Fisica

Anelli di Newton

il 19 Febbraio 2026

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anelli di Newton

Gli anelli di Newton rappresentano uno dei fenomeni di interferenza piรน eleganti e istruttivi dellโ€™ottica classica. Si tratta di figure concentriche di frange chiare e scure (o colorate, in luce bianca) generate dalla luce che si riflette nel sottile strato dโ€™aria compreso tra una lente convessa e una superficie piana.

Giร  osservati da Robert Boyle e Robert Hooke, questi anelli devono tuttavia a Isaac Newton la prima analisi quantitativa: fu lui a misurarne con precisione i raggi e a riconoscere come la variazione dello spessore dello strato dโ€™aria fosse responsabile dellโ€™alternanza tra zone luminose e zone scure.

Quando il sistema viene illuminato con luce monocromatica, gli anelli appaiono come frange perfettamente circolari, disposte attorno al punto di contatto tra lente e lastra. La loro regolaritร  รจ dovuta al fatto che ogni anello corrisponde a una particolare condizione di interferenza costruttiva o distruttiva tra i due fronti dโ€™onda riflessi dalle superfici.

In presenza di luce bianca, invece, il disegno interferenziale assume una conformazione vividamente colorata: le diverse lunghezze dโ€™onda interferiscono a spessori differenti, generando una sequenza di anelli iridescenti che ricorda i colori dell’arcobaleno.

Oltre alla loro valenza storica, gli anelli di Newton costituiscono un fenomeno ottico di grande rilevanza scientifica. La loro osservazione permette infatti di visualizzare variazioni di spessore dellโ€™ordine dei micrometri, offrendo un metodo semplice e preciso per indagare la qualitร  di superfici ottiche, misurare raggi di curvatura e studiare film sottili. Per queste ragioni, continuano a essere un riferimento fondamentale sia nei laboratori didattici sia nelle moderne tecnologie ottiche.

Principio fisico

Il fenomeno degli anelli di Newton puรฒ essere compreso analizzando lโ€™interazione della luce con il sottile strato dโ€™aria che si forma tra una lente convessa e una superficie piana e riflettente.

In un tipico allestimento sperimentale, la lente viene appoggiata su uno specchio piano e una lastra di vetro inclinata a 45ยฐ convoglia verso il sistema la luce proveniente da una lampada al sodio. La sorgente, illuminando il retro della lastra, รจ in parte riflessa verso la lente e lo specchio, consentendo lโ€™osservazione delle frange interferenziali.

La formazione degli anelli deriva dal meccanismo dellโ€™interferenza nel film sottile. Quando la luce raggiunge la lente convessa, una parte del raggio รจ riflessa dalla sua superficie inferiore, mentre unโ€™altra parte attraversa la pellicola dโ€™aria e si riflette dalla superficie piana sottostante.

Le due onde riflesse percorrono cammini ottici leggermente diversi e, poichรฉ la riflessione dalla superficie piana avviene su un mezzo otticamente piรน denso, il raggio subisce anche un salto di fase di 180ยฐ, che modifica le condizioni finali di interferenza.

Interferenza

frange di interferenza
frange di interferenza

Lโ€™interferenza risultante puรฒ essere costruttiva o distruttiva, e la sua natura dipende dalla differenza di cammino ottico tra i due raggi. Questa differenza viene espressa in multipli della lunghezza dโ€™onda ฮป della luce, utilizzando un numero intero m, detto ordine dellโ€™interferenza. Ogni valore di m corrisponde a una specifica frangia interferenziale nel sistema:

-si verifica interferenza distruttiva (frangia scura) quando la differenza di cammino ottico รจ pari a ฮ” = mฮป
– si verifica interferenza costruttiva (frangia luminosa) quando la differenza di cammino ottico รจ ฮ” = (m + ยฝ)ฮป.

