze su superfici aerodinamiche come le ali degli aerei o le pale delle turbine eoliche. La semplicità del modello newtoniano permette simulazioni numeriche affidabili e meno onerose dal punto di vista computazionale.

In ambito biomedico, nonostante la complessità del sangue, il plasma sanguigno in condizioni di bassa concentrazione eritrocitaria si comporta come fluido newtoniano, facilitando lo studio dei flussi ematici in microcanali e dispositivi medicali. Anche nella chimica industriale e nella farmaceutica, molti solventi organici impiegati come mezzi di reazione o veicoli per la somministrazione di principi attivi mostrano comportamento newtoniano, rendendo più semplice la loro gestione nei reattori e nelle pipeline di trasporto.

Queste applicazioni evidenziano come i fluidi newtoniani, pur rappresentando un modello idealizzato, trovino ampia rispondenza nella pratica, fungendo da punto di riferimento imprescindibile per lo sviluppo di tecnologie affidabili ed efficienti.

Meccanica dei fluidi

I fluidi newtoniani rappresentano un concetto chiave nella meccanica dei fluidi e costituiscono un riferimento fondamentale per lo studio e la modellazione dei fenomeni reologici. La linearità che caratterizza il loro comportamento consente di applicare con efficacia modelli matematici semplificati, rendendo questi fluidi strumenti ideali per l’analisi teorica e per la progettazione pratica in molteplici ambiti scientifici e tecnologici.

Sebbene nella realtà molti materiali esibiscano caratteristiche non newtoniane, la comprensione approfondita dei fluidi newtoniani è indispensabile per affrontare con rigore anche i casi più complessi.

Attraverso l’esame delle proprietà, degli esempi concreti, dei criteri sperimentali di identificazione e delle applicazioni pratiche, emerge chiaramente l’importanza dei fluidi newtoniani per ottimizzare un processo industriale, modellare un flusso aerodinamico o interpretare un comportamento biologico. La loro conoscenza non solo arricchisce il bagaglio teorico del fisico o dell’ingegnere, ma rappresenta anche un passo cruciale verso la padronanza dei più complessi sistemi fluidodinamici del mondo reale.

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