Cromosfera
La cromosfera รจ lo strato piรน basso dellโatmosfera del Sole, situato immediatamente al di sopra della fotosfera, lo strato visibile della superficie solare. Il termine deriva dal greco ฯฯแฟถฮผฮฑ (chroma), โcoloreโ, e ฯฯฮฑแฟฯฮฑ (sphaira), โsferaโ, e richiama lโaspetto rossastro con cui questa regione appare durante particolari condizioni di osservazione.
Questo sottile strato atmosferico si estende mediamente per circa 2000 km al di sopra della fotosfera e costituisce la zona di transizione tra la superficie visibile del Sole e gli strati piรน esterni dellโatmosfera solare, tra cui la corona, molto piรน rarefatta ed estesa.
Nonostante la sua importanza nella dinamica dellโatmosfera solare, la cromosfera non รจ normalmente visibile a occhio nudo, poichรฉ la luminositร estremamente intensa della fotosfera ne sovrasta lโemissione.
La cromosfera diventa tuttavia osservabile in circostanze particolari. Durante le eclissi solari totali, quando la Luna oscura completamente la fotosfera, questo strato appare per alcuni istanti come un sottile anello luminoso di colore rosso-rosato attorno al bordo del disco solare.
La sua visibilitร รจ perรฒ estremamente breve, limitata agli attimi immediatamente prima e subito dopo la fase di totalitร , quando la cromosfera non รจ ancora completamente coperta dalla Luna.
Oltre alle eclissi, lโosservazione della cromosfera รจ possibile anche mediante strumenti astronomici specializzati, come telescopi solari dotati di filtri spettrali o coronografi, dispositivi progettati per bloccare artificialmente la luce della fotosfera mediante un piccolo disco posto nel piano focale del telescopio. Questo sistema permette di ridurre lโabbagliamento della superficie solare e rivelare le strutture piรน deboli dellโatmosfera, tra cui la cromosfera e la corona solare.
Posizione e spessore della cromosfera
La cromosfera si trova immediatamente al di sopra della fotosfera, lo strato visibile della superficie solare, e al di sotto della regione di transizione che conduce alla corona solare. Essa rappresenta quindi uno strato intermedio dellโatmosfera del Sole, situato tra la superficie luminosa della stella e le regioni piรน esterne e rarefatte dellโatmosfera solare.

Dal punto di vista strutturale, la cromosfera รจ uno strato relativamente sottile, con uno spessore medio di circa 2000โ3000 km. Tuttavia, questo valore non รจ uniforme: lโaltezza effettiva della cromosfera puรฒ variare nel tempo e nello spazio, in funzione dellโattivitร magnetica solare e della presenza di fenomeni dinamici come getti di plasma, spicole e protuberanze.
Allโinterno della cromosfera si osserva inoltre una rapida diminuzione della densitร del plasma con lโaumentare dellโaltitudine, accompagnata da una progressiva variazione delle condizioni fisiche del gas ionizzato. In prossimitร della fotosfera il plasma รจ relativamente piรน denso e freddo, mentre procedendo verso lโalto la materia diventa sempre piรน rarefatta e si avvicina alle condizioni caratteristiche della regione di transizione e della corona.
Un aspetto particolarmente interessante della cromosfera riguarda la variazione della temperatura con lโaltitudine. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare allontanandosi da una superficie calda, la temperatura non diminuisce in modo monotono, ma dopo un minimo nelle regioni piรน basse inizia gradualmente ad aumentare, passando da circa 4500โ6000 K negli strati inferiori fino a valori prossimi ai 20.000 K negli strati piรน alti.
Questo comportamento rappresenta uno degli aspetti piรน studiati della fisica solare ed รจ collegato ai processi di riscaldamento dellโatmosfera solare indotti dal campo magnetico e dalle onde magnetoidrodinamiche.
