cromosfera

Cromosfera

il 10 Marzo 2026

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La cromosfera รจ lo strato piรน basso dellโ€™atmosfera del Sole, situato immediatamente al di sopra della fotosfera, lo strato visibile della superficie solare. Il termine deriva dal greco ฯ‡ฯแฟถฮผฮฑ (chroma), โ€œcoloreโ€, e ฯƒฯ†ฮฑแฟ–ฯฮฑ (sphaira), โ€œsferaโ€, e richiama lโ€™aspetto rossastro con cui questa regione appare durante particolari condizioni di osservazione.

Questo sottile strato atmosferico si estende mediamente per circa 2000 km al di sopra della fotosfera e costituisce la zona di transizione tra la superficie visibile del Sole e gli strati piรน esterni dellโ€™atmosfera solare, tra cui la corona, molto piรน rarefatta ed estesa.

Nonostante la sua importanza nella dinamica dellโ€™atmosfera solare, la cromosfera non รจ normalmente visibile a occhio nudo, poichรฉ la luminositร  estremamente intensa della fotosfera ne sovrasta lโ€™emissione.

La cromosfera diventa tuttavia osservabile in circostanze particolari. Durante le eclissi solari totali, quando la Luna oscura completamente la fotosfera, questo strato appare per alcuni istanti come un sottile anello luminoso di colore rosso-rosato attorno al bordo del disco solare.

La sua visibilitร  รจ perรฒ estremamente breve, limitata agli attimi immediatamente prima e subito dopo la fase di totalitร , quando la cromosfera non รจ ancora completamente coperta dalla Luna.

Oltre alle eclissi, lโ€™osservazione della cromosfera รจ possibile anche mediante strumenti astronomici specializzati, come telescopi solari dotati di filtri spettrali o coronografi, dispositivi progettati per bloccare artificialmente la luce della fotosfera mediante un piccolo disco posto nel piano focale del telescopio. Questo sistema permette di ridurre lโ€™abbagliamento della superficie solare e rivelare le strutture piรน deboli dellโ€™atmosfera, tra cui la cromosfera e la corona solare.

Posizione e spessore della cromosfera

La cromosfera si trova immediatamente al di sopra della fotosfera, lo strato visibile della superficie solare, e al di sotto della regione di transizione che conduce alla corona solare. Essa rappresenta quindi uno strato intermedio dellโ€™atmosfera del Sole, situato tra la superficie luminosa della stella e le regioni piรน esterne e rarefatte dellโ€™atmosfera solare.

Posizione-e-spessore-della-cromosfera
Posizione-e-spessore-della-cromosfera

Dal punto di vista strutturale, la cromosfera รจ uno strato relativamente sottile, con uno spessore medio di circa 2000โ€“3000 km. Tuttavia, questo valore non รจ uniforme: lโ€™altezza effettiva della cromosfera puรฒ variare nel tempo e nello spazio, in funzione dellโ€™attivitร  magnetica solare e della presenza di fenomeni dinamici come getti di plasma, spicole e protuberanze.

Allโ€™interno della cromosfera si osserva inoltre una rapida diminuzione della densitร  del plasma con lโ€™aumentare dellโ€™altitudine, accompagnata da una progressiva variazione delle condizioni fisiche del gas ionizzato. In prossimitร  della fotosfera il plasma รจ relativamente piรน denso e freddo, mentre procedendo verso lโ€™alto la materia diventa sempre piรน rarefatta e si avvicina alle condizioni caratteristiche della regione di transizione e della corona.

Un aspetto particolarmente interessante della cromosfera riguarda la variazione della temperatura con lโ€™altitudine. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare allontanandosi da una superficie calda, la temperatura non diminuisce in modo monotono, ma dopo un minimo nelle regioni piรน basse inizia gradualmente ad aumentare, passando da circa 4500โ€“6000 K negli strati inferiori fino a valori prossimi ai 20.000 K negli strati piรน alti.

Questo comportamento rappresenta uno degli aspetti piรน studiati della fisica solare ed รจ collegato ai processi di riscaldamento dellโ€™atmosfera solare indotti dal campo magnetico e dalle onde magnetoidrodinamiche.

