Fisica

Correnti parassite

il 18 Aprile 2026

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correnti parassite

Le correnti parassite, note anche come correnti di Foucault, costituiscono un fenomeno elettromagnetico fondamentale che riveste un ruolo cruciale nei moderni sistemi ingegneristici, in particolare nei dispositivi elettrici, nei sistemi di conversione dell’energia e nelle tecniche di controllo dei materiali. Esse si manifestano come correnti elettriche indotte all’interno di materiali conduttori quando questi sono attraversati da un campo magnetico variabile oppure si muovono al suo interno.

Il fenomeno fu studiato per la prima volta dal fisico francese Jean-Bernard Léon Foucault nel 1851, il quale realizzò un esperimento con un disco di rame in rotazione immerso in un intenso campo magnetico, dimostrando che si generano correnti circolari interne al materiale, accompagnate da effetti dissipativi e forze opposte al moto. Tali osservazioni si inseriscono nel quadro teorico dell’induzione elettromagnetica, scoperta nel 1831 da Michael Faraday, che stabilisce come una variazione del flusso magnetico attraverso un conduttore induca una corrente elettrica in presenza di un circuito chiuso.

Un ulteriore contributo fu fornito da David Edward Hughes nel 1879, quando dimostrò che le proprietà elettromagnetiche di una bobina variano in funzione dei materiali conduttori posti nelle vicinanze, evidenziando il legame tra correnti indotte, conducibilità elettrica e permeabilità magnetica.

Sebbene inizialmente considerate un effetto indesiderato, responsabile di perdite energetiche per dissipazione termica, le correnti parassite hanno acquisito nel tempo una grande rilevanza applicativa. In particolare, durante la Seconda Guerra Mondiale, lo sviluppo delle tecnologie radar e delle tecniche di analisi dei materiali contribuì a valorizzarne l’impiego pratico. Oggi esse sono al tempo stesso fonte di inefficienze e strumento tecnologico di grande utilità.

Principio fisico delle correnti parassite

Definizione del fenomeno

Le correnti parassite sono correnti elettriche indotte che si sviluppano all’interno di materiali conduttori quando questi sono soggetti a una variazione del flusso magnetico. Esse si distribuiscono nel materiale formando spire chiuse e vorticose, senza la necessità di un circuito elettrico esterno, e rappresentano una manifestazione diretta dell’interazione tra campi magnetici e cariche libere.

Flusso magnetico

flusso magnetico
flusso magnetico

Il concetto di flusso magnetico è fondamentale per comprendere l’origine delle correnti parassite. Esso rappresenta la quantità di campo magnetico che attraversa una superficie ed è definito come:

ΦB = B · A · cosθ

dove:

ΦB è il flusso magnetico,
B è l’intensità del campo magnetico,
A è l’area della superficie attraversata,
θ è l’angolo tra il campo magnetico e la normale alla superficie.

Una variazione di uno qualsiasi di questi parametri comporta una variazione del flusso magnetico e può quindi indurre correnti nel materiale.

Legge di induzione elettromagnetica

Il fenomeno è descritto dalla legge di induzione elettromagnetica formulata da Michael Faraday, secondo cui una variazione del flusso magnetico concatenato con un conduttore genera una forza elettromotrice indotta:

= – dΦB/dt

dove:

è la forza elettromotrice indotta,

ΦB è il flusso del campo magnetico,

il segno negativo esprime l’opposizione al cambiamento (legge di Lenz).

Legge di Lenz e verso delle correnti

La direzione delle correnti indotte è determinata dalla legge formulata da Heinrich Lenz, secondo la quale il campo magnetico generato dalla corrente indotta si oppone alla variazione del flusso magnetico che l’ha prodotta. Questo principio è fondamentale per comprendere il comportamento delle correnti parassite, in quanto introduce un effetto di reazione del sistema.

Dissipazione energetica ed effetto Joule

Le correnti parassite comportano una dissipazione di energia sotto forma di calore, dovuta all’effetto Joule. Questo le rende spesso responsabili di perdite energetiche in dispositivi come trasformatori, motori elettrici e nuclei ferromagnetici, influenzandone il rendimento.

