Coppie di Lewis frustrate
Le coppie di Lewis frustrate (FLPs acronimo di Frustrated Lewis pairs) sono composti o miscele contenenti un acido e una base di Lewis che, a causa dell’ingombro sterico, non formano un addotto.
Per molti anni si è ritenuto che la combinazione di una base di Lewis e di un acido di Lewis portasse alla formazione di un addotto acido-base di Lewis tramite un legame dativo e, di conseguenza, la neutralizzazione estinguesse la capacità donatore-accettore delle coppie di Lewis.
Questo concetto è cambiato nel 2006 con la scoperta delle coppie di Lewis frustrate che ha aperto la strada al rapido sviluppo della chimica delle coppie di Lewis frustrate e alla loro applicazione rilevante per sintesi organiche, modelli enzimatici e scienze dei materiali
Il concetto di coppie di Lewis frustrate, introdotto dal gruppo del chimico britannico Douglas Stephan, si è dimostrato un principio generale per l’attivazione e la reattività di piccole molecole. Individuate dalla I.U.P.A.C. come una delle dieci tecnologie emergenti del 2024, le coppie di Lewis frustrate, si sono sviluppate nella catalisi asimmetrica, nella sintesi di polimeri, nella catalisi omogenea ed eterogenea.
Le coppie di Lewis frustrate sono state applicate in reazioni di idrogenazione in cui la trasformazione enantioselettiva è realizzata utilizzando una FLP contenente un acido di Lewis chirale o una base di Lewis chirale.
Tipologie di coppie di Lewis frustrate
Una coppia frustrata di Lewis è costituita da un acido di Lewis e una base di Lewis che, a causa di un ingombro sterico o elettronico, non possono formare un adotto stabile. La frustrazione deriva dall’incapacità dei due partner di interagire direttamente, ma ciò che rende questo sistema straordinario è che entrambi mantengono una reattività elevata, tale da permettere l’attivazione concertata di molecole come l’idrogeno (H₂), l’anidride carbonica (CO₂), olefine, o altre specie piccole e non polari.
Questa “frustrazione” consente alle coppie di Lewis frustrate di comportarsi in modo cooperativo e sinergico, agendo spesso come catalizzatori in assenza di metalli di transizione, tradizionalmente considerati indispensabili in tali reazioni. Le coppie di Lewis frustrate possono essere classificate in base a vari criteri, tra cui la modalità di interazione tra i componenti, la loro natura chimica e la struttura molecolare complessiva.
Coppie di Lewis frustrate Intermolecolari

Le FLP intermolecolari sono costituite da un acido e una base di Lewis separati, non legati covalentemente tra loro, ma presenti nella stessa soluzione o fase. La frustrazione nasce da un forte ingombro sterico o da incompatibilità elettroniche che impediscono la formazione del classico adotto acido-base.
Un esempio classico è la combinazione tra:
Tris(pentafluorofenil)borano, B(C₆F₅)₃, un acido di Lewis molto forte e ingombrante, e 2,6-di-terz-butilpiridina, una base di Lewis ingombrante che non riesce ad avvicinarsi al centro elettrofilo del borano.
Queste FLP mostrano elevata reattività verso molecole piccole e non polari, come H₂, CO₂ e N₂O, e sono state ampiamente studiate per l’attivazione di substrati in condizioni omogenee.
Coppie di Lewis frustrate Intramolecolari
Nelle FLP intramolecolari, l’acido e la base di Lewis sono legati da un ponte molecolare all’interno della stessa struttura, ma disposti in modo tale da non poter formare un legame diretto a causa della geometria o dell’ingombro. Questo design conferisce una maggiore stabilità al sistema, riducendo il rischio di decomposizione o inattivazione, e può portare a una selettività reattiva più elevata.
