Chimica

Dendrimeri

il 10 Febbraio 2024

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dendrimeri

I dendrimeri sono molecole di dimensioni nanometriche, a simmetria radiale con una struttura ben definita, omogenea e monodispersa costituita da rami ad albero. Queste molecole iperramificate furono scoperte per la prima volta da Fritz Vogtle nel 1978, da Donald Tomalia e collaboratori all’inizio degli anni ’80 e, contemporaneamente, ma indipendentemente, da George R. Newkome.

I dendrimeri sono macromolecole, dette anche “molecole a cascataโ€ contengono unitร  di ramificazione simmetriche costruite attorno a una piccola molecola o a un nucleo polimerico lineare. I dendrimeri presentano i gruppi terminali che possono essere funzionalizzati, modificando cosรฌ le loro proprietร  fisico-chimiche o biologiche.

Le caratteristiche uniche dei dendrimeri, come l’iperramificazione, la struttura sferica ben definita e l’elevata compatibilitร  con i sistemi biologici, sono responsabili della loro vasta gamma di applicazioni, comprese le aree mediche e biomediche. In particolare, la struttura tridimensionale dei dendrimeri puรฒ incorporare un’ampia varietร  di farmaci per formare coniugati di farmaci biologicamente attivi.

Classificazione dei dendrimeri

La struttura dei dendrimeri presenta un atomo centrale o un gruppo di atomi che costituiscono il nucleo. Da questa struttura centrale si dipartono i rami che sono unitร  ripetitive e gruppi terminali che influenzano la funzionalitร  delle molecole.

struttura dendrimeri
struttura dendrimeri

I gruppi funzionali terminali sono posizionati alla periferia dello scaffold dendrimerico e sono il fattore piรน importante, che determina le proprietร  dei dendrimeri. La loro classificazione puรฒ essere fatta sulla base della loro struttura o sulla base delle loro proprietร .

Classificazione

Sulla base della loro struttura possono possono essere distinti in base alla loro forma, ai gruppi funzionali terminali e alle cavitร  interne ed essere classificati come dendrimeri:

  • semplici basati sulla sostituzione simmetrica dellโ€™estere dellโ€™acido benzentricarbossilico. Questi materiali sono costituiti da 4, 10, 22 e 46 anelli benzenici collegati simmetricamente
  • costituiti da cristalli liquidi che formano una fase smettica nell’intervallo di temperature compreso
    carbossilani
    carbossilani

    tra 17ยฐC e 130ยฐC. costituiti da monomeri mesogenici ottenuti dalla funzionalizzazione del carbossilano

  • chirali in cui sono presenti 4 rami costituzionalmente diversi ma chimicamente simili legati a un nucleo achirale, ad esempio i dendrimeri chirali ottenuti dal pentaeritritolo, poliolo la cui struttura รจ quella di un neopentano avente un gruppo ossidrile su ciascuno dei quattro atomi di carbonio terminali
  • micellari con disposizione micellare unimolecolare. Sono dendrimeri aromatici e solubili in acqua che formano un insieme di catene polimeriche aromatiche in grado di generare un ambiente che assomiglia ad alcune strutture micellari, che forma un complesso con piccole molecole organiche nell’acqua.
  • ibridi con unโ€™architettura complessa ben definita caratterizzata da un dominio centrale e rami biforcati con due sequenze dendritiche diverse per la loro configurazione atomica e gruppi funzionali alla periferia.
  • anfifilici, classe di dendrimeri globulari contenenti unitร  sia idrofile che idrofobe, in grado
    dendrimeri anfifilici
    dendrimeri anfifilici

    di formare aggregati ordinati mediante interazioni intermolecolari non covalenti tra le unitร  dendrimeriche.

  • metallici che contengono un metallo situato nell’unitร  di ripetizione, nel nucleo o alle estremitร  come gruppo terminale. L’incorporazione di specie metalliche nelle molecole dendritiche รจ di particolare interesse perchรฉ l’aggiunta di proprietร  caratteristiche dei complessi metallici, come proprietร  magnetiche, elettroniche e foto-ottiche, cosรฌ come la reattivitร , puรฒ portare alla realizzazione di nuovi dendrimeri funzionalizzati.