Fattori che influenzano l’intensità

L’intensità delle correnti parassite dipende da diversi parametri quali la rapidità di variazione del campo magnetico (frequenza), l’intensità del campo magnetico, la conducibilità elettrica del materiale e la geometria e le dimensioni del conduttore.

Meccanismo di formazione delle correnti parassite

Variazione del flusso magnetico

Le correnti parassite si originano quando un campo magnetico variabile nel tempo attraversa un materiale conduttore oppure quando il conduttore si muove all’interno di un campo magnetico. In entrambe le situazioni si verifica una variazione del flusso magnetico concatenato con il materiale, condizione necessaria per l’induzione elettromagnetica secondo quanto descritto da Michael Faraday.

Generazione della forza elettromotrice indotta

La variazione del flusso magnetico induce una forza elettromotrice (f.e.m.) all’interno del conduttore. A differenza dei circuiti elettrici tradizionali, in questo caso il materiale stesso funge da insieme continuo di percorsi conduttivi, permettendo alle cariche libere di muoversi sotto l’azione del campo elettrico indotto.

Formazione di correnti chiuse

Le cariche in movimento danno origine a correnti che si richiudono su sé stesse, formando circuiti chiusi distribuiti all’interno del materiale. Queste correnti assumono una configurazione vorticosa, spesso paragonata a quella di vortici fluidi, e per questo motivo vengono anche descritte come correnti a vortice.

Opposizione alla variazione 

Secondo la legge di Heinrich Lenz, il campo magnetico generato dalle correnti parassite si oppone alla variazione del flusso che le ha generate. Questo implica che se il flusso magnetico aumenta, le correnti indotte generano un campo che tende a ridurlo mentre se il flusso diminuisce, esse generano un campo che tende a mantenerlo.

Questo meccanismo introduce un effetto di reazione elettromagnetica, spesso percepibile come forza frenante nei sistemi in movimento.

Distribuzione nel materiale

L’intensità e la distribuzione delle correnti parassite non sono uniformi, ma dipendono da diversi fattori quali la geometria del conduttore, la conduttività elettrica e la frequenza della variazione del campo magnetico.

A frequenze elevate, le correnti tendono a concentrarsi nelle regioni superficiali del materiale (effetto pelle), riducendo la penetrazione del campo magnetico all’interno del conduttore.

Effetti delle correnti parassite

Dissipazione di energia ed effetto Joule

Uno degli effetti più rilevanti delle correnti parassite è la dissipazione di energia sotto forma di calore, dovuta all’effetto Joule. Quando le correnti indotte circolano all’interno di un materiale conduttore, incontrano una resistenza elettrica che provoca la trasformazione dell’energia elettrica in energia termica. Questo fenomeno può determinare surriscaldamento e rappresenta una delle principali cause di perdite energetiche in dispositivi come trasformatori, motori elettrici e generatori.

Effetto frenante (smorzamento elettromagnetico)

Le correnti parassite generano un campo magnetico che, in accordo con la legge di Heinrich Lenz, si oppone alla variazione che le ha prodotte. Questo si traduce in una forza opposta al moto nei sistemi in movimento, nota come effetto frenante o smorzamento elettromagnetico. Tale effetto è particolarmente evidente quando un conduttore si muove in un campo magnetico, dando luogo a una riduzione della velocità senza contatto meccanico.

Perdite nei dispositivi elettrici

Nei sistemi elettrotecnici, le correnti parassite sono spesso indesiderate perché causano perdite di potenza. Nei nuclei ferromagnetici di trasformatori e macchine elettriche, esse riducono l’efficienza complessiva del dispositivo. Per questo motivo, vengono adottate soluzioni tecniche specifiche, come la laminazione dei nuclei o l’uso di materiali ad alta resistività, per limitarne l’intensità.