Esempi tipici includono molecole contenenti un’unità borano (acido di Lewis) e un’ammina o una fosfina (base di Lewis) collegate da un ponte flessibile come un catetere alchilico o arilico. La distanza tra i centri attivi può essere modulata per controllare la reattività e l’accessibilità dei substrati.
Coppie di Lewis frustrate Neutre e Ioniche
Un’altra distinzione importante riguarda la carica elettrica delle FLP:
Coppie di Lewis frustrate neutre:
composte da acido e base di Lewis entrambi elettricamente neutri. Questo è il tipo più comune e studiato, ed è spesso più stabile e versatile in condizioni standard di laboratorio.
Coppie di Lewis frustrate ioniche: in questo caso, almeno una delle due componenti è carica. Ad esempio, una base di Lewis protonata può costituire il controione di un acido di Lewis anionico. Questo tipo di FLP può mostrare una reattività differente, spesso più intensa, ma può essere anche più difficile da gestire sperimentalmente.
Esempi di acidi di Lewis anionici sono costituiti da alcuni anioni del gruppo dei metalloidi
Un caso emblematico è l’anione [B(C₆F₅)₃H]⁻, che, nonostante la carica negativa complessiva, può comportarsi come acido di Lewis nei confronti di basi deboli, grazie alla forte elettronegatività e all’effetto elettron-attrattore dei gruppi perfluorofenilici, che rendono il boronio centrale ancora elettrofilo.
Coppie di Lewis frustrate su supporti solidi (eterogenee)
Una recente area di sviluppo è rappresentata dalle FLP eterogenee, ottenute ancorando l’acido e/o la base su un supporto solido, come silice funzionalizzata, polimeri o framework organici-metallici (MOF).
Questo approccio combina i vantaggi della catalisi omogenea (elevata reattività e selettività) con quelli della catalisi eterogenea (facilità di separazione e riutilizzo). Queste FLP su supporto sono promettenti per l’uso in processi industriali continui e sostenibili, in cui è necessario recuperare e rigenerare facilmente il catalizzatore.
Proprietà chimiche e meccanismo
Le coppie di Lewis frustrate mostrano una serie di proprietà chimiche uniche che le distinguono nettamente dalle coppie acido-base classiche. La loro peculiare struttura, in cui un acido e una base di Lewis altamente reattivi sono impediti stericamente dal formare un adotto stabile, le rende straordinariamente efficaci nell’attivazione di piccole molecole.
Attivazione di piccole molecole: un meccanismo concertato

La proprietà più rilevante delle coppie di Lewis frustrate è la loro capacità di attivare legami forti e non polari, come quello dell’idrogeno molecolare (H–H), attraverso un meccanismo concertato privo di metalli. Questo processo è stato dimostrato sperimentalmente e supportato da studi computazionali.
Nel caso dell’idrogeno molecolare, il meccanismo generalmente procede come segue:
Avvicinamento concertato del substrato (H₂) alla coppia FLP.
Interazione sinergica:
La base di Lewis attacca il protone (H⁺), comportandosi come nucleofilo.
L’acido di Lewis accetta l’idruro (H⁻), comportandosi come elettrofilo.
Si ottiene una scissione eterolitica di H₂ che porta alla formazione di due nuovi legami: uno con la base e uno con l’acido.
Questo processo, chiamato anche “attivazione bifunzionale”, avviene in assenza di metalli, un risultato rivoluzionario per la chimica dell’idrogenazione.
Polarizzazione delle molecole bersaglio
Le FLP sono in grado di indurre una forte polarizzazione delle molecole bersaglio, rendendole più suscettibili a reazioni successive. Questa polarizzazione è mediata dal campo elettrico interno generato dalla vicinanza di un accettore e un donatore elettronico forti ma non interagenti direttamente.
Questo rende le coppie di Lewis frustrate capaci di:
Attivare legami C–H non reattivi, specie in substrati aromatici o alifatici
Promuovere reazioni con molecole come CO₂, N₂O, SO₂, tramite attacco nucleofilo/elettrofilo cooperativo.
