Anelli di Newton
Gli anelli di Newton rappresentano uno dei fenomeni di interferenza piรน eleganti e istruttivi dellโottica classica. Si tratta di figure concentriche di frange chiare e scure (o colorate, in luce bianca) generate dalla luce che si riflette nel sottile strato dโaria compreso tra una lente convessa e una superficie piana.
Giร osservati da Robert Boyle e Robert Hooke, questi anelli devono tuttavia a Isaac Newton la prima analisi quantitativa: fu lui a misurarne con precisione i raggi e a riconoscere come la variazione dello spessore dello strato dโaria fosse responsabile dellโalternanza tra zone luminose e zone scure.
Quando il sistema viene illuminato con luce monocromatica, gli anelli appaiono come frange perfettamente circolari, disposte attorno al punto di contatto tra lente e lastra. La loro regolaritร รจ dovuta al fatto che ogni anello corrisponde a una particolare condizione di interferenza costruttiva o distruttiva tra i due fronti dโonda riflessi dalle superfici.
In presenza di luce bianca, invece, il disegno interferenziale assume una conformazione vividamente colorata: le diverse lunghezze dโonda interferiscono a spessori differenti, generando una sequenza di anelli iridescenti che ricorda i colori dell’arcobaleno.
Oltre alla loro valenza storica, gli anelli di Newton costituiscono un fenomeno ottico di grande rilevanza scientifica. La loro osservazione permette infatti di visualizzare variazioni di spessore dellโordine dei micrometri, offrendo un metodo semplice e preciso per indagare la qualitร di superfici ottiche, misurare raggi di curvatura e studiare film sottili. Per queste ragioni, continuano a essere un riferimento fondamentale sia nei laboratori didattici sia nelle moderne tecnologie ottiche.
Principio fisico
Il fenomeno degli anelli di Newton puรฒ essere compreso analizzando lโinterazione della luce con il sottile strato dโaria che si forma tra una lente convessa e una superficie piana e riflettente.
In un tipico allestimento sperimentale, la lente viene appoggiata su uno specchio piano e una lastra di vetro inclinata a 45ยฐ convoglia verso il sistema la luce proveniente da una lampada al sodio. La sorgente, illuminando il retro della lastra, รจ in parte riflessa verso la lente e lo specchio, consentendo lโosservazione delle frange interferenziali.
La formazione degli anelli deriva dal meccanismo dellโinterferenza nel film sottile. Quando la luce raggiunge la lente convessa, una parte del raggio รจ riflessa dalla sua superficie inferiore, mentre unโaltra parte attraversa la pellicola dโaria e si riflette dalla superficie piana sottostante.
Le due onde riflesse percorrono cammini ottici leggermente diversi e, poichรฉ la riflessione dalla superficie piana avviene su un mezzo otticamente piรน denso, il raggio subisce anche un salto di fase di 180ยฐ, che modifica le condizioni finali di interferenza.
Interferenza

Lโinterferenza risultante puรฒ essere costruttiva o distruttiva, e la sua natura dipende dalla differenza di cammino ottico tra i due raggi. Questa differenza viene espressa in multipli della lunghezza dโonda ฮป della luce, utilizzando un numero intero m, detto ordine dellโinterferenza. Ogni valore di m corrisponde a una specifica frangia interferenziale nel sistema:
-si verifica interferenza distruttiva (frangia scura) quando la differenza di cammino ottico รจ pari a ฮ = mฮป
– si verifica interferenza costruttiva (frangia luminosa) quando la differenza di cammino ottico รจ ฮ = (m + ยฝ)ฮป.
Poichรฉ lo spessore dello strato dโaria cresce man mano che ci si allontana dal punto di contatto, anche il valore di m varia progressivamente, determinando la successione di anelli concentrici chiari e scuri. Con luce monocromatica, come quella emessa dalla lampada al sodio, gli anelli risultano ben definiti e regolari; in luce bianca, invece, le diverse lunghezze dโonda interferiscono a spessori differenti, formando la caratteristica sequenza di anelli che mostrano iridescenza.
Descrizione matematica
La spiegazione quantitativa degli anelli di Newton si basa sulla relazione tra la geometria della lente, lo spessore del film dโaria e le condizioni di interferenza della luce.
Interferenza e formazione degli anelli di Newton
Lโinterferenza osservata negli anelli di Newton nasce dal confronto tra due raggi luminosi riflessi: uno dalla superficie inferiore della lente convessa e uno dalla superficie piana sottostante, separata da un sottilissimo strato dโaria.

Poichรฉ la riflessione sulla superficie piรน densa (vetro) comporta uno sfasamento di fase di 180ยฐ, equivalente a mezza lunghezza dโonda, la differenza di cammino ottico effettiva tra i due raggi non dipende solo dallo spessore del film dโaria, ma include anche questo contributo aggiuntivo.