Composizione e caratteristiche fisiche

Composizione chimica della cromosfera

La cromosfera รจ composta principalmente da plasma costituito da idrogeno ed elio, gli stessi elementi predominanti nel Sole. In misura minore sono presenti tracce di elementi piรน pesanti, tra cui calcio, sodio, magnesio e ferro, che contribuiscono alla formazione delle numerose linee spettrali osservabili nello spettro solare.

Come negli altri strati dellโ€™atmosfera solare, la materia nella cromosfera si trova in uno stato altamente ionizzato, formato da gas caldi e rarefatti soggetti a intensi campi magnetici. Le proprietร  fisiche del plasma cromosferico variano rapidamente con lโ€™altitudine, con forti gradienti di densitร , temperatura e pressione.

La scoperta dellโ€™elio nella cromosfera

Uno degli episodi piรน significativi nella storia dellโ€™astrofisica รจ legato proprio allo studio della cromosfera. Durante unโ€™eclissi solare nel 1868, poco tempo dopo lโ€™introduzione della spettroscopia astronomica, lโ€™astronomo francese Jules Janssen osservรฒ intense linee di emissione provenienti dalla cromosfera.

Una di queste linee risultava molto vicina alla lunghezza dโ€™onda di una nota coppia di linee gialle attribuite al sodio, ma presentava caratteristiche leggermente diverse. La linea era cosรฌ intensa da poter essere studiata anche senza eclissi, utilizzando strumenti spettroscopici.

Quasi contemporaneamente anche lโ€™astronomo britannico Norman Lockyer osservรฒ la stessa linea luminosa nello spettro solare. Studi successivi dimostrarono che la lunghezza dโ€™onda non corrispondeva a quella di alcun elemento conosciuto allโ€™epoca. Si comprese quindi che si trattava di un nuovo elemento chimico, che fu chiamato elio, dal greco Helios, che significa Sole.

Solo nel 1895 lโ€™elio venne isolato per la prima volta sulla Terra, confermando lโ€™ipotesi formulata dagli astronomi attraverso lโ€™analisi spettroscopica del Sole.

Linee spettrali e osservazione della cromosfera

Gli astronomi studiano la cromosfera utilizzando specifiche linee spettrali caratteristiche, tra cui in particolare:

linea H-ฮฑ
linea H-ฮฑ

-la riga H-ฮฑ dellโ€™idrogeno (656,3 nm)

-le righe H e K del calcio ionizzato

La cromosfera risulta relativamente trasparente alla maggior parte delle lunghezze dโ€™onda della radiazione solare, ma diventa opaca in corrispondenza di queste particolari linee spettrali. Di conseguenza, osservando il Sole a tali lunghezze dโ€™onda รจ possibile mettere in evidenza la cromosfera invece della fotosfera, che normalmente domina la luminositร  del disco solare.

Inoltre, la radiazione emessa a queste diverse lunghezze dโ€™onda proviene da differenti profonditร  allโ€™interno della cromosfera. Il confronto tra immagini ottenute nelle varie bande spettrali consente quindi agli astronomi di ricostruire una rappresentazione tridimensionale delle strutture cromosferiche, fornendo informazioni preziose sulla dinamica del plasma e sullโ€™interazione con il campo magnetico solare.

Strutture e fenomeni della cromosfera

Spicole

Tra le strutture piรน caratteristiche della cromosfera vi sono le spicole, sottili getti di plasma che si innalzano rapidamente dalla superficie solare. Queste strutture furono descritte giร  nel 1877 dallโ€™astronomo gesuita Angelo Secchi, che osservรฒ nella cromosfera numerose strutture allungate simili a piccoli getti o fiammate.

Il termine spicule fu introdotto successivamente, nel 1945, dallโ€™astronomo Walter Orr Roberts per indicare queste sottili strutture filamentose di plasma che si estendono verticalmente dalla cromosfera.

Le spicole sono osservabili attraverso alcune linee di emissione caratteristiche della cromosfera, tra cui:

-la linea H-ฮฑ dellโ€™idrogeno (circa 656 nm),

-le linee H e K del calcio ionizzato (circa 393 nm e 397 nm),

-alcune linee dellโ€™elio, in particolare quelle dellโ€™elio neutro a 588 nm e 1083 nm.