Poichรฉ lo spessore dello strato dโ€™aria cresce man mano che ci si allontana dal punto di contatto, anche il valore di m varia progressivamente, determinando la successione di anelli concentrici chiari e scuri. Con luce monocromatica, come quella emessa dalla lampada al sodio, gli anelli risultano ben definiti e regolari; in luce bianca, invece, le diverse lunghezze dโ€™onda interferiscono a spessori differenti, formando la caratteristica sequenza di anelli che mostrano iridescenza.

Descrizione matematica

La spiegazione quantitativa degli anelli di Newton si basa sulla relazione tra la geometria della lente, lo spessore del film dโ€™aria e le condizioni di interferenza della luce.

Interferenza e formazione degli anelli di Newton

Lโ€™interferenza osservata negli anelli di Newton nasce dal confronto tra due raggi luminosi riflessi: uno dalla superficie inferiore della lente convessa e uno dalla superficie piana sottostante, separata da un sottilissimo strato dโ€™aria.

riflessione
riflessione

Poichรฉ la riflessione sulla superficie piรน densa (vetro) comporta uno sfasamento di fase di 180ยฐ, equivalente a mezza lunghezza dโ€™onda, la differenza di cammino ottico effettiva tra i due raggi non dipende solo dallo spessore del film dโ€™aria, ma include anche questo contributo aggiuntivo.

Se indichiamo con t lo spessore del film dโ€™aria in un punto a distanza radiale r dal centro di contatto, la differenza di cammino ottico risulta:

ฮ”eff = 2t + ฮป/2

dove ฮป รจ la lunghezza dโ€™onda della luce. La presenza dello sfasamento di ฮป/2 modifica le condizioni classiche di interferenza:

Gli anelli scuri (interferenza distruttiva) si formano quando i due raggi si annullano, cioรจ quando la differenza di cammino ottico soddisfa la relazione:

ฮ”eff = ( m + ยฝ)ฮป con m = 0, 1, 2,โ€ฆ

Gli anelli luminosi (interferenza costruttiva) compaiono invece quando i raggi si sommano, cioรจ:
ฮ”eff = mฮป con m = 0, 1, 2,โ€ฆ

Geometria del film dโ€™aria

La lente convessa di raggio di curvatura R poggiata sulla superficie piana genera uno spessore dellโ€™aria crescente con la distanza dal centro: t = r2/2R
Questa relazione permette di collegare direttamente la distanza radiale r allo spessore del film dโ€™aria e costituisce il punto di partenza per calcolare i raggi delle frange.

Derivazione dei raggi degli anelli

La differenza di cammino ottico รจ pari a 2t + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป

Per gli anelli scuri, sostituendo t = r2/2R si ottiene 2 (r2/2R) + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป
Da cui r2/R + ฮป/2 = (m + ยฝ)ฮป = mฮป + ฮป/2

Quindi r2/R = mฮป ovvero r2 = mฮปR e r =โˆš mฮปR

Per gli anelli chiari: (interferenza costruttiva), la condizione รจ ฮ”eff = mฮป pertanto 2t + ฮป/2= mฮป da cui 2t = ฮป (m-1/2)

Sostituendo t = r2/2R si ottiene: 2 (r2/2R)ย  = ฮป (m-1/2) ovvero:

r2/R = ฮป (m-1/2) ovvero r2 = Rฮป (m-1/2) da cui puรฒ essere ricavato r.

Applicazioni degli anelli di Newton

Gli anelli di Newton, oltre ad avere un ruolo storico nello sviluppo della teoria ondulatoria della luce, trovano tuttโ€™oggi impiego in diversi ambiti scientifici e tecnologici grazie alla loro estrema sensibilitร  alle variazioni di spessore e di curvatura delle superfici. La formazione delle frange interferenziali dipende infatti da differenze di cammino ottico dellโ€™ordine dei nanometri: questa caratteristica rende il fenomeno un potente strumento metrologico.

