Fisica

Equazione di Young-Dupré

il 10 Giugno 2026

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Equazione di Young-Dupré

L’equazione di Young-Dupré rappresenta uno dei fondamenti della fisica delle superfici e della teoria dei fenomeni capillari, poiché descrive l’equilibrio di bagnatura di una goccia liquida su una superficie solida. Questa relazione è essenziale per comprendere numerosi fenomeni interfacciali, tra cui adesione, capillarità, tensione superficiale e comportamento dei liquidi a contatto con materiali solidi.

Le origini teoriche dell’equazione di Young-Dupré risalgono al 1805, quando il fisico britannico Thomas Young introdusse il concetto di angolo di contatto, osservando che la forma assunta da una goccia su una superficie dipende dall’equilibrio delle forze agenti nel punto di incontro tra le tre fasi: solida, liquida e gassosa. Young comprese che la configurazione della goccia non è casuale, ma il risultato di un bilancio tra le tensioni superficiali presenti alle interfacce.

Successivamente, nel 1869, il fisico francese Athanase Dupré estese questa interpretazione introducendo un approccio termodinamico ai fenomeni di bagnatura. Dupré definì il lavoro di adesione come l’energia reversibile necessaria per separare un liquido da una superficie solida per unità di area. Integrando il modello meccanico di Young con l’analisi energetica di Dupré, si ottenne la cosiddetta equazione di Young-Dupré, che collega l’angolo di contatto all’energia di adesione tra le superfici.

Ancora oggi questa relazione costituisce uno strumento fondamentale nella scienza dei materiali, nella microfluidica, nei rivestimenti funzionali e nelle nanotecnologie.

Bagnabilità delle superfici

La bagnabilità descrive la capacità di un liquido di mantenere il contatto con una superficie solida ed è il risultato delle interazioni intermolecolari che si instaurano tra le due fasi quando vengono a contatto. Questo fenomeno dipende dall’equilibrio tra le forze coesive presenti all’interno del liquido e le forze adesive che agiscono tra liquido e superficie solida.

Nel caso dell’acqua, la bagnabilità è comunemente utilizzata per valutare il grado di idrofilicità o idrofobicità di un materiale. Una superficie altamente bagnabile tende a favorire la diffusione della goccia liquida, mentre una superficie idrofobica ostacola il contatto con il liquido.

Angolo di contatto

La bagnabilità è quantificata attraverso l’angolo di contatto, detto anche angolo di bagnatura, che si forma tra la superficie solida e la tangente alla goccia nel punto di contatto. Quando una goccia è depositata su un materiale, la tensione superficiale del liquido e le interazioni con il substrato determinano la forma assunta dalla goccia stessa.

angolo di contatto
angolo di contatto

Un piccolo angolo di contatto indica una forte interazione tra liquido e superficie e quindi una buona bagnabilità; al contrario, un angolo elevato è indice di scarsa adesione del liquido al substrato.

Equilibrio interfacciale ed equazione di Young

Il concetto moderno di angolo di contatto deriva dagli studi di Thomas Young sull’equilibrio delle tensioni interfacciali. Young formulò il proprio modello assumendo una superficie ideale, perfettamente liscia, omogenea, indeformabile e chimicamente inerte. In tali condizioni, la goccia liquida è considerata un sistema coerente che tende spontaneamente a raggiungere uno stato di minima energia libera.

L’equilibrio delle tensioni superficiali è descritto dall’equazione di Young:

cos θγ = γsv – γsl/ γlv

dove θγ rappresenta l’angolo di contatto all’equilibrio, γsv la tensione di interfaccia tra solido e vapore, γs la tensione di interfaccia solido liquido e γlv la tensione di interfaccia liquido vapore.

Limiti del modello ideale

Nelle superfici reali la bagnabilità non dipende esclusivamente dalle tensioni interfacciali. Parametri come rugosità, porosità, contaminazioni superficiali ed eterogeneità chimica possono modificare significativamente il comportamento della goccia liquida, causando deviazioni rispetto al modello teorico ideale proposto da Young.

Il lavoro di adesione

Il lavoro di adesione rappresenta l’energia necessaria per separare due fasi inizialmente poste a contatto. Quando due materiali aderiscono tra loro, si forma infatti un’interfaccia caratterizzata da una determinata energia interfacciale. La separazione delle due fasi richiede lavoro perché comporta la distruzione dell’interfaccia esistente e la formazione di nuove superfici libere.

equazione di Dupré
equazione di Dupré

Nel caso generale di due fasi A e B, il lavoro di adesione fu descritto da Athanase Dupré attraverso la relazione:

WAB = γA + γB − γAB

dove:

-WAB rappresenta il lavoro di adesione
A e γB sono le energie superficiali delle due fasi
AB è la tensione interfacciale tra le due superfici a contatto.

L’equazione mostra che il lavoro necessario per separare le due fasi dipende dall’energia associata alle superfici create dopo la separazione e dall’energia dell’interfaccia originaria.