Composizione e caratteristiche fisiche
Composizione chimica della cromosfera
La cromosfera รจ composta principalmente da plasma costituito da idrogeno ed elio, gli stessi elementi predominanti nel Sole. In misura minore sono presenti tracce di elementi piรน pesanti, tra cui calcio, sodio, magnesio e ferro, che contribuiscono alla formazione delle numerose linee spettrali osservabili nello spettro solare.
Come negli altri strati dellโatmosfera solare, la materia nella cromosfera si trova in uno stato altamente ionizzato, formato da gas caldi e rarefatti soggetti a intensi campi magnetici. Le proprietร fisiche del plasma cromosferico variano rapidamente con lโaltitudine, con forti gradienti di densitร , temperatura e pressione.
La scoperta dellโelio nella cromosfera
Uno degli episodi piรน significativi nella storia dellโastrofisica รจ legato proprio allo studio della cromosfera. Durante unโeclissi solare nel 1868, poco tempo dopo lโintroduzione della spettroscopia astronomica, lโastronomo francese Jules Janssen osservรฒ intense linee di emissione provenienti dalla cromosfera.
Una di queste linee risultava molto vicina alla lunghezza dโonda di una nota coppia di linee gialle attribuite al sodio, ma presentava caratteristiche leggermente diverse. La linea era cosรฌ intensa da poter essere studiata anche senza eclissi, utilizzando strumenti spettroscopici.
Quasi contemporaneamente anche lโastronomo britannico Norman Lockyer osservรฒ la stessa linea luminosa nello spettro solare. Studi successivi dimostrarono che la lunghezza dโonda non corrispondeva a quella di alcun elemento conosciuto allโepoca. Si comprese quindi che si trattava di un nuovo elemento chimico, che fu chiamato elio, dal greco Helios, che significa Sole.
Solo nel 1895 lโelio venne isolato per la prima volta sulla Terra, confermando lโipotesi formulata dagli astronomi attraverso lโanalisi spettroscopica del Sole.
Linee spettrali e osservazione della cromosfera
Gli astronomi studiano la cromosfera utilizzando specifiche linee spettrali caratteristiche, tra cui in particolare:

-la riga H-ฮฑ dellโidrogeno (656,3 nm)
-le righe H e K del calcio ionizzato
La cromosfera risulta relativamente trasparente alla maggior parte delle lunghezze dโonda della radiazione solare, ma diventa opaca in corrispondenza di queste particolari linee spettrali. Di conseguenza, osservando il Sole a tali lunghezze dโonda รจ possibile mettere in evidenza la cromosfera invece della fotosfera, che normalmente domina la luminositร del disco solare.
Inoltre, la radiazione emessa a queste diverse lunghezze dโonda proviene da differenti profonditร allโinterno della cromosfera. Il confronto tra immagini ottenute nelle varie bande spettrali consente quindi agli astronomi di ricostruire una rappresentazione tridimensionale delle strutture cromosferiche, fornendo informazioni preziose sulla dinamica del plasma e sullโinterazione con il campo magnetico solare.
Strutture e fenomeni della cromosfera
Spicole
Tra le strutture piรน caratteristiche della cromosfera vi sono le spicole, sottili getti di plasma che si innalzano rapidamente dalla superficie solare. Queste strutture furono descritte giร nel 1877 dallโastronomo gesuita Angelo Secchi, che osservรฒ nella cromosfera numerose strutture allungate simili a piccoli getti o fiammate.
Il termine spicule fu introdotto successivamente, nel 1945, dallโastronomo Walter Orr Roberts per indicare queste sottili strutture filamentose di plasma che si estendono verticalmente dalla cromosfera.
Le spicole sono osservabili attraverso alcune linee di emissione caratteristiche della cromosfera, tra cui:
-la linea H-ฮฑ dellโidrogeno (circa 656 nm),
-le linee H e K del calcio ionizzato (circa 393 nm e 397 nm),
-alcune linee dellโelio, in particolare quelle dellโelio neutro a 588 nm e 1083 nm.