Apparato sperimentale

Lโ€™apparato sperimentale utilizzato per osservare gli anelli di Newton รจ relativamente semplice, ma richiede una disposizione accurata degli elementi ottici per garantire frange nitide e ben definite. La configurazione classica prevede una lente convessa a grande raggio di curvatura poggiata su una superficie piana e riflettente, spesso uno specchio ottico o una lastra di vetro con finitura ottica di alta qualitร .

Apparato sperimentale
Apparato sperimentale

Il contatto tra la parte sferica della lente e la superficie piana dร  origine a una sottilissima pellicola dโ€™aria il cui spessore aumenta gradualmente con la distanza dal punto di contatto: รจ proprio questa struttura a generare il fenomeno interferenziale.

Per illuminare uniformemente il sistema, si utilizza una lastra di vetro inclinata di circa 45ยฐ, che ha il compito di riflettere una parte del fascio luminoso verso la zona di contatto tra lente e superficie riflettente.

Sorgente ย 

La sorgente di luce, spesso una lampada al sodio a bassa pressione, รจ scelta per la sua emissione quasi monocromatica, ideale per produrre frange chiaramente distinguibili e concentriche. Il fascio proveniente dalla lampada incide orizzontalmente sulla lastra inclinata, che ne riflette una porzione verso la lente e lo specchio.

Lโ€™osservatore vede gli anelli interferenziali guardando la lente dallโ€™alto: la luce riflessa dai due percorsi โ€” quello sulla superficie inferiore della lente e quello sulla superficie piana โ€” si combina producendo lโ€™alternanza di frange scure e luminose.

Lโ€™insieme risulta particolarmente sensibile a eventuali imperfezioni o variazioni di spessore del film dโ€™aria, motivo per cui lโ€™apparato deve essere posizionato su una superficie stabile e in ambiente non soggetto a vibrazioni.

Supporti

Per rendere lโ€™immagine piรน uniforme, spesso il sistema viene montato su supporti regolabili che permettono di controllare con precisione la pressione di contatto tra la lente e la superficie piana, evitando deformazioni indesiderate o contatti troppo estesi.

In alcuni casi, soprattutto negli studi avanzati, si impiegano telecamere ad alta risoluzione o microscopi ottici per registrare e analizzare le frange con maggiore accuratezza, facilitando cosรฌ la misura di parametri geometrici o meccanici del sistema.

Misurazioni

Misura del raggio di curvatura delle lenti

Lโ€™applicazione piรน classica riguarda la determinazione del raggio di curvatura di una lente.
Misurando i raggi degli anelli scuri o luminosi e utilizzando le formule ricavate dalla teoria dellโ€™interferenza, รจ possibile calcolare con grande precisione il valore di R, il raggio di curvatura della superficie convessa.
Questa tecnica รจ semplice, affidabile e molto usata in ottica sperimentale, in particolare nel controllo di qualitร  delle lenti.

Controllo della qualitร  delle superfici ottiche

La comparsa di un sistema di anelli perfettamente concentrici indica che la lente convessa e la lastra piana sono entrambe ben realizzate.
Qualsiasi distorsione, eccentricitร  o irregolaritร  nello spessore del film dโ€™aria modifica la geometria delle frange:

-deformazioni locali โ†’ anelli ovali o asimmetrici

-imperfezioni sulla superficie โ†’ frange interrotte o โ€œondulateโ€

-particelle o contaminanti โ†’ macchie o perturbazioni localizzate

Per questo motivo gli anelli di Newton vengono utilizzati come test interferometrico qualitativo e quantitativo nella produzione di componenti ottici di precisione.

Rilevazione di spessori sottili

Poichรฉ la posizione delle frange dipende direttamente dallo spessore del film dโ€™aria, il fenomeno รจ utile anche per misurare spessori di pellicole trasparenti, strati sottili depositati su superfici e variazioni di planaritร  nellโ€™ordine dei micron o sub-micron

La precisione del metodo permette di rilevare anche piccole non uniformitร  che sarebbero invisibili con altre tecniche.