Interazione tra solido e liquido

Quando le due fasi considerate sono un solido e un liquido, l’equazione assume una forma particolarmente importante nello studio della bagnabilità:

WSL = γS + γL − γSL

dove:

-WSL è il lavoro di adesione tra solido e liquido
S rappresenta l’energia superficiale del solido
– γL è la tensione superficiale del liquido
– γSL indica la tensione interfacciale tra il solido e il liquido.

Questa relazione evidenzia come l’adesione dipenda dall’equilibrio energetico tra le superfici coinvolte. Un elevato lavoro di adesione corrisponde generalmente a una forte interazione tra liquido e substrato, favorendo quindi la diffusione della goccia sulla superficie.

Collegamento con la bagnabilità

L’equazione di Dupré costituisce la base termodinamica dell’equazione di Young-Dupré, che collega il lavoro di adesione all’angolo di contatto della goccia liquida. Integrando il bilancio energetico di Dupré con l’equilibrio delle tensioni superficiali descritto da Young, si ottiene una relazione fondamentale per lo studio dei fenomeni di bagnatura e capillarità.

Secondo l’equazione di Young:

cos θ = (γS − γSL) / γL

dove θ rappresenta l’angolo di contatto all’equilibrio.

La combinazione delle due relazioni consente di correlare direttamente l’adesione tra liquido e superficie con il comportamento della goccia sulla superficie stessa.

L’equazione di Young-Dupré

Per ottenere l’equazione di Young-Dupré si sostituisce l’espressione ricavata dall’equazione di Young all’interno della relazione termodinamica di Dupré. Dall’equazione di Young si ottiene infatti:

γS − γSL = γL cos θ

Sostituendo questa relazione nell’equazione del lavoro di adesione:

WSL = γS + γL − γSL

si ricava:

WSL = γL cos θ + γL

e mettendo in evidenza γL si ottiene:

WSL = γL (1 + cos θ)

L’equazione di Young-Dupré costituisce una delle relazioni fondamentali della fisica delle superfici poiché collega direttamente il lavoro di adesione, la tensione superficiale del liquido e l’angolo di contatto.

Attraverso l’equazione di Young-Dupré è possibile determinare il legame tra energia superficiale e bagnabilità di un materiale. In particolare, un piccolo angolo di contatto corrisponde a un elevato lavoro di adesione e quindi a una forte interazione tra liquido e superficie solida. Al contrario, angoli di contatto elevati indicano una minore adesione e una superficie scarsamente bagnabile.

L’equazione di Young-Dupré riveste quindi un ruolo centrale nello studio delle superfici idrofile e idrofobiche, nella caratterizzazione dei materiali e nell’analisi dei fenomeni interfacciali che governano adesione, capillarità e diffusione dei liquidi sulle superfici solide.

Equazione di Young-Dupré ed effetto loto

Uno degli esempi più noti di applicazione dell’equazione di Young-Dupré è rappresentato dal cosiddetto effetto loto, un fenomeno naturale osservabile sulle foglie di loto, caratterizzate da proprietà altamente idrofobiche e autopulenti.

La superficie delle foglie presenta infatti una complessa microstruttura gerarchica costituita da asperità microscopiche e nanometriche rivestite da sostanze cerose a bassa energia superficiale. Questa particolare configurazione riduce fortemente l’adesione tra acqua e superficie, facendo assumere alle gocce un angolo di contatto molto elevato, spesso superiore a 150°.

In tali condizioni l’acqua non si diffonde sulla superficie, ma tende a formare gocce quasi sferiche che rotolano facilmente trascinando via polvere e contaminanti.

effetto loto e effetto petalo di rosa
effetto loto e effetto petalo di rosa

L’equazione di Young-Dupré consente di interpretare il fenomeno in termini energetici, poiché mette in relazione il lavoro di adesione, la tensione superficiale del liquido e l’angolo di contatto. Quando l’angolo di contatto aumenta, il termine (1 + cos θ) diminuisce e il lavoro di adesione tra liquido e superficie si riduce sensibilmente. Di conseguenza, l’acqua aderisce debolmente al materiale e può scivolare via con estrema facilità.

Lo studio dell’effetto loto ha avuto un enorme impatto nello sviluppo di superfici biomimetiche e materiali avanzati. Oggi i principi fisici descritti dall’equazione di Young-Dupré vengono applicati nella progettazione di rivestimenti autopulenti, vetri antiappannamento, tessuti idrorepellenti, dispositivi microfluidici e superfici anticorrosione.

Effetto petalo di rosa ed equazione di Young-Dupré

Accanto all’effetto loto, un fenomeno altrettanto significativo nello studio della bagnabilità è il cosiddetto effetto petalo di rosa, osservabile su alcune superfici naturali come i petali delle rose. In questo caso, le gocce d’acqua presentano un comportamento apparentemente simile a quello superidrofobico, ma con una differenza fondamentale: la goccia aderisce fortemente alla superficie pur mantenendo un angolo di contatto elevato.

