Fisica

Fissione nucleare

il 11 Giugno 2026

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fissione nucleare

La fissione nucleare è il processo mediante il quale il nucleo di un atomo pesante si divide in due o più nuclei più piccoli, liberando una grande quantità di energia e producendo ulteriori particelle, come neutroni, particelle alfa, particelle beta e raggi gamma. Questo fenomeno rappresenta uno dei processi più importanti della fisica nucleare moderna ed è alla base del funzionamento delle centrali nucleari e delle armi atomiche.

La fissione è considerata un particolare processo di decadimento radioattivo, poiché comporta la trasformazione di nuclei instabili in nuclei più leggeri e generalmente più stabili. L’energia liberata durante la divisione del nucleo deriva dalla conversione di una piccola quantità di massa in energia, secondo la relazione di Einstein:

E = mc2

La scoperta della fissione nucleare avvenne presso l’Istituto Kaiser Wilhelm per la Chimica nel dicembre del 1938. Bombardando nuclei di uranio con neutroni, il chimico Otto Hahn e il suo collaboratore Fritz Straßmann osservarono la formazione di isotopi radioattivi del bario, risultato del tutto inatteso per l’epoca. Grazie a sofisticati metodi di separazione chimica, i due scienziati dimostrarono che il nucleo dell’uranio si era effettivamente spezzato.

Un ruolo fondamentale nella ricerca fu svolto anche da Enrico Fermi che, già nel 1934, aveva condotto importanti esperimenti sull’irradiazione dell’uranio con neutroni, gettando le basi teoriche e sperimentali per la successiva scoperta della fissione nucleare.

Struttura del nucleo atomico

Per comprendere il fenomeno della fissione nucleare è necessario analizzare la struttura dell’atomo. Ogni atomo è costituito da un nucleo centrale estremamente piccolo e denso, attorno al quale si muovono gli elettroni. Sebbene il nucleo occupi una porzione minima del volume atomico, esso contiene quasi tutta la massa dell’atomo.

All’interno del nucleo si trovano i protoni, dotati di carica elettrica positiva, e i neutroni, privi di carica elettrica. Protoni e neutroni sono indicati complessivamente con il termine nucleoni.

Le forze all’interno del nucleo

Nel nucleo atomico agiscono forze molto intense. I protoni, avendo la stessa carica positiva, tenderebbero naturalmente a respingersi a causa della forza elettrostatica. Tuttavia il nucleo rimane stabile grazie all’azione della forza nucleare forte, una delle interazioni fondamentali della natura.

La forza nucleare forte agisce a distanze estremamente ridotte ed è sufficientemente intensa da mantenere uniti protoni e neutroni. L’equilibrio tra forza nucleare forte e repulsione elettrostatica determina la stabilità del nucleo.

Isotopi e stabilità nucleare

Gli atomi di uno stesso elemento possiedono sempre lo stesso numero di protoni, mentre il numero di neutroni può variare. Atomi con uguale numero atomico ma differente numero di neutroni vengono definiti isotopi.

Alcuni isotopi sono stabili, mentre altri risultano instabili o radioattivi. Nei nuclei molto pesanti, come quelli dell’uranio o del plutonio, l’equilibrio interno è più fragile e il nucleo può diventare suscettibile alla fissione.

Nuclei pesanti e fissione nucleare

I nuclei degli elementi pesanti contengono un elevato numero di protoni e neutroni. In queste condizioni la repulsione elettrostatica tra protoni aumenta considerevolmente e la stabilità nucleare diminuisce.

Quando un nucleo pesante assorbe un neutrone, può deformarsi fino a raggiungere una configurazione instabile. Il nucleo tende allora a spezzarsi in frammenti più piccoli, liberando energia e ulteriori neutroni. Questo processo costituisce il principio fondamentale della fissione nucleare.

Energia del legame nucleare

L’energia di legame nucleare rappresenta una delle grandezze fondamentali della fisica nucleare ed è essenziale per comprendere il fenomeno della fissione. Quando protoni e neutroni liberi si uniscono formando un nucleo atomico, la massa del nucleo ottenuto risulta inferiore alla somma delle masse dei singoli nucleoni. Questa differenza prende il nome di difetto di massa.