Sintesi

Vie sono due vie sintetiche dette rispettivamente sintesi divergente in cui si parte dal nucleo e sintesi convergente che parte dalla periferia e procede verso l’interno. Ciascuno di questi due approcci comporta notevoli distinzioni: la selezione di una strategia adeguata rappresenta un fattore fondamentale, poichรฉ definirร  le caratteristiche distintive della macromolecola .

sintesi dei dendrimeri
sintesi dei dendrimeri

Nella sintesi divergente riportata da Tomalia si ha crescita graduale dei dendrimeri, a partire da un nucleo contenente diversi gruppi leganti. Vengono quindi eseguite reazioni sequenziali per espandere il dendrimero nel corso di diverse generazioni, a seconda delle sequenze specifiche applicate.

Queste reazioni possono coinvolgere vari gruppi funzionali, come ammine, acidi boronici, alcoli, tra gli altri, ma tutte seguono una procedura simile. Il processo inizia con una reazione sul nucleo, che impiega gruppi funzionali non reattivi che si legano alla periferia della macromolecola appena formata. Successivamente, viene fatta una fase di deprotezione o attivazione per convertire questi gruppi periferici in entitร  reattive, per facilitare la reazione successiva. Questo processo iterativo viene ripetuto per le generazioni successive fino al raggiungimento del dendrimero finale.

Il vantaggio principale di questa metodologia sta nella sua capacitร  di generare strutture vaste e complesse attraverso la crescita esponenziale del dendrimero in ogni generazione. Tuttavia, cโ€™รจ deriva la possibilitร  che si verifichino reazioni collaterali ad ogni passaggio. Ciรฒ รจ attribuito al numero crescente di gruppi reattivi in ogni generazione successiva. Di conseguenza si possono formare dendrimeri con difetti strutturali dovuti alla presenza di sottoprodotti.

Per contrastare l’aumento esponenziale dei gruppi reattivi e minimizzare la formazione di sottoprodotti, รจ quindi necessario l’uso di un eccesso di monomeri in ogni fase che garantisce che le reazioni desiderate siano favorite e aiuta a ridurre quelle collaterali indesiderate.

Questa metodologia, inizialmente riportata da Craig Hawker e Jean Frรฉchet nel 1990, prevede la formazione graduale di diversi rami, noti come dendri, che culmina infine nella sintesi della macrostruttura finale del dendrimero tramite un legame finale con il nucleo.

Sintesi convergente

La sintesi convergente avviene a partire dai gruppi finali e procedendo verso l’interno. Quando i bracci polimerici ramificati in crescita, sono abbastanza grandi, sono attaccati alla molecola centrale multifunzionale. Questo metodo consente un migliore controllo sulla struttura del dendrimero e richiede meno quantitร  di monomero in ogni fase della sintesi con conseguente ridotta formazione di sottoprodotti durante le reazioni. Il controllo migliorato consente inoltre l’introduzione precisa dei gruppi funzionali desiderati alla periferia del dendrimero, il che ha un impatto significativo sulle proprietร  finali della macromolecola.

Tuttavia, un notevole inconveniente รจ l’ingombro sterico incontrato durante l’accoppiamento finale dei dendri con il nucleo. Le grandi dimensioni dei dendrimeri impediscono la reazione di altri bracci ramificati, limitando la formazione di dendrimeri con meno generazioni rispetto all’approccio divergente.

Nonostante questa limitazione, l’approccio convergente rimane una strategia preziosa per costruire dendrimeri con strutture controllate e funzionalitร  desiderabili. Offre vantaggi significativi in โ€‹โ€‹applicazioni specifiche in cui il controllo meticoloso e la riduzione al minimo dei sottoprodotti costituiscono una condizione fondamentale.

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