Effetti sui campi magnetici

Le correnti parassite influenzano anche la distribuzione del campo magnetico all’interno dei materiali. Il campo magnetico generato da tali correnti può modificare il campo applicato, alterando la risposta del sistema. Questo effetto è particolarmente importante nelle applicazioni ad alta frequenza, dove può verificarsi una riduzione della penetrazione del campo magnetico nel materiale (effetto pelle).

Riscaldamento controllato (effetto utile)

Nonostante siano spesso considerate una fonte di inefficienza, le correnti parassite possono essere sfruttate in modo vantaggioso. Il riscaldamento per induzione, ad esempio, utilizza proprio la dissipazione termica generata da queste correnti per riscaldare o fondere materiali in modo rapido e controllato, senza contatto diretto.

Test a correnti parassite (Eddy Current Testing, ECT)

Principio di funzionamento

Il test a correnti parassite (ECT) è una tecnica di controllo non distruttivo basata sull’induzione elettromagnetica. Il metodo sfrutta l’interazione tra un campo magnetico variabile, generato da una sonda alimentata in corrente alternata, e il materiale conduttore in esame.

Test a correnti parassite
Test a correnti parassite

Quando la sonda si avvicina alla superficie del componente, si generano correnti parassite che circolano localmente lungo percorsi chiusi. Eventuali discontinuità, come crepe, inclusioni o variazioni di spessore, alterano la distribuzione di tali correnti, modificando la risposta elettrica della sonda.

Parametri misurati e risposta del sistema

Le variazioni indotte nel materiale si riflettono in cambiamenti dei parametri elettrici della sonda, tra cui impedenza, ampiezza del segnale e fase.

Questi segnali vengono analizzati dallo strumento di misura, consentendo di ottenere informazioni sulla presenza, posizione e natura dei difetti, nonché su proprietà del materiale come conduttività elettrica e permeabilità magnetica.

Tipologie di sonde

Nei sistemi ECT si utilizzano diverse configurazioni di sonde come sonde a bobina singola, semplici e

bobina magnetizzante che produce correnti parassite in un materiale metallico
bobina magnetizzante che produce correnti parassite in un materiale metallico

versatili, sonde differenziali, più sensibili alle variazioni locali e sonde multi-elemento (array), impiegate per coprire superfici estese e migliorare la velocità di ispezione.

Profondità di penetrazione

La profondità di indagine, detta profondità di penetrazione superficiale, dipende principalmente dalla frequenza di eccitazione, conduttività elettrica del materiale e dalla permeabilità magnetica.

A frequenze elevate, la penetrazione diminuisce ma aumenta la sensibilità ai difetti superficiali; a frequenze più basse, si ottiene una maggiore profondità di analisi.

Applicazioni

L’ECT è ampiamente utilizzato per la rilevazione di difetti superficiali e subsuperficiali, misura dello spessore di rivestimenti o materiali, valutazione della conduttività, controllo qualità in produzione, manutenzione e ispezione in servizio.

È particolarmente efficace per materiali non ferromagnetici come alluminio, rame e acciaio inossidabile, soprattutto in presenza di geometrie complesse o sezioni sottili.

Vantaggi e limiti

Tra i principali vantaggi della tecnica è la sua rapidità e non invasività, assenza di contatto diretto, elevata sensibilità ai difetti superficiali e possibilità di ispezioni frequenti senza danneggiare il componente.

Tuttavia è applicabile solo a materiali conduttivi, ha una profondità di indagine limitata e sensibilità a variazioni geometriche e condizioni superficiali.

Ruolo nelle prove non distruttive

L’analisi delle variazioni del segnale consente di ottenere informazioni precise su difetti, disomogeneità e proprietà fisiche del materiale. Per questo motivo, il test a correnti parassite rappresenta una delle tecniche più versatili ed efficaci nell’ambito delle prove non distruttive (NDT), sia in ambito industriale che manutentivo.

Applicazioni delle correnti parassite

Riscaldamento a induzione

Una delle applicazioni più diffuse delle correnti parassite è il riscaldamento a induzione, in cui un campo magnetico variabile genera correnti all’interno di un materiale conduttore, producendo calore per effetto Joule.