Verifica del contatto tra superfici piane

Quando due superfici dovrebbero essere in contatto perfetto (ad esempio durante l’assemblaggio ottico), la presenza di anelli di Newton indica che tra esse esiste un interstizio dโ€™aria, anche sottilissimo.
La completa scomparsa degli anelli รจ prova visiva immediata che il contatto รจ stato raggiunto.

Per questo motivo il fenomeno รจ usato nella calibrazione di piani di riferimento, messa in contatto ottico (โ€œoptical contactingโ€) e verifica della planaritร  di specchi e prismi

Applicazioni didattiche

Gli anelli di Newton sono anche un fenomeno molto utilizzato nei laboratori didattici di fisica perchรฉ permettono di visualizzare lโ€™interferenza in modo semplice e intuitivo, introdurre il concetto di cammino ottico e fase e correlare direttamente geometria e fenomeni ondulatori

La facilitร  di allestimento dellโ€™esperimento li rende ideali per le esercitazioni universitarie.

Applicazioni avanzate

Oltre ai loro impieghi piรน noti nella metrologia ottica e nel controllo di qualitร  delle superfici, gli anelli di Newton trovano applicazioni interessanti anche in ambiti piรน avanzati della scienza dei materiali e dellโ€™ingegneria ottica.

In questi contesti, il fenomeno interferenziale non viene utilizzato soltanto per misurare o ispezionare, ma diventa un vero e proprio strumento per modificare o strutturare i materiali su scala microscopica.

Anelli di Newton come memoria irreversibile nei materiali

Quando la lente convessa รจ posta a contatto con materiali morbidi o con film sottili particolarmente sensibili โ€“ come polimeri, gel o rivestimenti viscoelastici โ€“ il sistema interferenziale puรฒ generare una sorta di memoria permanente nella superficie.

Le frange, normalmente osservabili solo finchรฉ la lente rimane in posizione, possono in questi casi lasciare una impronta duratura, visibile anche dopo la rimozione dellโ€™apparato ottico.

Questo accade perchรฉ il profilo di spessore che dร  origine agli anelli non interagisce piรน soltanto con la luce, ma anche con il materiale stesso. La leggera pressione della lente, o lโ€™energia luminosa proveniente dallโ€™illuminazione, puรฒ produrre micro-deformazioni o indurre modificazioni chimico-fisiche localizzate.

Di conseguenza, le zone di interferenza costruttiva e distruttiva possono tradursi in permanenti variazioni di spessore o colore, riproducendo fedelmente la tipica geometria concentrica degli anelli di Newton.

Patterning ottico e strutturazione di superfici

Questo comportamento รจ oggi oggetto di studio nella litografia interferenziale e nella realizzazione di microstrutture ottiche. Sfruttando lโ€™interferenza naturale generata dalla lente, รจ possibile ottenere pattern radiali regolari senza la necessitร  di complessi sistemi interferometrici.

Il metodo risulta particolarmente efficace con materiali fotosensibili, come i fotopolimeri, nei quali la distribuzione spaziale dellโ€™intensitร  luminosa impartisce una polimerizzazione selettiva, seguendo proprio lโ€™andamento degli anelli.

Tali pattern possono essere impiegati per guidare la crescita di strati funzionali o nanoparticelle, produrre superfici con proprietร  ottiche modulate, creare microstrutture utili nella sensoristica e realizzare elementi decorativi ad alta precisione.

Studi sulla meccanica dei materiali morbidi

Gli anelli di Newton trovano applicazione avanzata anche nello studio delle proprietร  meccaniche dei materiali deformabili. Analizzando la deformazione residua lasciata dal contatto ottico, รจ possibile ricavare informazioni sul comportamento viscoelastico del materiale, sulla sua resilienza o sulla presenza di eterogeneitร  nella composizione.

In questo modo, ciรฒ che inizialmente รจ un semplice fenomeno ottico diventa un mezzo per indagare la risposta meccanica a pressioni estremamente deboli, offrendo una tecnica di caratterizzazione non distruttiva e sorprendentemente sensibile.

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