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Vitamina K

  |   Biochimica, Chimica

Con il nome di vitamina K si indicano un gruppo di composti che sono simili nella struttura o nella funzione.

La vitamina K1, il fillochinone, è prodotta nelle piante a foglia verde, dove svolge un ruolo chiave nella fotosintesi. Le nove varietà di vitamina K2, al contrario, sono di derivazione batterica e supportano una miriade di altre vie biologiche.

La sua scoperta e il suo ruolo nella fisiologia umana portò al premio Nobel per la medicina nel 1943 il suo scopritore Carl Peter Henrik Dam

La vitamina K è una vitamina liposolubile, ed è pertanto accumulata nel fegato e non deve essere assunta di continuamente con il cibo e il corpo la rilascia quando è necessario.

Si trova in numerosi alimenti, tra cui verdure a foglia verde, cavolfiore e fegato. Tuttavia, la principale fonte  è la sua sintesi da parte dei batteri che avviene nell’intestino

Struttura

Le vitamine K sono suddivise in tre gruppi di cui due sono di origine naturale (K1 e K2) e una di origine sintetica che presentano unità isoprenoidi:

  • K1 (2-metil-3-fitil-1,4-naftochinone) o fillochinone in cui le tre unità isopreniche sono idrogenate
  • K2 o metachinone. I menachinoni differiscono per il numero di unità isopreniche che si trovano nella catena laterale
  • K3 o menadione di origine sintetica

che in figura sono riportate nell’ordine

vitamina K-chimicamo

Proprietà

La vitamina K è il cofattore essenziale per la carbossilazione dei residui di acido glutammico in molte proteine dipendenti dalla vitamina K (VKDP) che sono coinvolte nella:

    • coagulazione del sangue
    • metabolismo osseo
    • prevenzione della mineralizzazione dei vasi
    • regolazione di varie funzioni cellulari

Essa favorisce la coagulazione del sangue, contribuendo alla sintesi di vari fattori ed in particolare della protrombina.

Funzioni

Funge da cofattore per l’enzima γ-glutamilcarbossilasi (GGCX), che catalizza la carbossilazione dell’acido glutammico (Glu) in acido γ-carbossiglutammico (Gla).

La γ-carbossilazione, che si verifica solo su specifici residui di acido glutammico nelle proteine ​​dipendenti dalla vitamina K (VKDP), è fondamentale per la loro capacità di legare il calcio.

L’attivazione della vitamina K avviene tramite legame con al suo apoenzima il γ-glutamilcarbossilasi a livello epatico.

Ciclo 

Sebbene liposolubile il corpo ne immagazzina quantità molto piccole che si esauriscono rapidamente senza un’assunzione regolare con la dieta. Pertanto il corpo la ricicla attraverso un processo chiamato ciclo della vitamina K diminuendone così il fabbisogno alimentare. Essa subisce quindi un ciclo di ossidazione e riduzione che ne consente il riutilizzo