Queste strutture sono estremamente dinamiche e di breve durata, con movimenti rapidi che riflettono la complessa interazione tra plasma e campo magnetico solare.
Protuberanze e filamenti solari
Un altro fenomeno spettacolare associato alla cromosfera รจ rappresentato dalle protuberanze solari, grandi strutture di plasma relativamente freddo e denso sospese nella corona solare. Queste strutture possono estendersi per decine o centinaia di migliaia di chilometri sopra la cromosfera, sostenute e modellate dal campo magnetico del Sole.

Lโaspetto delle protuberanze dipende dalla loro posizione rispetto allโosservatore: quando si trovano al bordo del disco solare, appaiono come strutture luminose che si stagliano sul fondo scuro dello spazio e vengono chiamate protuberanze.
Quando invece sono osservate sul disco solare, risultano visibili in assorbimento e appaiono come strutture scure e allungate, chiamate filamenti.
Protuberanze e filamenti sono quindi due diverse manifestazioni dello stesso fenomeno fisico, osservate da prospettive differenti.
Dinamica e forme delle protuberanze
Le protuberanze solari sono strutture altamente dinamiche e possono comparire in migliaia di regioni diverse della superficie solare. La loro morfologia รจ estremamente variabile e spesso spettacolare: possono assumere la forma di
-archi magnetici
–siepi filamentose
–cespugli di plasma
–nuvole sospese
–getti o lingue di fuoco
Queste strutture evidenziano in modo particolarmente chiaro lโimportanza dei campi magnetici nella modellazione del plasma solare e rappresentano uno degli aspetti piรน studiati della fisica dellโatmosfera solare.
Metodi di osservazione della cromosfera
Lโosservazione della cromosfera presenta notevoli difficoltร a causa della straordinaria luminositร della fotosfera, che domina la radiazione proveniente dal Sole e rende difficile distinguere gli strati atmosferici piรน esterni. Per questo motivo, lo studio della cromosfera richiede condizioni astronomiche particolari o strumenti progettati appositamente per isolare specifiche lunghezze dโonda della radiazione solare.
Osservazione durante le eclissi solari
Uno dei metodi piรน spettacolari per osservare la cromosfera รจ rappresentato dalle eclissi solari totali. Durante questi eventi, la Luna oscura completamente la fotosfera, riducendo drasticamente lโintensa luminositร della superficie solare. In queste brevi condizioni di oscuramento, la cromosfera diventa visibile come un sottile anello luminoso di colore rosso-rosato attorno al bordo del disco solare.
La visibilitร della cromosfera durante unโeclissi รจ tuttavia estremamente breve, limitata agli istanti immediatamente prima e subito dopo la fase di totalitร , quando la fotosfera รจ giร coperta ma la cromosfera non รจ ancora completamente nascosta dalla Luna.
Osservazioni con filtri spettrali
Nella moderna astronomia solare la cromosfera viene osservata principalmente mediante telescopi solari dotati di filtri spettrali molto selettivi, progettati per isolare alcune specifiche linee di emissione a lunghezze dโonda caratteristiche.
Poichรฉ la cromosfera รจ relativamente opaca a queste lunghezze dโonda, lโosservazione del Sole attraverso tali filtri consente di mettere in evidenza le strutture cromosferiche, come spicole, filamenti, protuberanze e regioni attive, che altrimenti resterebbero invisibili nel continuo della fotosfera.
Coronografi e osservazioni strumentali
Un altro strumento fondamentale per lo studio dellโatmosfera solare รจ il coronografo, un dispositivo ottico che blocca artificialmente la luce della fotosfera mediante un piccolo disco posto nel piano focale del telescopio. Questo sistema consente di ridurre lโabbagliamento prodotto dal disco solare e di osservare le regioni piรน esterne dellโatmosfera del Sole, tra cui la cromosfera e la corona.