Modificare selettivamente gruppi funzionali, ad esempio nella riduzione di composti contenenti doppi legami carbonilici o imminici.
Reattività verso diversi substrati
Le coppie di Lewis frustrate si sono dimostrate capaci di attivare una sorprendente varietà di molecole, grazie al loro meccanismo bifunzionale in cui la base di Lewis fornisce elettroni e l’acido li accetta. Tra i substrati più studiati, l’idrogeno molecolare (H₂) è di gran lunga il protagonista: la scissione eterolitica di H₂ genera un protone legato alla base e un idruro legato all’acido, permettendo idrogenazioni selettive di olefine, chetoni, immine e persino substrati aromatici parzialmente disattivati. Questo approccio ha aperto la strada a idrogenazioni metal‑free condotte a temperature moderate e senza pressioni estreme.
Oltre all’idrogeno, l’anidride carbonica (CO₂) rappresenta un altro obiettivo cruciale per le FLP. In presenza di un accoppiamento borano‑fosfina, la CO₂ viene polarizzata: l’atomo di carbonio elettrofilo viene attaccato dalla base, mentre uno dei due ossigeni, parzialmente carico negativamente, interagisce con l’acido. Questo meccanismo favorisce la formazione di carbammati, uree e cicli carbonati, offrendo un percorso sostenibile per la cattura e trasformazione del CO₂ in prodotti di valore.
Molecole come l’ossido di diazoto (N₂O) e l’anidride solforosa (SO₂), classici inquinanti ambientali, possono anch’esse essere attivate attraverso coppie frustrate opportunamente scelte: la base si lega a un atomo elettronegativo, mentre l’acido stabilizza la frammentazione del legame più debole, portando a riduzioni o a inserzioni funzionali. Questi processi hanno potenziali applicazioni in tecnologie di depurazione e trasformazione degli ossidi nocivi.
Le coppie di Lewis frustrate mostrano inoltre una reattività significativa verso olefine e alchini; in questo caso, l’addizione nucleofilo‑elettrofilo produce intermedi carbocationici o carbanionici controllati, utili per pre‑funzionalizzazioni selettive, ad esempio introducendo gruppi idrossilici o amminici in posizioni specifiche della catena carboniosa. Analogamente, immine e azidi possono essere ridotti in ammine primarie o secondarie, attraverso trasferimenti concertati di protone e idruro, ottenendo in genere elevate rese e alta selettività.
Infine, grazie all’elevata polarizzazione inducono reazioni anche su substrati convenzionalmente poco reattivi, come legami C–H in posizioni aromatiche o alifatiche. In questi casi, la FLP crea un ambiente elettronico tale da rendere tali legami suscettibili a sostituzioni o ossidazioni mirate, aprendo scenari innovativi per la sintesi di composti complessi, farmaci e materiali a base carboniosa.
Applicazioni
Le coppie di Lewis frustrate stanno rivoluzionando diversi ambiti della chimica grazie alla loro capacità di attivare molecole inerti in condizioni miti e senza l’uso di metalli di transizione. Di seguito alcuni dei campi applicativi più promettenti.
Catalisi metal‑free
Uno degli sviluppi più importanti è l’uso delle FLP come catalizzatori in assenza di metalli. Tradizionalmente, le reazioni di idrogenazione, isomerizzazione e policondensazione richiedono metalli di transizione costosi e talvolta tossici (Pd, Pt, Rh, Ni). Le FLP permettono di ottenere idrogenazioni selettive di olefine, chetoni e immine utilizzando semplici combinazioni di borani e fosfine o ammine stericamente ingombranti. Questo approccio non solo riduce i costi del catalizzatore, ma elimina anche il rischio di contaminazione metallica nei prodotti finali, cruciale nell’industria farmaceutica.
