Ecologia e Ambiente

Impronta di carbonio

il 25 Agosto 2025

9 minutes di lettura
Impronta di carbonio

L’impronta di carbonio (carbon footprint) è uno degli indicatori più significativi per valutare l’impatto delle attività umane sull’ambiente e sul clima. Con questa espressione si indica la quantità totale di gas serra, espressa in tonnellate di CO₂ equivalente (CO₂e), generata direttamente o indirettamente da persone, aziende, prodotti o interi Paesi.

Il termine CO₂ equivalente serve a sommare l’effetto di gas diversi come metano, gas fluorurati e monossido di diazoto in un’unica unità di misura, rapportando il loro impatto al potere di riscaldamento del biossido di carbonio.

Comprendere l’impronta di carbonio è fondamentale perché consente di individuare le principali fonti di emissione e di definire strategie mirate per ridurle. In un contesto di cambiamenti climatici sempre più evidenti, monitorare l’impronta di carbonio non è più un’opzione, ma una necessità globale. Le decisioni politiche, i comportamenti individuali e le scelte industriali devono convergere verso un obiettivo comune: limitare le emissioni e contenere il riscaldamento globale, per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

Che cos’è l’impronta di carbonio?

L’impronta di carbonio è un indicatore ambientale che misura la quantità totale di emissioni di gas serra associate a un’attività, un prodotto, un servizio o all’intero ciclo di vita di un bene. Viene espressa in tonnellate di CO₂ equivalente (tCO₂e), un’unità che consente di sommare in un unico valore l’effetto dei diversi gas serra.

Questa misurazione considera sia le emissioni dirette, cioè quelle generate direttamente dall’attività analizzata (ad esempio il carburante bruciato in un’automobile), sia le emissioni indirette, che derivano da processi collegati ma non sotto il controllo immediato dell’attività (ad esempio la produzione dell’elettricità usata per alimentare un’auto elettrica).

GHG Protocol Emissions
GHG Protocol Emissions

L’impronta di carbonio è calcolata attraverso metodologie riconosciute a livello internazionale, come gli standard ISO 14064 e il protocollo GHG (Greenhouse Gas Protocol), che suddividono le emissioni in tre categorie principali ovvero Ambito:

1 (Scope 1): emissioni dirette come la combustione di carburanti in impianti aziendali;

2 (Scope 2): emissioni indirette legate al consumo di energia acquistata;

3 (Scope 3): altre emissioni indirette lungo la catena di valore (trasporti, fornitori, utilizzo del prodotto).

Conoscere l’impronta di carbonio di un’attività permette di valutare il suo contributo ai cambiamenti climatici e di individuare le azioni più efficaci per ridurlo.

Cause principali delle emissioni globali

L’impronta di carbonio globale è determinata principalmente dalle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane, note come emissioni antropiche. Secondo i dati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), le principali fonti sono:

-Produzione e consumo di energia (circa il 73% delle emissioni globali)
L’uso di combustibili fossili ovvero carbone, petrolio e gas naturale, per produrre elettricità, calore e carburanti è la causa dominante delle emissioni di CO₂. Le centrali termoelettriche, il riscaldamento domestico e i trasporti rappresentano i settori più impattanti.

-Industria e processi produttivi (circa il 5-6%)
Le attività industriali non solo consumano energia, ma emettono gas serra durante i processi chimici, come nella produzione di cemento, acciaio e fertilizzanti.

-Agricoltura e allevamento (circa il 18%)
La metanizzazione nei ruminanti (digestione enterica), la gestione dei liquami e l’uso di fertilizzanti azotati provocano l’emissione di metano  e monossido di diazoto (N₂O), gas con un potere  molto superiore alla CO₂.

Deforestazione e cambiamento d’uso del suolo (circa il 10%)
Il taglio delle foreste riduce la capacità di assorbire CO₂ (funzione di “carbon sink”) e, quando la biomassa viene bruciata o lasciata decomporre, rilascia ulteriori gas serra.

-Rifiuti e discariche
La decomposizione dei rifiuti organici produce metano, mentre la combustione dei rifiuti genera CO₂ e altri inquinanti.

La crescita economica, la rapida urbanizzazione e l’aumento dei consumi energetici a livello globale sono fattori che amplificano queste emissioni. Per questo, ridurre l’impronta di carbonio richiede un’azione combinata su più settori, dalla produzione energetica ai modelli di consumo.

L’impronta di carbonio globale: numeri e impatti

Le emissioni di gas serra a livello mondiale continuano a crescere nonostante gli sforzi per contenerle. Secondo il Global Carbon Project, nel 2023 le emissioni di CO₂ da combustibili fossili hanno raggiunto circa 36.8 miliardi di tonnellate, il valore più alto mai registrato. Se si considerano tutti i gas serra (in termini di CO₂ equivalente), le emissioni globali superano 50 miliardi di tonnellate di CO₂e ogni anno.

Il risultato è un aumento costante della concentrazione di CO₂ atmosferica, che ha superato le 420 parti per milione (ppm) nel 2023, rispetto alle circa 280 ppm dell’era preindustriale. Questo incremento è direttamente collegato al riscaldamento globale, che oggi si attesta a circa +1.1 °C rispetto ai livelli preindustriali, con conseguenze evidenti:

Scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello dei mari;

Eventi climatici estremi più frequenti, come ondate di calore, uragani e siccità;

Acidificazione degli oceani, che minaccia gli ecosistemi marini.

net zero emissions
net zero emissions

Il legame tra impronta di carbonio globale e cambiamenti climatici è ormai scientificamente indiscutibile. Per rispettare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi (2015) di limitare il riscaldamento ben al di sotto dei 2 °C, idealmente 1.5 °C  è necessario ridurre drasticamente le emissioni entro il 2050, puntando a una condizione di neutralità carbonica (net zero).

