Ecologia e Ambiente

Gas serra: riscaldamento globale

il 24 Luglio 2020

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gas serra

I gas serra sono gas presenti nell’atmosfera e tendono a bloccare l’emissione di calore dalla superficie terrestre. La loro crescente concentrazione provoca un effetto di riscaldamento con possibili effetti climatici.

Questo processo, noto come effetto serra, è fondamentale per mantenere la temperatura della Terra entro limiti compatibili con la vita. Senza i gas serra naturali, come il vapore acqueo, l’anidride carbonica e il metano, la temperatura media del pianeta sarebbe di circa -18 °C, rendendo impossibile l’esistenza delle attuali forme di vita. Tuttavia, l’equilibrio tra la radiazione solare in entrata e quella termica in uscita può essere alterato dall’eccessiva concentrazione di questi gas dovuta ad attività antropiche.

A partire dalla rivoluzione industriale, l’uomo ha profondamente modificato la composizione atmosferica, intensificando le emissioni di gas serra attraverso la combustione di carbone, petrolio e gas naturale, la deforestazione, le pratiche agricole intensive e l’espansione dell’industria e dei trasporti. Questo squilibrio ha causato un aumento della temperatura globale, con conseguenze potenzialmente devastanti: scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, eventi meteorologici estremi e alterazioni degli ecosistemi.

Comprendere la natura, l’origine e gli effetti dei gas serra è quindi essenziale per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e per individuare strategie efficaci di mitigazione e adattamento su scala globale.

Riscaldamento globale e gas serra

Il riscaldamento globale è l’aumento progressivo della temperatura media della superficie terrestre, degli oceani e dell’atmosfera, causato principalmente dalla crescente concentrazione di gas serra emessi dalle attività umane. Questo fenomeno è stato riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come una delle principali conseguenze dell’alterazione dell’equilibrio energetico del pianeta.

gas serra
gas serra

In condizioni naturali, parte della radiazione solare che raggiunge la Terra viene riflessa nello spazio, mentre una parte viene assorbita dalla superficie terrestre e successivamente riemessa sotto forma di radiazione infrarossa. I gas serra presenti nell’atmosfera intrappolano parte di questa energia, riscaldando l’ambiente circostante: è il cosiddetto effetto serra naturale, indispensabile per mantenere condizioni climatiche favorevoli alla vita.

Tuttavia, a partire dalla rivoluzione industriale, l’intensa combustione di carbone, petrolio e gas naturale, la produzione industriale, l’agricoltura intensiva e la deforestazione hanno provocato un aumento anomalo delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica (CO₂), metano (CH₄), protossido di azoto (N₂O) e altri gas a effetto serra. Questo ha potenziato l’effetto serra oltre i limiti naturali, contribuendo al riscaldamento del pianeta.

Le conseguenze del riscaldamento globale sono molteplici e interconnesse: dallo scioglimento dei ghiacciai polari all’innalzamento del livello dei mari, dalla maggiore frequenza di ondate di calore e incendi boschivi alla desertificazione e alla perdita di biodiversità. Inoltre, il riscaldamento influisce anche sul ciclo dell’acqua, modificando i regimi delle precipitazioni e aumentando il rischio di eventi meteorologici estremi come uragani, alluvioni e siccità.

Desertificazione
Desertificazione

Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), per contenere gli effetti più gravi del cambiamento climatico è necessario limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, accelerare la transizione energetica verso fonti rinnovabili e adottare politiche di adattamento ai cambiamenti già in atto.

Gas serra del protocollo di Kyoto

I gas serra coinvolti negli obiettivi del protocollo di Kyoto sono:

Biossido di carbonio CO2 prodotta dall’impiego dei combustibili fossili in tutte le attività domestiche e industriali oltre che in quelle dei trasporti. Altri fattori responsabili sono la deforestazione e le attività industriali con particolare riferimento alla produzione di cemento

Metano CH4 prodotto durante la produzione e il trasporto di carbone, gas naturale e petrolio. Le emissioni di metano derivano anche da allevamenti intensivi di bestiame e dal decadimento dei rifiuti organici nelle discariche di rifiuti solidi urbani

Monossido di biazoto N2O emesso durante le attività agricole e industriali, la combustione di combustibili fossili e rifiuti solidi, nonché durante il trattamento delle acque reflue

Idrofluorocarburi (HFC) gas refrigeranti utilizzati nelle industrie chimiche e manifatturiere. Gli HFC hanno sostituito negli anni ’80 i clorofluorocarburi a causa dell’impatto di questi ultimi sullo strato di ozono ma pur non contribuendo all’assottigliamento dello strato di ozono sono dei potenti gas serra

Perfluorocarburi (PFC) sono costituiti da catene carboniose in cui gli atomi di carbonio sono legati solo ad atomi di fluoro. Sono emessi nel corso dell’utilizzo e smaltimento inadeguato di prodotti che li contengono ma sono ottenuti anche dalla produzione di alluminio e da impianti di raffreddamento

Esafluoruro di zolfo SF6. Viene utilizzato nelle industrie chimiche e manifatturiere come le insonorizzazioni delle finestre, scarpe sportive e come gas per i pneumatici degli autoveicoli

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