La massa mancante ovvero il difetto di massa non scompare, ma è convertita in energia secondo la relazione di Einstein. L’energia liberata durante la formazione del nucleo viene definita energia di legame nucleare. Essa corrisponde anche all’energia che sarebbe necessaria per separare completamente il nucleo nei suoi protoni e neutroni costituenti.

Stabilità dei nuclei atomici

energia di legame per nucleone in funzione del numero di nucleoni
energia di legame per nucleone in funzione del numero di nucleoni

L’energia di legame costituisce un indicatore diretto della stabilità di un nucleo. In generale, maggiore è l’energia di legame per nucleone, maggiore sarà la stabilità nucleare. Nei nuclei stabili l’energia di legame media assume valori intorno a circa 8 MeV per nucleone.

Analizzando l’andamento dell’energia di legame per nucleone in funzione del numero di massa, si osserva un rapido incremento per gli elementi leggeri, seguito da un lento declino nei nuclei più pesanti. Il massimo della stabilità nucleare si colloca in prossimità dei nuclei con numero di massa intorno a 56, come il ferro e il nichel.

Energia di legame e fissione nucleare

Nei nuclei molto pesanti, come uranio e plutonio, l’energia di legame per nucleone risulta inferiore rispetto a quella dei nuclei di massa intermedia. Di conseguenza, tali nuclei possono raggiungere una configurazione energeticamente più stabile dividendosi in nuclei più piccoli.

Questo processo di frammentazione prende il nome di fissione nucleare. Durante la fissione, i frammenti prodotti possiedono una maggiore energia di legame per nucleone rispetto al nucleo originario. La differenza di energia viene quindi liberata sotto forma di energia cinetica, radiazione e neutroni.

Origine dell’energia liberata nella fissione nucleare

L’enorme quantità di energia prodotta dalla fissione deriva proprio dalla differenza tra l’energia di legame del nucleo iniziale e quella dei nuclei finali. Una piccola perdita di massa viene trasformata in una quantità enorme di energia.

Per questo motivo la fissione nucleare è uno dei processi energetici più intensi conosciuti e rappresenta il principio fisico alla base della produzione di energia nelle centrali nucleari.

Caratteristiche della fissione nucleare

Distribuzione della massa dei frammenti

La fissione nucleare è un processo di natura fortemente statistica. Quando un nucleo pesante si divide, i frammenti prodotti non sono sempre gli stessi, ma possono assumere differenti combinazioni di massa e carica. Ogni evento di fissione segue quindi un comportamento probabilistico, nel quale ogni possibile prodotto di fissione possiede una determinata probabilità di formazione, definita resa di fissione.

La distribuzione dei frammenti dipende dal nucleo che subisce la fissione e dal tipo di perturbazione che innesca il processo, come l’assorbimento di neutroni termici o di neutroni veloci. In genere la scissione produce due frammenti principali di massa diversa, spesso caratterizzati da un elevato eccesso di neutroni.

Emissione di neutroni

Uno degli aspetti fondamentali della fissione nucleare è l’emissione di neutroni liberi. I frammenti generati risultano infatti fortemente ricchi di neutroni e tendono a raggiungere una configurazione più stabile espellendo uno o più neutroni quasi istantaneamente.

L’emissione avviene in tempi estremamente brevi, dell’ordine di 10-16 s

I neutroni emessi svolgono un ruolo essenziale perché possono colpire altri nuclei fissili, provocando nuove fissioni e dando origine alla reazione nucleare a catena.

Energia liberata nella fissione nucleare

La fissione nucleare è accompagnata dal rilascio di enormi quantità di energia. Tale energia deriva dalla differenza di massa tra il nucleo iniziale e i prodotti finali della reazione.

Un tipico evento di fissione libera mediamente circa 200 MeV pari a circa 3.2 × 10⁻¹¹ joule

Circa l’80% dell’energia è trasferita sotto forma di energia cinetica dei frammenti di fissione, mentre il resto è associato all’emissione di neutroni, raggi gamma ed energia di eccitazione nucleare.