I coronografi sono utilizzati sia in osservatori terrestri sia a bordo di sonde spaziali dedicate allo studio del Sole, permettendo di monitorare lโevoluzione delle strutture cromosferiche e dei fenomeni magnetici associati allโattivitร solare.
Imaging a diverse lunghezze dโonda
Le moderne tecniche di osservazione sfruttano inoltre lโimaging multispettrale, ovvero lโacquisizione di immagini del Sole a diverse lunghezze dโonda dello spettro elettromagnetico. Poichรฉ la radiazione emessa a ciascuna lunghezza dโonda proviene da differenti profonditร nella cromosfera, il confronto tra queste immagini consente agli astronomi di ricostruire una rappresentazione tridimensionale delle strutture dellโatmosfera solare.
Questi metodi permettono di studiare in dettaglio la dinamica del plasma, la propagazione delle onde magnetoidrodinamiche e lโinterazione tra cromosfera e campo magnetico solare, fornendo informazioni fondamentali per comprendere i meccanismi che regolano lโattivitร della nostra stella.
Ruolo della cromosfera nella dinamica solare
La cromosfera svolge un ruolo fondamentale nella dinamica dellโatmosfera solare, rappresentando una regione di transizione in cui il plasma solare interagisce intensamente con il campo magnetico del Sole. In questo strato si verificano numerosi fenomeni che influenzano sia la struttura degli strati atmosferici superiori, sia lโattivitร magnetica complessiva della stella.
Interazione con il campo magnetico solare
La cromosfera รจ fortemente influenzata dalla presenza di campi magnetici complessi e variabili, generati dai movimenti del plasma nella fotosfera e negli strati sottostanti del Sole. Questi campi magnetici modellano e guidano il movimento del plasma cromosferico, dando origine a una grande varietร di strutture dinamiche, tra cui spicole, filamenti, protuberanze e regioni attive.
Le linee di campo magnetico emergono dalla fotosfera e si estendono nella cromosfera, formando archi magnetici e strutture filamentose che possono confinare e sostenere il plasma caldo. Lโinterazione tra plasma e campo magnetico produce fenomeni di instabilitร e riconnessione magnetica, che contribuiscono alla complessa dinamica dellโatmosfera solare.
Trasporto di energia verso gli strati superiori
Un altro aspetto fondamentale della cromosfera riguarda il trasporto di energia dalla fotosfera verso gli strati piรน esterni dellโatmosfera solare, in particolare verso la regione di transizione e la corona.
In questa regione si propagano onde magnetoidrodinamiche e onde acustiche, generate dai moti convettivi della fotosfera. Queste onde possono trasferire energia al plasma cromosferico e contribuire ai processi di riscaldamento dellโatmosfera solare, uno dei problemi piรน studiati della fisica stellare.
Collegamento con lโattivitร solare
La cromosfera rappresenta anche una regione chiave per lo sviluppo dei fenomeni legati allโattivitร solare, come brillamenti solari, espulsioni di massa coronale e variazioni del campo magnetico. Molti di questi eventi hanno origine o mostrano segnali precursori proprio nelle strutture cromosferiche.
Lโosservazione della cromosfera permette quindi agli astronomi di monitorare lโevoluzione delle regioni attive del Sole e di comprendere meglio i meccanismi che regolano il rilascio improvviso di energia magnetica nellโatmosfera solare.
Importanza per lo studio dellโatmosfera solare
Grazie alla sua posizione intermedia tra fotosfera e corona, la cromosfera costituisce un laboratorio naturale per lo studio dellโinterazione tra plasma e campi magnetici in condizioni estreme. Lโanalisi delle sue strutture e dei fenomeni dinamici che vi avvengono fornisce informazioni essenziali per comprendere la fisica dellโatmosfera solare e lโorigine di molti processi energetici che caratterizzano lโattivitร del Sole.
Chimicamo laย chimica onlineย perchรฉ tutto รจ chimica


il 10 Marzo 2026