Questo principio è utilizzato in ambito industriale per trattamenti termici dei metalli (tempra, brasatura), fusione e lavorazione metallurgica e piani cottura a induzione in ambito domestico.

Freni elettromagnetici

Le correnti parassite sono alla base dei freni elettromagnetici, utilizzati in diversi sistemi di trasporto. Quando un conduttore si muove in un campo magnetico, le correnti indotte generano una forza opposta al moto (legge di Heinrich Lenz), permettendo una frenata senza contatto.

Questa tecnologia è impiegata in treni ad alta velocità, montagne russe e sistemi di sicurezza industriale.

Controlli non distruttivi (ECT)

Le correnti parassite sono fondamentali nei controlli non distruttivi, in particolare nella tecnica ECT (Eddy Current Testing). Esse consentono di individuare difetti superficiali e subsuperficiali, misurare spessori e rivestimenti e valutare proprietà elettriche e strutturali dei materiali.

Questa applicazione è ampiamente utilizzata nei settori aeronautico, energetico e manifatturiero.

Schermatura elettromagnetica

Le correnti parassite contribuiscono alla schermatura elettromagnetica. Quando un campo elettromagnetico incidente colpisce un materiale conduttore, le correnti indotte generano un campo opposto che attenua la propagazione del segnale.

Questo principio è sfruttato in cavi schermati, custodie elettroniche e protezione da interferenze elettromagnetiche (EMI).

Strumentazione e sensori

Le correnti parassite trovano impiego in diversi dispositivi di misura e controllo, tra cui sensori di prossimità, tachimetri e contatori elettrici e strumenti per la misura della velocità e dello spostamento.

In questi sistemi, le variazioni delle correnti indotte vengono utilizzate per ottenere informazioni precise su posizione, movimento o proprietà del materiale.

Riduzione delle vibrazioni

Un’applicazione meno intuitiva ma importante è lo smorzamento delle vibrazioni. Le correnti parassite generano forze che si oppongono al movimento, permettendo di ridurre oscillazioni indesiderate, migliorare la stabilità di sistemi meccanici ed elettromeccanici e aumentare la precisione in strumenti sensibili.

Impatto tecnologico

Nel complesso, le correnti parassite rappresentano un fenomeno estremamente versatile: da un lato vengono sfruttate per generare calore, frenare movimenti e rilevare difetti, dall’altro richiedono strategie di controllo per limitare le perdite energetiche nei sistemi elettrici. Questa duplice natura le rende centrali in numerose applicazioni dell’ingegneria moderna.

Tecniche di riduzione delle correnti parassite

Laminazione dei nuclei ferromagnetici

Una delle tecniche più efficaci consiste nella laminazione dei materiali ferromagnetici. I nuclei di trasformatori e macchine elettriche vengono realizzati mediante sottili lamine isolate tra loro, anziché come blocchi massicci.

Questa soluzione interrompe i percorsi chiusi delle correnti parassite, riduce l’intensità delle correnti indotte e limita le perdite per effetto Joule.

Utilizzo di materiali ad alta resistività

Le correnti parassite dipendono dalla conducibilità del materiale. L’impiego di materiali con maggiore resistività elettrica consente di ostacolare il flusso di corrente, ridurre la dissipazione energetica r migliorare il rendimento dei dispositivi.

Esempi tipici sono leghe ferromagnetiche al silicio o materiali compositi progettati per applicazioni elettrotecniche.

Riduzione dello spessore dei conduttori

Poiché le correnti parassite si sviluppano in percorsi chiusi all’interno del materiale, ridurre lo spessore delle sezioni conduttive limita l’estensione di tali percorsi. Questo principio è strettamente legato alla laminazione ed è particolarmente efficace nei sistemi soggetti a campi magnetici variabili ad alta frequenza.