L’energia prodotta dalla fissione è enormemente superiore a quella delle reazioni chimiche: per unità di massa, una reazione di fissione può liberare circa un milione di volte più energia rispetto alla combustione dei combustibili tradizionali.

Barriera di fissione

Sebbene i nuclei pesanti possiedano grandi quantità di energia potenziale, la fissione non avviene automaticamente in tutti i casi. Esiste infatti una barriera di fissione, cioè un’energia minima necessaria affinché il nucleo possa deformarsi e spezzarsi.

barriera di fissione
barriera di fissione

Questa barriera nasce dall’equilibrio tra due effetti opposti: da un lato la forza nucleare forte, che tende a mantenere compatto il nucleo, e dall’altro la repulsione elettrostatica tra protoni, che tende a separarlo.

Secondo la meccanica quantistica, alcuni nuclei possono attraversare questa barriera anche senza possedere l’energia necessaria, grazie al fenomeno dell’effetto tunnel. Per questo motivo alcuni isotopi molto pesanti possono andare incontro a fissione spontanea.

Nuclei fissili e nuclei fissionabili

I nuclei coinvolti nei processi di fissione possono essere distinti in base alla facilità con cui subiscono la scissione.

I nuclei fissili, come l’uranio-235, possono subire fissione anche assorbendo neutroni molto lenti o privi di energia cinetica significativa. L’assorbimento del neutrone è sufficiente a portare il nucleo oltre la barriera di fissione.

I nuclei fissionabili, come l’uranio-238, richiedono invece neutroni più energetici. In questo caso il neutrone incidente deve fornire ulteriore energia cinetica affinché il nucleo possa superare la barriera di fissione e dividersi.

Esempi di fissione nucleare

Un esempio fondamentale di fissione nucleare è quello dell’uranio-235. Quando questo isotopo assorbe un neutrone lento, il nucleo diventa instabile e si divide in due frammenti principali, liberando energia e ulteriori neutroni.

Una possibile reazione di fissione può essere rappresentata in forma semplificata come:

U-235 + n → Ba-141 + Kr-92 + 3 n + energia

fissione nucleare dell'uranio-235
fissione nucleare dell’uranio-235

Tuttavia, è importante sottolineare che questa equazione non rappresenta un’unica possibilità. La fissione dell’uranio-235 non segue un percorso deterministico, ma è governata da una distribuzione statistica dei prodotti di fissione.

Natura statistica della fissione

L’equazione di fissione non è quindi univoca: a seconda dell’evento specifico, il nucleo può frammentarsi in combinazioni diverse di isotopi. Ciò significa che non è possibile prevedere con precisione quali prodotti verranno generati in un singolo evento.

In generale, però, le leggi di conservazione impongono vincoli fondamentali. In ogni reazione nucleare si conservano il numero totale di protoni e neutroni, la carica elettrica totale e l’energia complessiva del sistema

Per questo motivo, pur variando i prodotti, la somma delle masse e delle cariche rimane sempre bilanciata.

Distribuzione dei prodotti di fissione nucleare

I frammenti prodotti dalla fissione dell’uranio-235 tendono a concentrarsi attorno a due intervalli di massa principali: uno vicino a circa 90–100 e l’altro vicino a 130–145. Per questo motivo, oltre al bario e al kripton, possono formarsi anche isotopi di stronzio, cesio, iodio e xenon.

prodotti di fissione
prodotti di fissione

Un’altra possibile reazione rappresentativa è:

U-235 + n → Sr-94 + Xe-140 + 2 n + energia

Queste diverse possibilità mostrano chiaramente la natura probabilistica del processo.

Difetto di massa ed energia liberata

In tutte le reazioni di fissione si osserva una piccola differenza tra la massa iniziale e la massa dei prodotti finali. Questa differenza, chiamata difetto di massa, viene convertita in energia. È proprio questa conversione che spiega l’elevata energia liberata nei processi di fissione.

Decadimenti dei prodotti di fissione nucleare

I frammenti generati dalla fissione sono generalmente ricchi di neutroni e quindi instabili. Per raggiungere configurazioni più stabili, essi subiscono successivi decadimenti radioattivi, in particolare decadimenti beta.