Se indichiamo con t lo spessore del film dโaria in un punto a distanza radiale r dal centro di contatto, la differenza di cammino ottico risulta:
ฮeff = 2t + ฮป/2
dove ฮป รจ la lunghezza dโonda della luce. La presenza dello sfasamento di ฮป/2 modifica le condizioni classiche di interferenza:
Gli anelli scuri (interferenza distruttiva) si formano quando i due raggi si annullano, cioรจ quando la differenza di cammino ottico soddisfa la relazione:
ฮeff = ( m + ยฝ)ฮป con m = 0, 1, 2,โฆ
Gli anelli luminosi (interferenza costruttiva) compaiono invece quando i raggi si sommano, cioรจ:
ฮeff = mฮป con m = 0, 1, 2,โฆ
Geometria del film dโaria
La lente convessa di raggio di curvatura R poggiata sulla superficie piana genera uno spessore dellโaria crescente con la distanza dal centro: t = r2/2R
Questa relazione permette di collegare direttamente la distanza radiale r allo spessore del film dโaria e costituisce il punto di partenza per calcolare i raggi delle frange.
Derivazione dei raggi degli anelli
La differenza di cammino ottico รจ pari a 2t + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป
Per gli anelli scuri, sostituendo t = r2/2R si ottiene 2 (r2/2R) + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป
Da cui r2/R + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป = mฮป + ฮป/2
Quindi r2/R = mฮป ovvero r2 = mฮปR e r =โ mฮปR
Per gli anelli chiari: (interferenza costruttiva), la condizione รจ ฮeff = mฮป pertanto 2t + ฮป/2= mฮป da cui 2t = ฮป (m-1/2)
Sostituendo t = r2/2R si ottiene: 2 (r2/2R)ย = ฮป (m-1/2) ovvero:
r2/R = ฮป (m-1/2) ovvero r2 = Rฮป (m-1/2) da cui puรฒ essere ricavato r.
Applicazioni degli anelli di Newton
Gli anelli di Newton, oltre ad avere un ruolo storico nello sviluppo della teoria ondulatoria della luce, trovano tuttโoggi impiego in diversi ambiti scientifici e tecnologici grazie alla loro estrema sensibilitร alle variazioni di spessore e di curvatura delle superfici. La formazione delle frange interferenziali dipende infatti da differenze di cammino ottico dellโordine dei nanometri: questa caratteristica rende il fenomeno un potente strumento metrologico.
Apparato sperimentale
Lโapparato sperimentale utilizzato per osservare gli anelli di Newton รจ relativamente semplice, ma richiede una disposizione accurata degli elementi ottici per garantire frange nitide e ben definite. La configurazione classica prevede una lente convessa a grande raggio di curvatura poggiata su una superficie piana e riflettente, spesso uno specchio ottico o una lastra di vetro con finitura ottica di alta qualitร .

Il contatto tra la parte sferica della lente e la superficie piana dร origine a una sottilissima pellicola dโaria il cui spessore aumenta gradualmente con la distanza dal punto di contatto: รจ proprio questa struttura a generare il fenomeno interferenziale.
Per illuminare uniformemente il sistema, si utilizza una lastra di vetro inclinata di circa 45ยฐ, che ha il compito di riflettere una parte del fascio luminoso verso la zona di contatto tra lente e superficie riflettente.
Sorgente ย
La sorgente di luce, spesso una lampada al sodio a bassa pressione, รจ scelta per la sua emissione quasi monocromatica, ideale per produrre frange chiaramente distinguibili e concentriche. Il fascio proveniente dalla lampada incide orizzontalmente sulla lastra inclinata, che ne riflette una porzione verso la lente e lo specchio.
Lโosservatore vede gli anelli interferenziali guardando la lente dallโalto: la luce riflessa dai due percorsi โ quello sulla superficie inferiore della lente e quello sulla superficie piana โ si combina producendo lโalternanza di frange scure e luminose.
Lโinsieme risulta particolarmente sensibile a eventuali imperfezioni o variazioni di spessore del film dโaria, motivo per cui lโapparato deve essere posizionato su una superficie stabile e in ambiente non soggetto a vibrazioni.
Supporti
Per rendere lโimmagine piรน uniforme, spesso il sistema viene montato su supporti regolabili che permettono di controllare con precisione la pressione di contatto tra la lente e la superficie piana, evitando deformazioni indesiderate o contatti troppo estesi.
In alcuni casi, soprattutto negli studi avanzati, si impiegano telecamere ad alta risoluzione o microscopi ottici per registrare e analizzare le frange con maggiore accuratezza, facilitando cosรฌ la misura di parametri geometrici o meccanici del sistema.
Misurazioni
Misura del raggio di curvatura delle lenti
Lโapplicazione piรน classica riguarda la determinazione del raggio di curvatura di una lente.
Misurando i raggi degli anelli scuri o luminosi e utilizzando le formule ricavate dalla teoria dellโinterferenza, รจ possibile calcolare con grande precisione il valore di R, il raggio di curvatura della superficie convessa.
Questa tecnica รจ semplice, affidabile e molto usata in ottica sperimentale, in particolare nel controllo di qualitร delle lenti.