Questo comportamento può essere interpretato attraverso l’equazione di Young-Dupré. Nel caso dell’effetto petalo di rosa, l’angolo di contatto è elevato, indicando una bassa tendenza della goccia a diffondersi sulla superficie.

Tuttavia, a differenza dell’effetto loto, il lavoro di adesione WSL  risulta relativamente alto: ciò significa che, pur non bagnando la superficie in senso esteso, la goccia risulta fortemente ancorata al substrato e non si stacca facilmente nemmeno sotto l’azione della gravità o di piccoli movimenti.

Ruolo della natura fisica della superficie

Questa apparente contraddizione è risolta considerando che la bagnabilità non dipende solo dall’angolo di contatto, ma anche dalla natura fisica della superficie, in particolare dalla sua rugosità e dalla presenza di strutture micro e nanometriche. Nei petali di rosa, la struttura superficiale favorisce l’adesione del liquido all’interno delle cavità, aumentando l’area di contatto reale e quindi il lavoro di adesione complessivo.

L’equazione di Young-Dupré consente quindi di comprendere che due superfici con lo stesso angolo di contatto possono presentare comportamenti opposti in termini di adesione, evidenziando il ruolo cruciale della struttura superficiale nel determinare le proprietà di bagnabilità.

L’effetto petalo di rosa trova oggi interesse nello sviluppo di materiali adesivi avanzati, superfici funzionalizzate e sistemi di ritenzione controllata dei liquidi, dove è necessario combinare elevata idrofobicità e forte adesione.

Equazione di Young-Dupré e stampa inkjet

L’equazione di Young-Dupré trova una delle sue applicazioni più rilevanti nei processi di stampa a getto di inchiostro (stampa inkjet), dove il controllo preciso della formazione e del comportamento delle gocce di inchiostro è fondamentale per ottenere una deposizione accurata su substrati solidi.

Nella stampa inkjet, l’inchiostro viene espulso in micro-gocce che interagiscono con la superficie del materiale su cui vengono depositate, come carta, polimeri o substrati funzionalizzati. Il modo in cui la goccia si diffonde o rimane compatta dipende in modo diretto dall’equilibrio tra le energie superficiali del sistema e dal lavoro di adesione descritto dall’equazione di Young-Dupré

Ruolo dell’angolo di contatto

In questo contesto, il parametro chiave è l’angolo di contatto θ, che determina la qualità della deposizione. Se l’angolo di contatto è troppo elevato, la goccia tende a rimanere quasi sferica e la bagnabilità è ridotta, con il rischio di una stampa discontinua o poco aderente. Al contrario, un angolo di contatto troppo piccolo porta a un’eccessiva diffusione del liquido, con perdita di definizione e risoluzione del pattern stampato.

Il controllo della bagnabilità, e quindi del lavoro di adesione tra inchiostro e substrato, permette di ottimizzare la formazione dei pixel funzionali nella stampa digitale. Per questo motivo, la progettazione dei materiali per stampa inkjet si basa spesso sulla modifica dell’energia superficiale dei substrati mediante trattamenti chimici o fisici, così da ottenere il valore di angolo di contatto più adatto all’applicazione specifica.

In questo senso, l’equazione di Young-Dupré fornisce un quadro teorico fondamentale per comprendere e progettare i fenomeni di deposizione controllata delle gocce nei moderni processi di stampa ad alta precisione.

Superfici idrofobiche ed equazione di Young-Dupré

Le superfici idrofobiche sono materiali caratterizzati da una scarsa affinità con l’acqua, dovuta a un’energia superficiale relativamente bassa e a deboli interazioni intermolecolari tra liquido e substrato. In queste condizioni, le molecole d’acqua tendono a coesione tra loro piuttosto che ad aderire alla superficie solida, dando origine a gocce compatte e quasi sferiche.

Dal punto di vista fisico, il comportamento idrofobico può essere descritto attraverso l’equilibrio tra energie superficiali e lavoro di adesione. L’equazione di Young-Dupré rappresenta lo strumento fondamentale per interpretare quantitativamente questo fenomeno

Nelle superfici idrofobiche l’angolo di contatto è elevato, spesso superiore a 90°, e nei casi estremi può avvicinarsi a 150° nelle superfici superidrofobiche. Poiché il termine cos θ diminuisce all’aumentare dell’angolo, il fattore (1 + cos θ) si riduce progressivamente, indicando un basso lavoro di adesione tra acqua e superficie.

Questo significa che l’interazione energetica tra liquido e solido è debole e che il sistema minimizza la propria energia libera mantenendo l’acqua il più possibile in configurazione compatta. La bassa adesione favorisce inoltre il rotolamento delle gocce sulla superficie, contribuendo a fenomeni di autopulizia analoghi all’effetto loto.

Lo studio delle superfici idrofobiche e superidrofobiche è oggi centrale nello sviluppo di materiali avanzati, rivestimenti funzionali e dispositivi microfluidici, dove il controllo della bagnabilità consente di modulare il trasporto dei fluidi e le interazioni interfacciali.

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