Ad esempio, isotopi del bario e del kripton possono trasformarsi in elementi più stabili come neodimio e ittrio attraverso emissione di elettroni e antineutrini. Durante questi processi vengono spesso emessi anche raggi gamma.

Radioattività e stabilizzazione

I prodotti di fissione sono inizialmente altamente radioattivi, ma la loro attività diminuisce nel tempo attraverso una serie di decadimenti successivi. Questo processo di stabilizzazione può richiedere tempi molto variabili, da secondi fino a migliaia di anni, a seconda degli isotopi coinvolti e dai loro tempi di dimezzamento

Reazioni a catena

Una reazione a catena nucleare si verifica quando i neutroni prodotti da un evento di fissione sono in grado di innescare ulteriori fissioni in altri nuclei fissili. In questo modo, un singolo evento iniziale può generare una sequenza di reazioni successive, che si auto-sostengono nel tempo.

Nel caso della fissione dell’uranio-235, ogni evento di fissione libera in media 2–3 neutroni, i quali possono colpire altri nuclei di combustibile e provocare nuove scissioni.

Condizioni per la propagazione

Affinché una reazione a catena possa mantenersi, è necessario che almeno uno dei neutroni prodotti riesca a causare una nuova fissione. Questo dipende da diversi fattori, tra cui la geometria del materiale, la sua purezza e la probabilità di interazione dei neutroni con i nuclei fissili.

Quando il numero medio di fissioni generate da ogni evento rimane costante nel tempo, la reazione è detta critica. Se invece diminuisce, il processo si arresta; se aumenta, la reazione diventa rapidamente incontrollata.

Tipi di reazione a catena

Una reazione a catena può assumere tre regimi fondamentali. Nel regime subcritico, il numero di neutroni diminuisce progressivamente e la reazione si estingue, in quello critico, la produzione e la perdita di neutroni si equilibrano, permettendo un rilascio di energia stabile e controllato. Nel regime supercritico, invece, il numero di neutroni cresce rapidamente, causando un aumento esponenziale delle fissioni.

Controllo nelle centrali nucleari

Nelle centrali nucleari la reazione a catena è mantenuta in condizioni critiche controllate. Questo avviene attraverso l’uso di materiali assorbitori di neutroni, come il boro o il cadmio, inseriti nelle cosiddette barre di controllo.

La regolazione della posizione di queste barre permette di modulare il numero di neutroni disponibili e di controllare la potenza del reattore.

Reazioni a catena e rilascio di energia

La grande importanza della reazione a catena risiede nella possibilità di liberare enormi quantità di energia in modo continuo. Ogni evento di fissione contribuisce al successivo, generando un processo moltiplicativo che, se controllato, può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica.

Se il processo non è controllato, la crescita rapida del numero di fissioni porta a un rilascio di energia estremamente elevato in tempi molto brevi.

Produzione di energia nelle centrali nucleari

La produzione di energia nelle centrali nucleari si basa sul controllo della fissione nucleare all’interno di un reattore. Il combustibile, costituito principalmente da isotopi fissili come l’uranio-235, subisce una reazione a catena controllata che libera una grande quantità di energia sotto forma di calore.

Questo calore non viene utilizzato direttamente, ma trasferito a un fluido refrigerante che ha il compito di trasportarlo verso i sistemi di conversione energetica.

Il ruolo del reattore nucleare

Il cuore della centrale è il reattore nucleare, progettato per mantenere la reazione a catena in condizioni stabili e sicure. All’interno del reattore, il combustibile è disposto in modo tale da favorire l’interazione con i neutroni e garantire una distribuzione uniforme della fissione.

La potenza del reattore è regolata attraverso sistemi di controllo che assorbono parte dei neutroni prodotti, evitando che la reazione diventi troppo rapida o instabile.

Trasferimento del calore e produzione di vapore

L’energia liberata dalla fissione si trasforma in energia cinetica dei frammenti nucleari, che si converte in calore all’interno del combustibile e del materiale circostante.

Questo calore è trasferito a un fluido, spesso acqua, che circola nel circuito primario del reattore. In molte tipologie di impianti, l’acqua viene mantenuta ad alta pressione per evitare l’ebollizione nel reattore stesso.