Chimica verde e sostenibilità
Le FLP si inseriscono perfettamente nei principi della chimica verde, grazie a diversi fattori:
Condizioni miti: le reazioni si svolgono spesso a temperatura e pressione moderate, riducendo il consumo energetico.
Rigenerabilità: molti sistemi FLP sono rigenerabili e mantengono la loro attività per più cicli di reazione, minimizzando la produzione di rifiuti.
Riduzione dei sottoprodotti: l’elevata selettività delle FLP limita la formazione di prodotti secondari indesiderati, semplificando la purificazione e riducendo l’impatto ambientale.
Cattura e trasformazione della CO₂

La capacità delle FLP di polarizzare e attivare l’anidride carbonica è uno degli sviluppi più studiati per affrontare il cambiamento climatico. Accoppiamenti come B(C₆F₅)₃/PR₃ possono fissare CO₂ formando carbammati o cicli carbonati; successivamente, questi intermedi possono essere convertiti in composti utili (carbammati, uree, carbonati ciclici) impiegati come solventi green o precursori per materiali polimerici. Questo processo offre un’alternativa alle tecniche tradizionali di cattura basate su ammine acquose, spesso energivore e corrosive.
Scissione e trasformazione di ossidi ambientali
Le coppie di Lewis frustrate sono in grado di attivare e ridurre ossidi nocivi come N₂O e SO₂, trasformandoli in specie meno tossiche o in composti utili. Ad esempio, l’attivazione eterolitica di N₂O può portare alla formazione di N₂ e ossido di borano, mentre la reazione con SO₂ può generare solfiti e solfonati. Queste trasformazioni hanno applicazioni potenziali in processi di depurazione gas e nel recupero di sottoprodotti di valore.
Catalisi eterogenea su supporti solidi
Per superare i limiti di separazione e riutilizzo tipici dei sistemi omogenei, molti ricercatori hanno sviluppato FLP ancorate su supporti solidi. Funzioni borano o aminiche sono legate chimicamente a materiali porosi come silica funzionalizzata, zeoliti o metal‑organic frameworks (MOF). Questi sistemi eterogenei coniugano l’efficienza delle FLP in soluzione con la facilità di separazione e la riciclabilità dei catalizzatori solidi, rendendoli adatti a processi continui su scala industriale.
Sintesi asimmetrica
Un’area emergente è l’utilizzo di FLP chirali per ottenere reazioni di idrogenazione e addizione con alto grado di enantioselettività. Introducendo centri chirali nella base o nell’acido di Lewis (ad esempio fosfine chirali ingombranti), è possibile trasferire il controllo stereochimico al substrato attivato, aprendo nuove strade nella sintesi di farmaci e molecole biologicamente attive.
Trasformazione di biomolecole e materiali avanzati
Studi recenti hanno evidenziato l’impiego delle coppie di Lewis frustrate nella modifica selettiva di biomolecole (amminoacidi, peptidi) e nella funzionalizzazione di superfici polimeriche. L’attivazione controllata di legami C–H e la possibilità di introdurre gruppi funzionali in posizioni specifiche rendono le FLP strumenti preziosi per la produzione di materiali intelligenti e sensori chimici
Questa panoramica mostra come le coppie frustrate di Lewis stiano già influenzando molti settori della chimica e come le prospettive future possano estendersi ulteriormente man mano che si affinano i materiali e i meccanismi.
Nonostante i notevoli successi, le FLP devono ancora affrontare alcune sfide:
Stabilità e selettività: la progettazione di coppie FLP stabili ma reattive è ancora un’area attiva di ricerca.
Compatibilità con solventi e condizioni di reazione.
Scalabilità industriale: rendere le FLP economicamente competitive con i catalizzatori tradizionali.
Le prospettive future includono l’impiego di FLP in chimica organica avanzata, nella trasformazione della biomassa, e nella realizzazione di nuovi materiali catalitici ibridi.
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il 24 Aprile 2025