Queste strutture sono estremamente dinamiche e di breve durata, con movimenti rapidi che riflettono la complessa interazione tra plasma e campo magnetico solare.

Protuberanze e filamenti solari

Un altro fenomeno spettacolare associato alla cromosfera รจ rappresentato dalle protuberanze solari, grandi strutture di plasma relativamente freddo e denso sospese nella corona solare. Queste strutture possono estendersi per decine o centinaia di migliaia di chilometri sopra la cromosfera, sostenute e modellate dal campo magnetico del Sole.

Protuberanze e filamenti
Protuberanze e filamenti

Lโ€™aspetto delle protuberanze dipende dalla loro posizione rispetto allโ€™osservatore: quando si trovano al bordo del disco solare, appaiono come strutture luminose che si stagliano sul fondo scuro dello spazio e vengono chiamate protuberanze.

Quando invece sono osservate sul disco solare, risultano visibili in assorbimento e appaiono come strutture scure e allungate, chiamate filamenti.

Protuberanze e filamenti sono quindi due diverse manifestazioni dello stesso fenomeno fisico, osservate da prospettive differenti.

Dinamica e forme delle protuberanze

Le protuberanze solari sono strutture altamente dinamiche e possono comparire in migliaia di regioni diverse della superficie solare. La loro morfologia รจ estremamente variabile e spesso spettacolare: possono assumere la forma di

-archi magnetici
siepi filamentose
cespugli di plasma
nuvole sospese
getti o lingue di fuoco

Queste strutture evidenziano in modo particolarmente chiaro lโ€™importanza dei campi magnetici nella modellazione del plasma solare e rappresentano uno degli aspetti piรน studiati della fisica dellโ€™atmosfera solare.

Metodi di osservazione della cromosfera

Lโ€™osservazione della cromosfera presenta notevoli difficoltร  a causa della straordinaria luminositร  della fotosfera, che domina la radiazione proveniente dal Sole e rende difficile distinguere gli strati atmosferici piรน esterni. Per questo motivo, lo studio della cromosfera richiede condizioni astronomiche particolari o strumenti progettati appositamente per isolare specifiche lunghezze dโ€™onda della radiazione solare.

Osservazione durante le eclissi solari

Uno dei metodi piรน spettacolari per osservare la cromosfera รจ rappresentato dalle eclissi solari totali. Durante questi eventi, la Luna oscura completamente la fotosfera, riducendo drasticamente lโ€™intensa luminositร  della superficie solare. In queste brevi condizioni di oscuramento, la cromosfera diventa visibile come un sottile anello luminoso di colore rosso-rosato attorno al bordo del disco solare.

La visibilitร  della cromosfera durante unโ€™eclissi รจ tuttavia estremamente breve, limitata agli istanti immediatamente prima e subito dopo la fase di totalitร , quando la fotosfera รจ giร  coperta ma la cromosfera non รจ ancora completamente nascosta dalla Luna.

Osservazioni con filtri spettrali

Nella moderna astronomia solare la cromosfera viene osservata principalmente mediante telescopi solari dotati di filtri spettrali molto selettivi, progettati per isolare alcune specifiche linee di emissione a lunghezze dโ€™onda caratteristiche.

Poichรฉ la cromosfera รจ relativamente opaca a queste lunghezze dโ€™onda, lโ€™osservazione del Sole attraverso tali filtri consente di mettere in evidenza le strutture cromosferiche, come spicole, filamenti, protuberanze e regioni attive, che altrimenti resterebbero invisibili nel continuo della fotosfera.

Coronografi e osservazioni strumentali

Un altro strumento fondamentale per lo studio dellโ€™atmosfera solare รจ il coronografo, un dispositivo ottico che blocca artificialmente la luce della fotosfera mediante un piccolo disco posto nel piano focale del telescopio. Questo sistema consente di ridurre lโ€™abbagliamento prodotto dal disco solare e di osservare le regioni piรน esterne dellโ€™atmosfera del Sole, tra cui la cromosfera e la corona.