Controllo della qualitร delle superfici ottiche
La comparsa di un sistema di anelli perfettamente concentrici indica che la lente convessa e la lastra piana sono entrambe ben realizzate.
Qualsiasi distorsione, eccentricitร o irregolaritร nello spessore del film dโaria modifica la geometria delle frange:
-deformazioni locali โ anelli ovali o asimmetrici
-imperfezioni sulla superficie โ frange interrotte o โondulateโ
-particelle o contaminanti โ macchie o perturbazioni localizzate
Per questo motivo gli anelli di Newton vengono utilizzati come test interferometrico qualitativo e quantitativo nella produzione di componenti ottici di precisione.
Rilevazione di spessori sottili
Poichรฉ la posizione delle frange dipende direttamente dallo spessore del film dโaria, il fenomeno รจ utile anche per misurare spessori di pellicole trasparenti, strati sottili depositati su superfici e variazioni di planaritร nellโordine dei micron o sub-micron
La precisione del metodo permette di rilevare anche piccole non uniformitร che sarebbero invisibili con altre tecniche.
Verifica del contatto tra superfici piane
Quando due superfici dovrebbero essere in contatto perfetto (ad esempio durante l’assemblaggio ottico), la presenza di anelli di Newton indica che tra esse esiste un interstizio dโaria, anche sottilissimo.
La completa scomparsa degli anelli รจ prova visiva immediata che il contatto รจ stato raggiunto.
Per questo motivo il fenomeno รจ usato nella calibrazione di piani di riferimento, messa in contatto ottico (โoptical contactingโ) e verifica della planaritร di specchi e prismi
Applicazioni didattiche
Gli anelli di Newton sono anche un fenomeno molto utilizzato nei laboratori didattici di fisica perchรฉ permettono di visualizzare lโinterferenza in modo semplice e intuitivo, introdurre il concetto di cammino ottico e fase e correlare direttamente geometria e fenomeni ondulatori
La facilitร di allestimento dellโesperimento li rende ideali per le esercitazioni universitarie.
Applicazioni avanzate
Oltre ai loro impieghi piรน noti nella metrologia ottica e nel controllo di qualitร delle superfici, gli anelli di Newton trovano applicazioni interessanti anche in ambiti piรน avanzati della scienza dei materiali e dellโingegneria ottica.
In questi contesti, il fenomeno interferenziale non viene utilizzato soltanto per misurare o ispezionare, ma diventa un vero e proprio strumento per modificare o strutturare i materiali su scala microscopica.
Anelli di Newton come memoria irreversibile nei materiali
Quando la lente convessa รจ posta a contatto con materiali morbidi o con film sottili particolarmente sensibili โ come polimeri, gel o rivestimenti viscoelastici โ il sistema interferenziale puรฒ generare una sorta di memoria permanente nella superficie.
Le frange, normalmente osservabili solo finchรฉ la lente rimane in posizione, possono in questi casi lasciare una impronta duratura, visibile anche dopo la rimozione dellโapparato ottico.
Questo accade perchรฉ il profilo di spessore che dร origine agli anelli non interagisce piรน soltanto con la luce, ma anche con il materiale stesso. La leggera pressione della lente, o lโenergia luminosa proveniente dallโilluminazione, puรฒ produrre micro-deformazioni o indurre modificazioni chimico-fisiche localizzate.
Di conseguenza, le zone di interferenza costruttiva e distruttiva possono tradursi in permanenti variazioni di spessore o colore, riproducendo fedelmente la tipica geometria concentrica degli anelli di Newton.
Patterning ottico e strutturazione di superfici
Questo comportamento รจ oggi oggetto di studio nella litografia interferenziale e nella realizzazione di microstrutture ottiche. Sfruttando lโinterferenza naturale generata dalla lente, รจ possibile ottenere pattern radiali regolari senza la necessitร di complessi sistemi interferometrici.
Il metodo risulta particolarmente efficace con materiali fotosensibili, come i fotopolimeri, nei quali la distribuzione spaziale dellโintensitร luminosa impartisce una polimerizzazione selettiva, seguendo proprio lโandamento degli anelli.
Tali pattern possono essere impiegati per guidare la crescita di strati funzionali o nanoparticelle, produrre superfici con proprietร ottiche modulate, creare microstrutture utili nella sensoristica e realizzare elementi decorativi ad alta precisione.
Studi sulla meccanica dei materiali morbidi
Gli anelli di Newton trovano applicazione avanzata anche nello studio delle proprietร meccaniche dei materiali deformabili. Analizzando la deformazione residua lasciata dal contatto ottico, รจ possibile ricavare informazioni sul comportamento viscoelastico del materiale, sulla sua resilienza o sulla presenza di eterogeneitร nella composizione.
In questo modo, ciรฒ che inizialmente รจ un semplice fenomeno ottico diventa un mezzo per indagare la risposta meccanica a pressioni estremamente deboli, offrendo una tecnica di caratterizzazione non distruttiva e sorprendentemente sensibile.
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il 19 Febbraio 2026