Importanza della misurazione dell’impronta di carbonio

Misurare l’impronta di carbonio è un passo fondamentale per affrontare in modo efficace la crisi climatica. Senza una quantificazione precisa delle emissioni di gas serra, è impossibile valutare l’impatto reale delle attività umane e pianificare interventi mirati. Le ragioni principali sono:

-Monitoraggio e trasparenza
La misurazione permette di capire quali settori, prodotti o processi hanno il maggior impatto e quindi di intervenire in modo strategico. È uno strumento di trasparenza per governi, aziende e cittadini.

-Definizione di obiettivi climatici
Le politiche di riduzione delle emissioni, come gli impegni dell’Accordo di Parigi e i piani nazionali di decarbonizzazione, si basano su dati precisi sull’impronta di carbonio.

-Strumento per la sostenibilità aziendale
Sempre più imprese integrano il calcolo della propria impronta nelle strategie ESG (Environmental, Social, Governance), comunicandolo nei report di sostenibilità e rendendolo un fattore competitivo sul mercato.

-Consapevolezza e cambiamento nei consumi
Anche a livello individuale, conoscere la propria impronta di carbonio aiuta a fare scelte più sostenibili, come ridurre i viaggi aerei, preferire trasporti pubblici o adottare fonti energetiche rinnovabili.

Strategie globali per ridurre l’impronta di carbonio

Per contrastare l’aumento delle emissioni di gas serra e contenere i cambiamenti climatici, la comunità internazionale ha messo in campo diverse strategie che agiscono su più fronti:

Accordi internazionali e impegni nazionali
L’Accordo di Parigi (2015) rappresenta il principale patto globale per la riduzione delle emissioni. Gli Stati firmatari si sono impegnati a limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto all’era preindustriale, con uno sforzo per non superare 1.5 °C, attraverso piani nazionali di riduzione delle emissioni (NDC, Nationally Determined Contributions).

Transizione energetica
La sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili come solare, eolico, idroelettrico e biomasse è una priorità. Parallelamente, l’aumento dell’efficienza energetica negli edifici, nell’industria e nei trasporti riduce la domanda complessiva di energia.

Innovazioni tecnologiche

cattura di CO2
cattura di CO2

Tecnologie emergenti come la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), l’idrogeno verde e i sistemi di mobilità elettrica rappresentano strumenti fondamentali per abbattere le emissioni nei settori in cui è più difficile la decarbonizzazione.

Conservazione e riforestazione
Le foreste sono i principali pozzi naturali di carbonio, assorbendo ogni anno miliardi di tonnellate di CO₂. Proteggere le aree forestali esistenti e avviare programmi di riforestazione contribuisce a compensare parte delle emissioni residue.

Economia circolare e gestione sostenibile delle risorse
Ridurre, riutilizzare e riciclare materiali limita l’estrazione di nuove risorse e i processi ad alta emissione associati alla produzione.

Queste strategie richiedono un coordinamento globale e azioni integrate a livello locale, nazionale e internazionale. Solo attraverso un impegno collettivo è possibile ridurre significativamente l’impronta di carbonio globale e avvicinarsi agli obiettivi climatici condivisi.

Il ruolo dei cittadini e delle imprese nella riduzione dell’impronta di carbonio

La sfida di ridurre l’impronta di carbonio riguarda tutti noi, non solo a livello globale ma anche nelle scelte quotidiane. I cittadini possono fare la differenza adottando comportamenti più sostenibili, piccoli gesti che, moltiplicati per milioni di persone, hanno un impatto significativo.

Per esempio, ridurre il consumo energetico in casa usando elettrodomestici efficienti o preferendo fonti di energia rinnovabile è un primo passo importante. Anche spostarsi con mezzi a basso impatto ambientale, come biciclette, trasporti pubblici o veicoli elettrici, contribuisce a tagliare le emissioni.

Le abitudini alimentari giocano un ruolo fondamentale: scegliere cibi prodotti localmente, ridurre il consumo di carne e limitare gli sprechi alimentari sono scelte che possono diminuire notevolmente la propria impronta. Infine, praticare la riduzione, il riuso e il riciclo aiuta a limitare la produzione di nuovi materiali e le emissioni ad essa collegate.

Carbon offset

Quando non è possibile eliminare del tutto le emissioni, esistono programmi di compensazione, i cosiddetti carbon offset, che permettono di bilanciare le proprie emissioni sostenendo progetti di tutela ambientale.

Sul fronte delle imprese, l’impegno è altrettanto cruciale e spesso porta anche vantaggi competitivi. Sempre più aziende misurano la propria impronta di carbonio per capire dove intervenire e rendono pubblici questi dati nei loro report di sostenibilità, dimostrando trasparenza e responsabilità.

Investire in tecnologie più efficienti e meno inquinanti, ottimizzare i processi produttivi e adottare modelli di economia circolare sono strategie che riducono le emissioni ma migliorano anche l’efficienza e la redditività.

Le aziende hanno anche la possibilità di influenzare l’intera filiera produttiva, collaborando con fornitori e clienti per estendere l’attenzione alla sostenibilità lungo tutta la catena del valore. Innovare prodotti e servizi con un occhio all’ambiente non è solo un dovere, ma anche un’opportunità per rispondere a un mercato sempre più attento alle tematiche green.

Le azioni di cittadini e imprese, insieme a politiche efficaci da parte dei governi, possono davvero fare la differenza, accelerando il percorso verso un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.

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