Successivamente, il calore è ceduto a un secondo circuito in cui l’acqua è trasformata in vapore ad alta energia.

Conversione in energia elettrica

Il vapore prodotto è indirizzato verso una turbina, dove la sua energia termica si trasforma in energia meccanica di rotazione. La turbina è collegata a un alternatore che converte il moto rotatorio in energia elettrica.

Questo processo segue lo stesso principio delle centrali termoelettriche convenzionali, con la differenza che la fonte di calore non è la combustione di combustibili fossili, ma la fissione nucleare.

Efficienza e densità energetica

Una delle caratteristiche più rilevanti dell’energia nucleare è la sua altissima densità energetica. Una quantità relativamente piccola di combustibile è in grado di produrre un’enorme quantità di energia rispetto alle fonti tradizionali.

Questo rende le centrali nucleari particolarmente efficienti dal punto di vista del consumo di combustibile, pur richiedendo sistemi complessi di sicurezza e gestione.

Sistemi di sicurezza e contenimento

Le centrali nucleari sono progettate con molteplici barriere di sicurezza. Il reattore è racchiuso in strutture di contenimento che hanno lo scopo di isolare l’ambiente esterno da eventuali rilasci di materiale radioattivo.

Sistemi di raffreddamento e controllo sono fondamentali per evitare surriscaldamenti e mantenere stabile la reazione a catena.

La produzione di energia nelle centrali nucleari rappresenta una delle applicazioni più importanti della fissione nucleare. Essa consente di ottenere grandi quantità di energia elettrica con emissioni di gas serra molto ridotte, ma richiede al contempo tecnologie avanzate, elevati standard di sicurezza e una gestione rigorosa dei materiali radioattivi.

Vantaggi e svantaggi della fissione nucleare

La fissione nucleare rappresenta una delle fonti energetiche più potenti mai sviluppate dall’uomo, ma al tempo stesso è anche una delle più controverse. Il suo utilizzo implica infatti un equilibrio delicato tra elevata produzione di energia, impatto ambientale ridotto in termini di emissioni dirette e, dall’altro lato, rischi tecnologici e gestione dei rifiuti radioattivi.

Vantaggi energetici e ambientali della fissione nucleare

Uno dei principali vantaggi della fissione nucleare è la sua straordinaria densità energetica. Una piccola quantità di combustibile fissile è in grado di produrre una quantità di energia enormemente superiore rispetto ai combustibili fossili. Questo rende le centrali nucleari particolarmente efficienti dal punto di vista del consumo di materia prima.

Un ulteriore vantaggio riguarda le basse emissioni di gas serra durante il funzionamento degli impianti. A differenza delle centrali a carbone o a gas, la produzione di energia nucleare non comporta emissioni dirette significative di anidride carbonica, contribuendo potenzialmente alla riduzione dell’impatto climatico del settore energetico.

Svantaggi e rischi tecnologici della fissione nucleare

Uno dei principali aspetti della fissione nucleare riguarda la complessità degli impianti e la necessità di sistemi di controllo estremamente sofisticati per mantenere la reazione a catena in condizioni stabili.

Il rischio di incidenti, sebbene raro grazie alle moderne tecnologie di sicurezza, ha conseguenze potenzialmente molto gravi. Eventi come quelli avvenuti a Černobyl‘ e a Fukushima hanno mostrato come la perdita di controllo del reattore possa portare a contaminazioni ambientali estese e a lungo termine.

Scorie nucleari

Uno degli aspetti più critici della fissione nucleare è rappresentato dalla produzione di scorie radioattive che devono essere isolate e confinate in strutture progettate per garantire la sicurezza su scale temporali estremamente lunghe. La gestione delle scorie richiede quindi soluzioni ingegneristiche avanzate e una pianificazione che supera di gran lunga la scala temporale delle infrastrutture convenzionali.

Il problema non è soltanto tecnico, ma anche sociale e politico, poiché implica la responsabilità di mantenere la sicurezza dei depositi per generazioni future.

I rischi associati alla sicurezza degli impianti e soprattutto la gestione delle scorie radioattive rendono l’utilizzo della fissione nucleare oggetto di un dibattito aperto tra sostenibilità, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale.

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