I coronografi sono utilizzati sia in osservatori terrestri sia a bordo di sonde spaziali dedicate allo studio del Sole, permettendo di monitorare lโ€™evoluzione delle strutture cromosferiche e dei fenomeni magnetici associati allโ€™attivitร  solare.

Imaging a diverse lunghezze dโ€™onda

Le moderne tecniche di osservazione sfruttano inoltre lโ€™imaging multispettrale, ovvero lโ€™acquisizione di immagini del Sole a diverse lunghezze dโ€™onda dello spettro elettromagnetico. Poichรฉ la radiazione emessa a ciascuna lunghezza dโ€™onda proviene da differenti profonditร  nella cromosfera, il confronto tra queste immagini consente agli astronomi di ricostruire una rappresentazione tridimensionale delle strutture dellโ€™atmosfera solare.

Questi metodi permettono di studiare in dettaglio la dinamica del plasma, la propagazione delle onde magnetoidrodinamiche e lโ€™interazione tra cromosfera e campo magnetico solare, fornendo informazioni fondamentali per comprendere i meccanismi che regolano lโ€™attivitร  della nostra stella.

Ruolo della cromosfera nella dinamica solare

La cromosfera svolge un ruolo fondamentale nella dinamica dellโ€™atmosfera solare, rappresentando una regione di transizione in cui il plasma solare interagisce intensamente con il campo magnetico del Sole. In questo strato si verificano numerosi fenomeni che influenzano sia la struttura degli strati atmosferici superiori, sia lโ€™attivitร  magnetica complessiva della stella.

Interazione con il campo magnetico solare

La cromosfera รจ fortemente influenzata dalla presenza di campi magnetici complessi e variabili, generati dai movimenti del plasma nella fotosfera e negli strati sottostanti del Sole. Questi campi magnetici modellano e guidano il movimento del plasma cromosferico, dando origine a una grande varietร  di strutture dinamiche, tra cui spicole, filamenti, protuberanze e regioni attive.

Le linee di campo magnetico emergono dalla fotosfera e si estendono nella cromosfera, formando archi magnetici e strutture filamentose che possono confinare e sostenere il plasma caldo. Lโ€™interazione tra plasma e campo magnetico produce fenomeni di instabilitร  e riconnessione magnetica, che contribuiscono alla complessa dinamica dellโ€™atmosfera solare.

Trasporto di energia verso gli strati superiori

Un altro aspetto fondamentale della cromosfera riguarda il trasporto di energia dalla fotosfera verso gli strati piรน esterni dellโ€™atmosfera solare, in particolare verso la regione di transizione e la corona.

In questa regione si propagano onde magnetoidrodinamiche e onde acustiche, generate dai moti convettivi della fotosfera. Queste onde possono trasferire energia al plasma cromosferico e contribuire ai processi di riscaldamento dellโ€™atmosfera solare, uno dei problemi piรน studiati della fisica stellare.

Collegamento con lโ€™attivitร  solare

La cromosfera rappresenta anche una regione chiave per lo sviluppo dei fenomeni legati allโ€™attivitร  solare, come brillamenti solari, espulsioni di massa coronale e variazioni del campo magnetico. Molti di questi eventi hanno origine o mostrano segnali precursori proprio nelle strutture cromosferiche.

Lโ€™osservazione della cromosfera permette quindi agli astronomi di monitorare lโ€™evoluzione delle regioni attive del Sole e di comprendere meglio i meccanismi che regolano il rilascio improvviso di energia magnetica nellโ€™atmosfera solare.

Importanza per lo studio dellโ€™atmosfera solare

Grazie alla sua posizione intermedia tra fotosfera e corona, la cromosfera costituisce un laboratorio naturale per lo studio dellโ€™interazione tra plasma e campi magnetici in condizioni estreme. Lโ€™analisi delle sue strutture e dei fenomeni dinamici che vi avvengono fornisce informazioni essenziali per comprendere la fisica dellโ€™atmosfera solare e lโ€™origine di molti processi energetici che caratterizzano lโ€™attivitร  del Sole.

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