Ottimizzazione della geometria

La geometria del componente influisce significativamente sulla formazione delle correnti parassite. Strategie progettuali includono l’inserimento di fessure o scanalature per interrompere i percorsi di corrente, la suddivisione del materiale in segmenti isolati e la progettazione di forme che riducano l’area attraversata dal flusso magnetico.

Controllo della frequenza operativa

L’intensità delle correnti parassite aumenta con la frequenza del campo magnetico. Quando possibile, si può operare a frequenze più basse per ridurre le perdite oppure progettare il sistema considerando l’effetto pelle e la distribuzione delle correnti.

Rivestimenti isolanti

L’applicazione di strati isolanti superficiali o tra le parti conduttive consente di impedire la chiusura dei circuiti di corrente, ridurre le correnti indotte e migliorare l’efficienza complessiva dei dispositivi.

Materiali magnetici avanzati

L’uso di materiali innovativi, come ferriti o materiali nanocristallini, permette di combinare alta permeabilità magnetica ed elevata resistività riducendo così in modo significativo le correnti parassite, soprattutto nelle applicazioni ad alta frequenza

Sintesi progettuale

La riduzione delle correnti parassite non si basa su una singola tecnica, ma su una combinazione di strategie progettuali e scelta dei materiali. L’obiettivo è minimizzare le perdite energetiche senza compromettere le prestazioni elettromagnetiche del sistema, ottimizzando così l’efficienza e l’affidabilità dei dispositivi.

Correnti parassite e materiali

Ruolo delle proprietà elettriche

Le correnti parassite dipendono in modo diretto dalle proprietà elettriche dei materiali, in particolare dalla conducibilità elettrica. Nei materiali altamente conduttivi, come rame e alluminio, le cariche elettriche si muovono facilmente, favorendo la formazione di correnti indotte più intense. Al contrario, materiali con maggiore resistività limitano la circolazione delle correnti e riducono le perdite energetiche associate.

Influenza della permeabilità magnetica

Un altro parametro fondamentale è la permeabilità magnetica, che misura la capacità di un materiale di essere attraversato da un campo magnetico.

Nei materiali ferromagnetici (come ferro e acciai dolci), l’elevata permeabilità intensifica il flusso magnetico interno, favorisce l’induzione di correnti parassite e può aumentare le perdite se non adeguatamente controllata.

Nei materiali non ferromagnetici, invece, la minore permeabilità comporta una risposta più debole al campo magnetico.

Materiali conduttori e isolanti

Le correnti parassite si generano esclusivamente in materiali conduttori, dove sono presenti cariche libere in grado di muoversi. Nei materiali isolanti, invece, l’assenza di portatori di carica impedisce la formazione di correnti indotte, rendendo questi materiali intrinsecamente immuni al fenomeno.

Effetto pelle e distribuzione delle correnti

Nei materiali conduttori soggetti a campi magnetici variabili, le correnti parassite tendono a concentrarsi nelle regioni superficiali.

Questo fenomeno, noto come effetto pelle, comporta una riduzione della penetrazione del campo magnetico, una distribuzione non uniforme delle correnti e un aumento delle perdite superficiali, soprattutto ad alte frequenze.

Materiali per la riduzione delle perdite

Per limitare gli effetti indesiderati delle correnti parassite, si utilizzano materiali progettati con proprietà specifiche:

-leghe ferromagnetiche al silicio, con maggiore resistività rispetto al ferro puro
ferriti, caratterizzate da alta resistività e buona permeabilità magnetica
materiali nanocristallini, che combinano prestazioni magnetiche elevate e basse perdite.

Questi materiali sono ampiamente impiegati in trasformatori, induttori e dispositivi elettronici ad alta efficienza.

Implicazioni progettuali

La scelta del materiale è un aspetto cruciale nella progettazione di sistemi elettromagnetici. È necessario trovare un equilibrio tra conducibilità elettrica, permeabilità magnetica e frequenza di funzionamento.

Un’adeguata selezione dei materiali consente di ottimizzare le prestazioni, riducendo le perdite e migliorando l’efficienza complessiva dei dispositivi.

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